Area Urbana
Furbetti del cartellino, i sette dipendenti assenteisti accusati di truffa aggravata (NOMI)

Una storia che ripete ancora una volta nelle stanze degli uffici dei dipendenti pubblici. In questo caso gli uffici sono quelli del Dipartimento sviluppo economia, lavoro, formazione e politiche sociali della Regione
COSENZA – Che bella vita percepire uno stipendio e andarsene a spasso durante l’orario di lavoro, per fare la spesa, stare comodamente al bar, dedicarsi allo shopping e sbrigare le commissioni di tutti i giorni come andare in lavanderia. E sono stati i cittadini a segnalare le troppe assenze, i disservizi e i ritardi riconducibili proprio agli indagati che timbravano il badge e poi uscivano a farsi i fatti loro.
Nell’inchiesta diretta dal procuratore Capo di Cosenza, Mario Spagnuolo sono finiti in sette: Francesco Salvatore Magnelli di 65 anni, di Cosenza; Antonio Caruso 63 anni di Cosenza (entrambi esperti amministrativi) raggiunti da un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Poi Giuseppe Campana 46 anni di Longobucco, Giovanni Gervino 43 anni di Lappano (istruttori amministrativi) raggiunti dall’obbligo di dimora. Gerardo Sena di 64 anni di Luzzi (responsabile della gestione territoriale albo coop e associazioni di volontariato è stato raggiunto da un obbligo di dimora ed infine Daniele De Cicco, 58 anni, di Montalto Uffugo istruttore docente che dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria, e Teresa Ambrosi 58 anni di Castiglione Cosentino, collaboratore istruttore amministrativo raggiunta da un provvedimento di obbligo di dimora.
Tutti sono indagati per truffa ai danni di ente pubblico. E sono state le telecamere installate dalla Guardia di Finanza e i tanti appostamenti e pedinamenti a portare alla luce il comportamento dei sette furbetti che prestano servizio nella sede della Regione Calabria in via Cesare Gabriele 49, nei pressi del tribunale. Oltre ad un utilizzo del badge ‘selvaggio’ che veniva strisciato da uno per tanti, i dipendenti pubblici si sentivano liberi di sbrigare le loro faccende private anzichè lavorare. Tutto questo a danno dei cittadini che si recavano negli uffici, troppo spesso vuoti, e dell’ente pubblico. I sette indagati compariranno nelle prossime ore davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia.



















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