Provincia
Casali del Manco, IDM: “Diecimila cittadini ignorati nella fusione dei Comuni presilani”

La fusione di Casole Bruzio, Trenta, Serra Pedace, Pedace e Spezzano Piccolo in un unico Comune non è mai piaciuta al Movimento di Orlandino Greco
CASALI DEL MANCO (CS) – Sono passati mesi dall’ormai nota fusione dei Comuni di Casole Bruzio, Trenta, Serra Pedace, Pedace e Spezzano Piccolo in un’unica realtà comunale: Casali del Manco. L’Italia del Meridione, movimento che ha come leader Orlandino Greco consigliere regionale eletto nella lista Oliverio Presidente, nel referendum della Presila cosentina era schierato con il No all’unione delle amministrazioni. Un No votato dai cittadini di Spezzano Piccolo che sono stati comunque accorpati come territorio agli altri quattro Comuni. “I contrari a questa fusione, – si legge in una nota del Movimento Italia del Meridione Casali del Manco firmata dalla referente Patricia Polillo – variamente organizzatisi in movimenti e gruppi cittadini, hanno più volte cercato di far presente le carenze strutturali, legislative ed economiche della fusione. Un progetto nato come proposta di matrimonio, non di un’unione ponderata e studiata tra più Comuni, ossia tra più e diverse realtà amministrative, giuridiche ed economiche.
Non sorprende, quindi, che all’incontro svoltosi in Regione tra il Movimento Presila Unita (principale promotore di questa fusione) e l’assessore regionale al Bilancio e Politiche Amministrative Viscomi “si è convenuto sulla necessità di una specifica normativa regionale in materia, che regolamenti sia la fase costitutiva dei nuovi comuni frutto della fusione che quella degli adempimenti successivi che preveda incentivi o forme di premialità”. Non sorprende, o forse si? In campagna referendaria se ne sono dette tante. E, ad oggi, la realtà parla. Racconta una realtà disorganizzata cui cerca di far fronte il Commissario Vercillo, con l’instancabile sostegno dei dipendenti comunali; racconta di una previa pianta organica di Casali del Manco inesistente, al punto che il servizio scuola bus è stato sorprendentemente affidato ad una Ditta esterna; racconta di una simulazione di bilancio unificato mai neppure creata nella mente dei promotori. Racconta tanto e racconta nulla”.



















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