Calabria
Accoglienza migranti, non c’è solo Isola Capo Rizzuto. Gravi carenze alla struttura di Cerenzia

Una situazione vergognosa, altro che accoglienza! Non c’è solo Isola Capo Rizzuto, sebbene il caso emerso relativamente alla gestione del CARA Sant’Anna sia grave e deprecabile. Ai neonati viene data la pizza, le mamme comprano pannolini e assorbenti senza pocket money
CERENZIA (KR) – Dopo il caso che ha travolto la Misericordia di Isola Capo Rizzuto, emerge come la gestione dei centri e delle strutture che ospitano migranti non sia diversa in altri luoghi della Calabria. Un esempio è lo S.P.R.A.R. di Cerenzia per le cui condizioni, quattro donne ospiti, hanno presentato un esposto. Gli ospiti non sono molti, ma sono soprattutto mamme che hanno neonati. Mamme costrette a comprare i pannolini, l’acqua, l’olio e i detergenti per i figli. Nessun pocket money, il cibo è inadeguato per i piccoli perchè non si può pensare minimamente di somministrare pizza e carne a bambini da uno a tre anni. Per mesi non sono arrivate nè verdure nè tantomeno legumi, perchè non era possibile cucinarli: manca il gas e l’acqua calda.
Ed il pollo con patate ogni giorno seguito da un odore nauseabondo perchè non veniva neanche pulito. Come le bestie, anzi peggio, sono trattate le 6 madri e gli 11 bambini ospiti nella struttura di Cerenzia. Per segnalare queste condizioni, che di accoglienza non hanno neanche l’odore, è stato presentato un esposto ai carabinieri attraverso l’avvocato Francesca Pesce, e così sono scattate le indagini dei carabinieri di Caccuri. Anche in tal caso, a gestire lo Sprar di Cerenzia è la Misericordia.
Nella denuncia si parla della consegna dei pocket money solo per un paio di mesi; poi più nulla. Pare che Francesco Ruggiero, responsabile della struttura abbia giustificato questa mancanza con l’inadempienza all’erogazione del contributo da parte del Ministero.
Le mamme non hanno possibilità di acquistare nè i pannolini per i figli o gli assorbenti. Ogni tanto ricevono salviettine e detersivi mentre le medicine devono comprarsele da sole. Pranzo e cena? Pasta al sugo o riso in bianco e sempre, quotidianamente, pollo e patate; tutto immangiabile e maleodorante. Ma il fatto più grave è quello relativo alla pizza e alle patate per… i neonati. Ogni bambino infatti, ha il diritto ad essere quanto meno svezzato dignitosamente. Ma la dignità qui viene calpestata. E pare si sia anche parlato di un caso di molestie sessuali all’interno dello Sprar che però non compare nella denuncia.
Dopo l’esposto il Meetup Amici di Beppe Grillo di Cerenzia ha deciso di compiere un’ispezione per capire in che situazione vivono le donne ospitate nella struttura e non sono mancati gli attacchi e gli insulti di chi, con molta probabilità, vuole nascondere alcuni dettagli gestionali di queste strutture, diventate macchine per fare soldi a chi ne è responsabile. Un intervento non gradito dunque, così come non lo era stato quello di Giuseppe Brescia, parlamentare grillino e vicepresidente della Commissione d’Inchiesta sull’accoglienza migranti fatto già ad aprile, accompagnato da Alessandra Lopetrone componente del Meetup.
Sei madri e undici bambini anche di tenerissima età in una struttura che non è in grado di rispondere alle esigenze umanitarie di persone in cerca di aiuto, sostegno ed integrazione. “Non uno degli obiettivi del progetto SPRAR è stato minimamente approntato – sottolineano dal Meetup – contravvenendo allo spirito del progetto e ponendo in essere condotte oltraggiose per la dignità umana. In questi mesi di lavoro silenzioso e di sostegno a queste madri ed ai loro figli non sono mancate le intimidazioni e gli attacchi personali da parte di coloro che non gradivano il nostro intervento, sebbene fosse volto unicamente a rendere dignitosa la vita di donne e bambini in difficoltà. Confidiamo in un serio quanto improcrastinabile intervento dell’autorità competente che metta fine alla barbarica pratica di utilizzare i migranti e il sistema dell’accoglienza come bancomat o ufficio di collocamento”.



















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