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Sacchetti per la frutta e la verdura, si pagano solo in Italia: scoppia la polemica sui social

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Sacchetti per la frutta e la verdura, si pagano solo in Italia: scoppia la polemica sui social

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sacchetto ortofrutta a pagamento

Dal 1 gennaio i clienti di qualsiasi supermercato, dovranno pagare gli shopper biodegradabili utilizzati per la frutta, verdura e farmaci

 

ROMA – Il nostro Paese ha deciso, dal 1° gennaio, di far pagare ai clienti i sacchetti sotto i 15 micron, che vengono usati per contenere frutta, verdura e farmaci. Finora il costo veniva pagato dai distributori che lo scaricavano sui clienti incorporandolo nel prezzo degli alimenti; da qualche giorno, invece, i sacchetti di plastica leggera utilizzati per confezionare la frutta o la verdura al banco self-service non sono più gratis ma hanno un costo fino a tre centesimi a busta e, inoltre, i supermercati forniscono buste biodegradabili e compostabili (ogni sacchetto dovrà rispettare la norma relativa al contenuto di materia prima rinnovabile non inferiore al 40% mentre dal 2020 la percentuale salirà al 50% e dal 2021 al 60%). Soltanto l’Italia in Europa ha deciso, dal 1° gennaio di quest’anno tramite un emendamento inserito nel decreto legge Mezzogiorno, di far pagare ai clienti i sacchetti.

Ovviamente non sono mancate le polemiche e l’indignazione sui social, che fa leva sull’ulteriore stangata a danno degli italiani dopo quella sulle bollette di luce, gas, pedaggi autostradali etc. Anche se si tratta di una cifra irrisoria, infatti, la maggior parte dei cittadini (anche a Cosenza), non considera giusto il pagamento delle bustine. Ad esempio ecco il commento dell’Avv. Ciro Ferrara: “Da quest’anno ci tocca pagare all’acquisto dei prodotti ortofrutticoli la busta biodegradabile. Premesso che non lo ritengo giusto, che cosa ne pensate di quei supermercati e esercenti che non applicano la tara alle proprie bilance? In questo modo, non acquistando un peso netto, andiamo a pagare la busta per ben 2 volte.” Infatti, come commenta l’avvocato, le bilance della maggior parte dei supermercati sono tarate sul peso dei “vecchi” shopper in uso, leggerissimi. Così il rischio è che i nuovi shopper possano lievitare il conto della spesa alla cassa: più di 3 centesimi a sacchetto. Una beffa ulteriore.

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