Rende
Unical: giovane aggredisce prete e danneggia una chiesa. Trovato con una spranga sulla 107

Armato di una spranga ha danneggiato un’auto, aggredito un prete e poi per strada ha iniziato a colpire i guard rail. Momenti di panico nella zona universitaria
RENDE – Ha provocato allarme e panico nella zona universitaria di Arcavacata, un giovane che, per motivi ancora poco chiari, forse per un esame rimandato, ha dato in escandescenze lasciandosi andare a veri e propri atti di devastazione. Secondo i primi riscontri il ragazzo se ne andava in giro armato di una spranga. Avrebbe danneggiato un veicolo di un’agenzia di vigilanza, e non contento è entrato nella cappella dell’Università della Calabria mentre era in corso la Santa Messa e dopo aver aggredito e strattonato il prete, ha danneggiato alcuni candelabri.
Poi si è incamminato scalzo sulla statale 107 nei pressi dell’Ateneo iniziando, qui, a danneggiare anche i guardarail con la spranga di un metro e mezzo. I carabinieri di Rende, su segnalazione di alcune persone, sono intervenuti sul posto e dopo averlo disarmato, immobilizzato e ammanettato, hanno allertato i sanitari per sottoporlo a visita medica ed accertare se abbia agito sotto l’effetto di droga o alcol o se soffra di disturbi di natura psicologica. Il ragazzo, trovato senza documenti, è stato accompagnato poi in caserma, a Rende, per essere interrogato e per spiegare cosa ha provocato il suo momento di follia.



IL PRETE AGGREDITO: “MI DISPIACE PER LA SUA FAMIGLIA”
Il giovane pare sia entrato nella cappella intorno alle 8.00 mentre il prete stava dicendo messa. “Era la prima volta che lo vedevo, – spiega Don Mario – è entrato e ha iniziato ad imprecare contro di me e lanciare a terra i candelabri in vetro. Mi provocava, cercava una mia reazione, ma io tentavo di calmarlo. Poi le persone che erano nella cappella lo hanno allontanato. Lui ha provato a forzare la porta per rientrare, successivamente ha preso una pietra e l’ha lanciata verso un’auto. La mamma era lì per fermarlo. Ho parlato con lei assicurandole che non intendo sporgere denuncia. Spero che vi siano professionisti e una rete sociale
pronti ad accoglierlo. Sono tanti i giovani che hanno difficoltà nel rapporto con se stessi e con gli altri, io posso ascoltarli, ma non ho le competenze per curare i disagi psichici. Sono qui da due anni e mezzo. Quando sono arrivato all’Università della Calabria e guardavo gli studenti sul ponte mi sembravano dei zombie. Nessuno sorrideva. Le nuove matricole sembrano più allegre, spero non si ingrigiscano con il passare degli anni e con l’abuso di social network. Al termine degli studi, dopo tanti sacrifici, spesso si trovano senza lavoro e ciò crea instabilità. E’ lì che le istituzioni dovrebbero intervenire. tutti dobbiamo assumerci delle responsabilità e fungere da educatori. A volte ai giovani con problemi bastarebbe solo parlare, farli sfogare, dare un consiglio. Non mi interessa se i ragazzi vengano a messa o meno, vorrei solo che stessero bene, che fossero sereni”.
Questione sicurezza: dall’episodio di oggi ai furti, atti vandalici e al randagismo
Il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, ha indetto per domani mattina una riunione con tutti i direttori dei Dipartimenti, per affrontare la questione sicurezza nelle aule e negli uffici a seguito di alcune azioni di vandalismo registrate nei giorni scorsi. All’incontro sono stati invitati i direttori ad un confronto, per dare un giro di vite sulla sicurezza. Crisci chiederà ai responsabili dei rispettivi Dipartimenti, un maggiore impegno e una più efficace azione di sorveglianza delle strutture di competenza, per tentare di capire chi e a quale scopo, negli ultimi tempi, stia tentando di minare la sicurezza dei luoghi di studio e di lavoro. Il rettore aggiunge che sono già stati allertati i vigilanti e i carabinieri di Rende, che effettueranno controlli più serrati anche nelle ore notturne. «In ogni caso – rassicura Crisci – il numero delle denunce per furti comunicati alle forze dell’ordine, è tra i più bassi nella storia dell’Unical e nessun danno alle persone risulta essere stato denunciato negli ultimi mesi. Mi sembra singolare che queste incursioni non siano quasi mai collegate a furti, ma vengano messe in atto al mero scopo di imbrattare e devastare le aule. Atteggiamento che ci porta a interrogarci su quale sia l’effettivo fine che si nasconde dietro tali deplorevoli azioni».
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«Di altra natura è, invece, l’episodio di questa mattina, avvenuto ad opera di una persona che, secondo quanto si è appreso, soffre di problemi psicologici – aggiunge il rettore –. L’organizzazione dell’ateneo ha funzionato in maniera tempestiva, grazie all’intervento della vigilanza e del personale medico che ha subito prestato soccorso al sacerdote aggredito e ad una ragazza che si è sentita male per la paura. Purtroppo, questi sono casi imprevedibili». «Infine – conclude il Crisci – per quanto riguarda la questione randagismo, voglio informare la comunità accademica che, anche in questo caso, siamo particolarmente attenti e abbiamo firmato, qualche giorno fa, una convenzione con l’Enpa che ci aiuterà, attraverso azioni di rieducazione dei cani, a ridurre l’entità del fenomeno»

















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