Provincia
Estorsione con sequestro di persona a Rossano, carabiniere resta in carcere

Scarcerati tre degli indagati, tra i quali una donna. La vittima, secondo la difesa, avrebbe orchestrato una fantasiosa truffa
ROSSANO (CS) – Un prestito e un sequestro di persona, ritenuto ad oggi ‘anomalo’. Scarcerate tre delle quattro persone arrestate lo scorso 19 ottobre dai carabinieri di Rossano per estorsione. Si tratta di Pina Pometti di 46 anni, il compagno Salvatore Bonaguro di 52, Francesco Manisco 57 anni. I tre risultavano indagati in concorso con un ex carabiniere di 34 anni, Natale Taib, di origine marocchina (e altre due persone cui posizione è stata stralciata) in un’inchiesta nata nel luglio del 2016. Una vicenda che ha avuto la sua origine nel 2009, quando un giovane aveva avuto in prestito da una donna la somma di 93.000 euro per far partire un’attività commerciale. Il giovane non era poi riuscito a restituire la somma. I quattro indagati avrebbero quindi tentato, nel 2015, di farsi pagare dai suoi genitori dopo averlo sequestrato in un appartamento e minacciato con una pistola. In quell’occasione i suoi aguzzini, secondo l’accusa, avevano imposto di firmare cambiali per piu’ di 250.000 euro.
Gli avvocati della difesa Ettore Zagarese, Nicola Filardi e Giuliano Giuliani hanno contestato tale narrazione sostenendo, con una serie di prove anche documentali prodotte, che gli indagati sarebbero vittime di una ben architettata truffa da parte del denunciante il quale, fingendo di essere il referente di una importante agenzia finanziaria, avrebbe sottratto negli anni ingenti somme di denaro mai restituite. Estorsione, il Riesame ha quindi accolto nella quasi totalità le richieste del collegio difensivo scarcerando sia la donna che era stata posta ai domiciliari sia il suo compagno e uno dei suoi presunti complici che invece erano stati tradotti in un penitenziario cosentino nell’ottobre del 2017. Natale Taib l’ex carabiniere, all’epoca dei fatti in servizio a Corigliano Calabro (e attualmente sospeso dal servizio) resta detenuto in carcere per come disposto dal Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha per lui confermato la misura cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Castrovillari nell’ambito dell’operazione condotta dall’Arma dei Carabinieri di Rossano.



















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