Area Urbana
Adolescente tenta il suicidio, salvato dopo una telefonata di due ore con il 118 di Cosenza

Parlano gli operatori del 118 di Cosenza: “Siamo qui con il cuore e con l’anima”.
COSENZA – Una segnalazione che si sarebbe potuta rivelare nefasta. Nella nottata tra martedì e mercoledì un ragazzo di 19 anni ha tentato il suicidio a Cetraro lanciandosi in mare. Nel corso del salvataggio effettuato in maniera congiunta da Guardia Costiera e Polizia di Stato l’adolescente è rimasto per almeno due ore è in contatto telefonico con gli operatori del 118 che hanno così scongiurato la tragedia. “La Centrale Operativa del 118 – scrivono gli operatori di Cosenza che dalla sede ubicata nel quartiere San Vito smistano le richieste di soccorso di tutta la provincia – è spesso luogo di frontiera dove le chiamate sono costellate da sentimenti di disperazione, solitudine. La storia che vi raccontiamo e una delle tante storie che registriamo quotidianamente.
Abbiamo deciso di raccontarvela per un semplice motivo dietro quel telefono ci sono delle persone che hanno emozioni che spesso mettono da parte la loro professionalità per fare “il triage all’anima”. Un giovane di 19 anni Ugo (nome di fantasia) chiama il 118 per annunciarci la sua decisione di porre fine alla sua vita. Capimmo, non sappiamo sulla base di che cosa, che non era la solita telefonata di un megalomane, che non sarebbe stata una cosa semplice da gestire. Capiamo che quella voce aveva bisogno di un contatto umano, di qualcuno che potesse ascoltarlo a cui raccontare la sua storia. Le sue paure erano il risultato di situazioni costruite nel tempo che, non si capisce per quale crogiolo sinistro e catastrofico di elementi, sembrano, improvvisamente precipitare.
Gianfrancesco prende tempo, incomincia ad intrattenere Ugo sulla bellezza della vita, della sua giovane età che va vissuta fino in fondo. Luisa e Carmen allertano i soccorsi. La voglia di contatto umano di Ugo trova nelle parole di Gianfrancesco una prima risposta. Ormai la partita si gioca sul filo di quel contatto che non deve essere interrotto. Quel gesto si sarebbe potuto trasformare in tragedia ma per fortuna cosi non è stato. Ugo oggi si trova ricoverato in una struttura per essere aiutato. E’ l’ora del caffè alla macchinetta. Quaranta centesimi. E andata così. Stanotte è andata così”. Per fortuna.

















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