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Call center, sciopero Almaviva a Milano contro i trasferimenti a Rende

Italia

Call center, sciopero Almaviva a Milano contro i trasferimenti a Rende

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Lavoratori in protesta: “Almaviva percepisce migliaia di euro di finanziamenti pubblici, ma non rispetta i lavoratori”. A rischio il ‘posto’ di 43 mamme a Roma

MILANO – Sciopero con presidio a Milano e conferenza stampa Slc-Cgil a Roma contro la “politica dei licenziamenti mascherati da trasferimenti”. I sindacati chiedono al ministro Calenda (Mise) di essere convocati per l’incontro tra governo e azienda in programma per la giornata di oggi. Governo e vertici di Almaviva sono infatti attualmente in fase di confronto per la trattativa sui trasferimenti decisi dalla società. Intanto a Milano è in corso lo sciopero dei lavoratori dei call center Almaviva che proseguirà per l’intera giornata con un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale della Lombardia iniziato stamattina alle 10.00.
 
 
“Abbiamo apprezzato – scrivono in una nota i sindacati Cgil, Cisl e Uil – la tempestività del ministro ma, visto i tempi stretti dei trasferimenti che sono stati rettificati o sospesi in maniera formale, e viste anche le numerose richieste d’incontri inoltrate in questi mesi da parte nostra, ci aspettavamo di essere convocati dallo stesso dicastero che ha convocato l’azienda. Chiediamo come sia possibile che le organizzazioni sindacali, primi interlocutori delle lavoratrici e dei lavoratori, vengano appositamente esclusi da una discussione che potrebbe avere ripercussioni dolorose sull’intero settore”. Il 75% delle lavoratrici e dei lavoratori di questo comparto, rimarcano i sindacati, ha stipendi di circa 750 euro.

 

“La discussione – affermano i tre sindacati – non può essere basata sulla compressione del costo del lavoro come unico strumento di concorrenza e di mantenimento dell’occupazione, perché dietro i numeri che l’azienda presenterà in sede ministeriale, ci sono persone sulle quali un trasferimento a più di 1.000 chilometri di distanza può spezzare l’intera esistenza, con ripercussioni sociali oltre il limite del sostenibile”.La protesta contro Almaviva riguarda anche Roma dove stamattina si è tenuta una conferenza stampa presso la sede della Cgil nazionale per denunciare “la politica dei licenziamenti mascherati da trasferimenti (a Rende) targata Almaviva”.

 

I sindacati spiegano che “dopo Milano, dove a dispetto di quanto riportato dai giornali il problema è tutt’altro che risolto, ora è la volta di Roma. In questo caso a essere coinvolte sono 43 neomamme, categoria che in un paese civile dovrebbe essere tutelata. Si continua a giocare sulla pelle dei lavoratori: questo è inaccettabile”. Nel corso della conferenza stampa i sindacati insieme alle operatrici romane che rischiano il trasferimento a Rende hanno approfondito i diversi aspetti di questa delicata evidenziando come l’azienda Almaviva pur percependo ingenti finanziamenti pubblici, non rispetta affatto i propri dipendenti”.

 

In foto sede Almaviva occupata a Palermo

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