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Sequestrato l’impianto fotovoltaico che alimenta l’Ospedale di Cetraro

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Sequestrato l’impianto fotovoltaico che alimenta l’Ospedale di Cetraro

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La struttura è stata costruita in una zona sismica e soggetta a vincolo paesaggistico senza alcun tipo di autorizzazione

 

CETRARO (CS) – I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Paola, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Paola. In particolare, è stato sequestrato un impianto a concentrazione solare per la generazione di energia termica ed elettrica asservente l’Ospedale civile di Cetraro “G. Iannelli”, costituito da 66 parabole di grandi dimensioni, fissate su piastre di ancoraggio; due grandi serbatoi, comunemente denominati torri evaporative, con i relativi assorbitori, i quali erano parte integrante dell’impianto; due locali posti al piano terra dell’ospedale; una centrale termofrigorifera, dotata di componenti idraulici e serbatoi convertitori di energia per la produzione di acqua calda e acqua fredda. Il tutto installato su una superficie complessiva di 3000 metri quadri circa.

 

Gli accertamenti esperiti, sin dalla fine di giugno scorso, avvalendosi anche della competenza di Funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, hanno permesso di appurare che l’area, presso la quale il citato impianto è stato costruito, risulta ubicata all’interno di una zona soggetta a vincolo paesaggistico di notevole interesse pubblico. Pertanto trattandosi di opere da eseguirsi da parte di Amministrazione dello Stato, per eseguire l’intervento 3 Cetraro 054edilizio in argomento era necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione paesaggistica, con una specifica procedura ad oggi inesistente.  Inoltre, l’area presso la quale il citato impianto è stato costruito risulta ubicata all’interno di zona sismica di pericolosità media, dove possono verificarsi forti terremoti, ma è priva di autorizzazione sismica. Alla luce di quanto constatato in sede di sopralluogo e dei successivi accertamenti, venivano deferite in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Paola, 5 persone, di cui due funzionari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, committente dei lavori e tre responsabili della progettazione e dell’esecuzione dei lavori, ritenute responsabili a vario titolo di reati relativi alla normativa paesaggistica e sulla regolamentazione edilizia.

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