Area Urbana
Crocco racconta il viaggio in Inghilterra e il cuore di un cosentino per La Terra di Piero (AUDIO)

Una storia che va raccontata, una di quelle che ti fanno pensare a quanto sia importante vivere esperienze forti per far nascere nel cuore la voglia di dare una mano, un contributo, un segno. E che, soprattutto in prossimità del Natale acquista un significato più alto.
COSENZA – E’ appena tornato a Cosenza Sergio Crocco, presidente dell’associazione La Terra di Piero, che in questi anni ha dato lustro alla città per i tanti progetti concreti, mai banali: dal Parco Piero Romeo alla costruzione delle scuole in Tanzania. C’è chi ha conosciuto questa realtà ed è venuto da lontano per prendere parte ad uno dei tanti viaggi in Africa della Terra di Piero e tornato a casa, ha deciso di fare qualcosa di più.
Tutto è nato dall’ottobre scorso quando tre ragazzi, inglesi, che lavorano con Massimo Nucaro, cosentino trapiantato in Inghilterra a Bath, e partito vent’anni fa da viale della Repubblica, e che sono stati in Tanzania ed hanno toccato con mano ciò che fa la Terra di Piero, ed hanno visto gli orfanotrofi in cui l’associazione intitolata a Piero Romeo da una mano sperimentando – scrive Sergio Crocco su Facebook “come miglioriamo la qualità della vita dei bambini malati di Aids”.
Poi tutti sono tornati a casa ma quei ragazzi insieme a Massimo Nucaro, che a Bath ha un ristorante di successo, hanno voluto fare qualcosa in più e nel raccontare la loro esperienza. Poi un messaggio firmato Massimo Nucaro a Sergio: sali a Bath che dista due ore di macchina da Londra che ci sono 10.000 euro per la Terra di Piero e per i prossimi progetti in Tanzania. A raccontare questa bellissima storia è proprio Sergio Crocco ai microfoni di Rlb
ASCOLTA L’INTERVISTA
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E così dopo quel messaggio, un momento di ‘mancamento’ e di emozione, Sergio è partito per andare a prendere quella importante cifra, con il cuore gonfio e raggiante perchè consapevole che quella somma rappresenta una ricchezza per i progetti in Tanzania e soprattutto per la costruzione del “Parco Piero Romeo 2” che nascerà ad Ipogolo a maggio e che avrà un altro “padre” oltre ai cuore dei tanti cosentini: ed è Massimo Nucaro, che contribuirà a far giocare 60 bambini disabili in un parco giochi in Tanzania. E’ proprio il caso di sottolineare l’emozione di Sergio: “Sono le storie belle e pulite della Terra di Piero. Quelle storie che alla fine ti rimangono”
Le parole sincere di Massimo Nucaro
“Per me e per i miei amici e collaboratori che sono stati in Tanzania la Terra di Piero è stata, ed è tuttora, una grande occasione di arricchimento, in termini umani, di consapevolezza, di speranza. Per la sincerità, per la capacità realizzativa, per il cuore e l’assoluta trasparenza, la Terra di Piero rappresenta un esempio da seguire, un modello capace di mutare e arricchire le coscienze, che annulla le differenze e unisce le persone, indipendentemente dalla loro condizione o provenienza. Questo è quanto ho avuto modo di toccare con mano! Posso quindi raccontarvi di come io sia emozionato e imbarazzato allo stesso tempo e di come sia difficile per me trovare le parole giuste. Perciò, semplicemente, voglio dire soltanto Grazie! E sottolineo che sono io a dovere ringraziare di cuore Sergio, la “Terra di Piero” e tutti quelli che vi partecipano attivamente! Prendendo in prestito le parole di D. Ikeda «la rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».
Mi piace pensare che da un uomo come Piero si inneschi un modello di riscatto e di futuro, capace di varcare ogni confine e abbattere ogni barriera. Cosenza senza l’esperienza della Terra di Piero sarebbe una città più grigia, più povera, con minori speranze e poche chance di riscatto. Oggi Cosenza, domani chissà… Tutto dipende da quanti vorranno far parte di questo cammino. In tal senso spero che in tanti, cosentini e non, che vivono a Cosenza o in qualsiasi altra parte del mondo, possano cogliere l’occasione e avere il privilegio, come è capitato a me, di arricchirsi attraverso questa meravigliosa esperienza. Un’esperienza che mi rende orgoglioso di appartenere ad una città che, nonostante tutto, è capace ancora di creare percorsi puliti, di umanità e fratellanza: Cosenza, la Terra di Piero”.
















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