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“Terramara Closed” e imprenditori in odor di ‘ndrangheta. Nuovo sequestro di beni

Calabria

“Terramara Closed” e imprenditori in odor di ‘ndrangheta. Nuovo sequestro di beni

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guardia di finanza 51

Il sequestro è stato compiuto dalla Guardia di Finanza e segue l’operazione di Polizia di qualche giorno fa denominata “Terraramara Closed” che ha coinvolto 47 soggetti.

 

REGGIO CALABRIA – Due società riconducibili alla ‘ndrangheta, sono state sequestrate dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nel mirino i compendi aziendali di due società commerciali con sede legale in Taurianova, e riconducibili a Carmelo Sposato di 43 anni e Giovanni Vincenzo Surace di 34, recentemente colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere rispettivamente per i reati, tra gli altri, di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito dell’operazione di polizia “Terramara Closed”.

Il provvedimento di oggi pertanto, segue l’ulteriore sequestro patrimoniale – finalizzato alla confisca per 25 milioni di euro (tra compendi aziendali e quote societarie di 21 società commerciali, unità immobiliari, terreni, beni mobili e rapporti finanziari) eseguito nei giorni scorsi, nell’ambito dell’operazione Terramara Closed, nell’ambito della quale sono stati eseguiti provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 47 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, trasferimento fraudolento di valori, procurata inosservanza di pena e porto illegale di armi, con l’aggravante delle finalità mafiose.

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia Finanza per i particolari profili legati agli accertamenti economico patrimoniali erano riusciti ad individuare i vertici e il patrimonio illecitamente accumulato dell’articolazione territoriale della cosca di ‘ndrangheta “Zagari – Fazzalari – Viola”, attiva nel mandamento tirrenico della provincia reggina e prevalentemente operante nel comune di Taurianova e zone limitrofe ed anche a riscontrare diverse condotte di intestazione fittizia di aziende e di estorsione ai danni di imprenditori locali e imprese vincitrici di appalti nel territorio di egemonia della suddetta consorteria. Le investigazioni, sviluppate nell’arco temporale 2012-2016, hanno messo in luce sia gli aspetti strutturali, sia quelli dinamici dei gruppi mafiosi “Sposato” – operante in Taurianova e comuni limitrofi – e “Maio-Cianci” – operante nella vicina San Martino (RC) – appartenenti alla citata cosca di ‘ndrangheta “Zagari-Viola-Fazzalari” interessati ad imporsi nel settore dell’edilizia ed in quello alimentare, condizionando, anche attraverso l’accertata infiltrazione nel Comune di Taurianova, l’assegnazione degli appalti per la realizzazione di opere pubbliche.

Ecco le imprese nel mirino della Finanza

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