CATANZARO – Emessa una nuova sentenza per la terza guerra di mafia cosentina. Oggi presso la Corte d’Appello di Catanzaro, il collegio giudicante presieduto da Giancarlo Bianchi ha chiuso il processo Terminator IV a carico di Francesco Presta, Vincenzo Dedato e Francesco Amodio. Accusati in concorso di aver partecipato all’omicidio di Antonio Sassone, il quarantenne freddato a colpi di arma da fuoco a Terranova da Sibari alla fine degli anni Novanta dopo essersi ribaltato in una cunetta con la propria motoape. Per la sua uccisione è stata confermata l’assoluzione di Amodio e il carcere a vita per Franco Presta, mentre la pena comminata a Vincenzo Dedato è stata ridotta da dieci anni e otto mesi ad otto anni e sei mesi di reclusione. Presta era inoltre stato condannato all’ergastolo per gli omicidio di Vittorio Marchio ed Enzo Pelazza.
Amodio nel frattempo dopo aver ricevuto la revoca del programma di protezione ha smesso di collaborare con la giustizia. Nel processo terminato oggi sono state inoltre confermate le condanne inflitte in primo grado dal Tribunale di Cosenza per quanto riguarda gli omicidi Marchio (il ‘bandito in carrozzella’ ucciso a San Vito) e Pelazza (ucciso con la stessa pistola a Carolei). Per l’uccisione di Enzo Pelazza furono condannati Dedato, Presta ed Ettore Lanzino, dell’uccisione di Marchio i giudici ritennero responsabili sia Dedato, Presta e Lanzino (30 anni di reclusione) sia Walter Gianluca Marsico (30 anni di reclusione) e Mario Gatto.


















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