Cultura & Spettacolo
Il tango? E’ “un punto di vista”…che ti cambia la vita

L’internazionalità dell’argentino Pablo Tegli, l’Oscar del tango al miglior musicalizzatore dell’anno Marcelo Rojas, il tango a Cosenza è firmato Ciccio Aiello
COSENZA – Conosciuto come il ballo sensuale per eccellenza, in realtà nasconde molte virtù. Cosenza viaggia a suon di tango argentino e sembra proprio che stia diventando meta preferita e fissa di tanti personaggi importanti che hanno scritto e continuano a scrivere la storia di questo ballo che nasce da lontano e porta con se la sensualità dell’anima prima che del corpo. Non meno di due settimane fa, nella città di Alarico, ha fatto capolinea il grande artista e ballerino di fama mondiale Pablo Tegli nella scuola del maestro Ciccio Aiello e domenica prossima i tangueri calabresi e non, danzeranno all’Elizabeth Restaurant & Music, sulle note della musica del miglior dj dell’anno, Marcelo Rojas, appena premiato a Buenos Aires. Nel suo consueto tour mondiale c’è sempre la “voce” Calabriatango Cosenza.
Il tango a Cosenza, dunque, è firmato Calabriatango, con la regia straordinaria di Ciccio Aiello, ballerino professionista e direttore artistico del Festival internazionale ormai conosciuto in tutto il mondo. E’ lui, che passo dopo passo, alimenta il cuore ed “i piedi” dei tanti appassionati di tango. Il 2018 è un anno importante: per il festival che festeggia i 10 anni, il tour internazionale di Aiello, lo spettacolo messo in piedi che a breve inizierà il suo viaggio in Italia e le “dolcezze” che il maestro Aiello regala ai suoi allievi come il grande ballerino Tegli e il musicalizzatore dell’anno Rojas, entrambi argentini. Che Cosenza diventi anche culla del tango argentino?
Cicco Aiello e il tango, “due chiacchiere” con il maestro
Un maestro che sprigiona energia e attira come una calamita quando inizia a muovere “i piedini” e ti avvolge nell’abbraccio del tango. Per chi lo conosce il direttore artistico di Calabriatango è meglio di qualsiasi medicina al mondo: “guarisce tutti a suon di tango”.
Pablo Tegli a Cosenza è sempre un “colpaccio”
«Lui è uno dei più grandi ballerini di tango al mondo – spiega Aiello-. Ha una genialità che non si nota tanto in giro. E il gruppo che mi segue è riuscito a stare al passo perché la comunicazione del corpo è fondamentale. Forse questa è la cosa più importante nel tango. Se non si cura questo aspetto, al di là della tecnica non riesci a stare dietro ai ballerini di fama internazionale. Ad oggi, anche se ho una discreta esperienza, io stesso mi rendo conto che studiare è fondamentale, e anche se ognuno di noi raggiunge il proprio grado di esperienza e bravura, alla base è fondamentale studiare e studiare bene».
Molti oggi abbracciano il tango. Forse perché colpiti da questa sensualità esteriore. Ma il ballerino sa che la sensualità nel tango è ben altro. Cosa c’è in realtà alla base
«Il discorso di sensualità è in realtà da sfatare. Un po’ la gente è rimasta allo stereotipo del tango come erotismo; sensualità un po’ finalizzata all’aspetto malizioso; però la sensualità deriva dall’aspetto sensitivo, dei sensi, quello che bisogna cercare almeno per chi balla tango. Per noi maestri, che lo insegniamo, è quello di dare un linguaggio basato su un sistema di comunicazione, in cui questi sensi si tocchino un po’ più nel profondo per far sì che le emozioni, l’emotività, l’alchimia che si genera nella coppia, possano venire fuori. Non è facile. All’inizio non credo che la gente venga a cercare questo. Un po’ ci si avvicina per l’estetica del ballo. Poi però all’interno del gruppo si può generare da una parte, la prevalenza del far vedere il proprio corpo anziché sentire e l’ascoltare il corpo dell’altro, oppure può accadere il contrario. Noi maestri ci focalizziamo di più sul sentire il corpo dell’altro per poi lavorare anche sull’aspetto estetico. Di sicuro in Calabria stiamo crescendo sempre di più. L’obiettivo che ci siamo posti è di aprire ai giovani, proprio perché, piano piano, sta uscendo fuori dallo stereotipo del tango argentino la concezione del vecchio, della persona anziana. Stiamo andando al passo con le più grosse realtà europee
Crescita a Cosenza. Nel 2018 toccheremo quota dieci per il Festival cosentino, uno dei pochi in Italia che vanta così tanta lungimiranza. Grazie anche a te, al tuo lavoro instancabile, alla tua voglia e al tuo amore per il tango. E sappiamo anche che per te quest’anno sarà molto impegnativo per il Tour estero che ti aspetta.
«Il Festival è la casa dei tangueri che negli anni ne hanno riconosciuto la validità e la qualità. E quest’anno sarà un bel traguardo raggiunto. Dieci edizioni di seguito sono una bella soddisfazione. In passato eravamo davvero pochi i tangueri che si approcciavano a questo ballo meraviglioso, ed era molto più facile organizzare eventi che avessero una grande affluenza di persone. Oggi non è facile da un punto di vista proprio economico e anche di presenze, perché il tango argentino si è diffuso velocemente e impazza dappertutto. Quindi, sono soddisfatto di essere davvero una delle poche regioni (tre o cinque) in Italia che ha portato avanti un Festival giunto a così tante edizioni; Ricordo subito il Festival di Torino e di Catania che hanno superato alla gran lunga la decima edizione e poi la Calabria…un bel bottino di tradizione alle spalle. E anticipo che anche per questa edizione il casting è già pronto con nomi illustri. E’ una bella sfida ogni anno, però riusciamo e ciò significa che dietro la mia direzione artistica c’è un bel gruppo che lavora.
Tour di Ciccio Aiello. Da quest’anno il lavoro che stiamo portando avanti con la mia partner, la ballerina greca Sofia Galanaki, ha fatto sì che da maggio si aprano le porte di San Paolo – Brasile; Buenos Aires dove balleremo in una famosa milonga…per un europeo ballare nel covo reale del tango è già una bella soddisfazione. Poi andremo negli Stati Uniti e India. L’anno prossimo abbiamo già in cantiere Giappone e Russia».
Fuè, una Historia de Amor. Parte dalla Calabria il primo TangOperaBallet
«Un’opera scritta, musicata e diretta dal maestro Francesco Perri – spiega Ciccio Aiello-. Lo spettacolo sul tango, ancora una volta made in Calabria, ha il merito di essere il primo TangOperaBallet presente nei teatri italiani dopo la rappresentazione Maria de Buenos Aires nel lontano 1968, scritta dai maestri Piazzolla e Ferrer. Le coreografie sono realizzate da me, Ciccio Aiello e Sofia Galanaki. L’opera è uno struggente spettacolo/balletto tratto da una tragica storia d’amore e morte accaduta nel Sud Italia agli inizi del ’900».
Perché i giovani dovrebbero scegliere il tango
«Ai giovani ….come diceva Luca Carboni “impara nella vita perché può sempre servire”. Imparare il tango nella vita può servire. A tanti ha cambiato la vita. Ti aiuta a vivere meglio e a stare meglio con e tra la gente. Sembra un po’ retorica la frase ma il Tango è un grande maestro di vita».
Pillole di tango con Pablo Tegli a Cosenza

Possiamo davvero dire che Cosenza è una piccola Buenos Aires; sarà perchè è terra calda del sud dove tutto ha il sapore e il calore della passione e sensualità che sono tipici del tango. E nell’occasione dello stage molto partecipato, tenuto a Cosenza da Pablo Tegli, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere anche con il grande e innovativo artista argentino. Pablo ha più di 20 anni di esperienza e rappresenta il tango nel mondo; ha fatto tournée con Gotan Project e Café de los Maestros, Narcotango e tanti altri. Il suo tango si pone principalmente sulla ricerca della fluidità nel movimento cioè un movimento puro, sottile, evolvendo tra tradizione e modernità. La sua passione per il tango, il suo talento per la trasmissione e il suo sguardo dinamico sull’avvenire di questa arte fanno di lui un artista senza confine. E’ stato nel film “Tango Libre” di Frédéric Fonteyne in cui ha realizzato tutte le coregrafie e le scene di ballo collaborando con Chicho Frumboli. Ognuno si ricorda di questa magnifica scena di tango tra uomini, in carcere.
La visione del tango che riesci a trasferire. Oggi, specialmente i giovani si avvicinano perché vedono nel tango qualcosa di diverso dallo stereotipo del vecchio, il così detto “vecchio manuale tanguero”. Tu porti l’innovazione non solo tecnica, un nuovo modo di percepire, sentire il tango.
«Io porto la mia esperienza – parla Tegli nel suo argentino poco italianizzato-. Sono tanti anni che faccio tango. Io porto il ballerino alla ricerca del naturale nel suo corpo e ad accettarlo. La semplicità che il tanguero non prova e forse non ha mai provato. A volte mi dicono “ma è così semplice?”. Sì, il tango è semplicità, è naturalezza. A volte si fanno una idea della postura….un vaso vuoto.
Avvicinarsi al tango
«…la voglia proviene da noi stessi. Il tango va vissuto e va osservato da più punti di vista: una coscienza corporale tua, il risveglio di parti del tuo corpo che non conoscevi. Il cento per cento delle persone prendono il tango in una maniera stereotipale, ma c’è un’altra maniera, un’altra visione di capire il tango. Non sono convinti: la maggior parte balla per effetto del gruppo, tutti fanno gancio, tutti fanno boleo, come lo hanno imparato a scuola. Ma non c’è la ricerca. E’ un ballo di improvvisazione il tango. Ciò che ti dà il corpo è l’improvvisazione. Il tango è uno dei pochi balli di coppia di improvvisazione. La ricerca dell’improvvisazione è perché c’è qualcosa dentro che ti spinge a farlo, una naturale curiosità che ti porta alla ricerca del nuovo». «La maggior parte della gente prende il tango in una maniera stereotipata. Io cerco di far capire il tango in un’altra maniera. Il ballo è la ricerca. E’ difficile trovare qualcuno che ti motivi. Io cerco di dare questo al tanguero. La motivazione, la curiosità, nuove sensazioni. L’interscambio, una dinamica di ricerca, movimento. Dobbiamo avere un punto di vista diverso nell’approccio al tango, così come nella vita di tutti i giorni. E’ un’apertura di spirito il tango»
Appuntamento dunque a domenica 22 aprile con il musicalizzatore dell’anno premiato con l’oscar del Tango mondiale Marcello Rojas, nella cornice dell’Elizabeth Restaurant & Music – Via Trento Cosenza – dove i piedini dei tangueri hanno trovato una seconda casa, con un pavimento fatto apposta per chi si abbandona alla musica per ore e ore di abbracci. Marcello Rojas, quando arriva in milonga, è la certezza che la serata sarà un successo. Anche lui, così come Tegli è sempre alla ricerca del nuovo. Non ha una scaletta già preparata di brani. Lui ascolta le vibrazioni dei tangueri, lo spirito, e guida la serata riuscendo a percepirne lo stato d’animo per dare sempre il massimo, per far sorridere i cuori, per infondere benessere in quell’incontro di abbracci. Unico nel suo genere, Rojas ha portato avanti questa sua filosofia del vivere, ascoltare e ballare il tango che lo ha portato oggi ad essere considerato il musicalizzatore numero uno al mondo. Lunedì 23 aprile Marcelo Rojas terrà una lezione della durata di due ore presso la sede di Calabriatango (Hotel San Francesco) dalle ore 20.30. Tema della lezione :”Como construir diferentes estilos de tandas para bailar”. Un filo conduttore con l’insegnamento di Pablo Tegli, nella dinamica di ricerca. La lezione sarà corredata di proiezioni.



















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