Cosenza
Cosenza: ‘licenziato’ chiede chiarimenti, ma il dirigente risponde solo su Facebook

Avanza dal Comune di Cosenza due anni di stipendi. Dambruoso doveva essere sostituito da Vittorio Sgarbi
COSENZA – Nessuna comunicazione. Nessuna risposta dal Comune di Cosenza alle richieste di chiarimenti. Alberto Dambruoso ha appreso dalla stampa di essere stato ‘licenziato’. Dopo aver allestito le 27 casette dei BoCs Art e organizzato l’ospitalità di 300 artisti è stato liquidato senza alcun tipo di avviso. Lo storico dell’arte doveva essere sostituito da Vittorio Sgarbi, lo ha saputo con una telefonata informale del sindaco Mario Occhiuto. Una raffica di polemiche scatenata dall’annuncio dell’arrivo di Sgarbi alla direzione dei BoCs Art che Dambruoso ha postato sui social ha poi portato l’amministrazione comunale a dare l’incarico al noto studioso di storia dell’arte Giacinto Di Pietrantonio. Contro la nomina di Sgarbi un movimento spontaneo di protesta aveva lanciato una petizione raccogliendo in pochi giorni 10mila firme. Sempre senza comunicare nulla al diretto interessato.
Dambruoso prima della sua ‘cacciata’ aveva sollecitato, invano, il Comune di Cosenza ad intervenire per il pagamento degli artisti e la salvaguardia delle opere accatastate in completo stato di abbandono. Avanza dal Comune di Cosenza oltre due anni di ‘stipendi’, circa 25mila euro. Mentre da mesi e mesi aspetta di essere retribuito a settembre il ‘collega’ Orrico invece, a suo dire, è stato liquidato con 10.000 euro per un lavoro mai svolto. Decaduto il suo ruolo di direttore artistico dei BoCs Art Dambruoso non è ancora stato informato se continuerà a gestire il museo allestito nel complesso di San Domenico o meno. A chiarire, in maniera poco velata, quali saranno le decisioni del settore Cultura del Comune di Cosenza è stato il dirigente Giampaolo Calabrese che dopo settimane e un polverone sollevato sui social dall’ex curatore dei BoCs Art gli ha risposto. Solo su facebook, in via ufficiosa.
I MESSAGGI SU FACEBOOK
GIAMPAOLO CALABRESE DIRIGENTE SETTORE CULTURA COMUNE COSENZA: “Leggo esternazioni su Fb che riguardano i BoCs art. Pur non essendo incline a rispondere sui social (preferisco i luoghi deputati, ma lo si sa, lo “stile fa l’uomo”) mi sento in dovere, per il ruolo che mi compete, di squarciare un velo di verità su questa vicenda, che di certo non fa onore a chi strumentalmente la agita. Senz’altro il progetto BoCs Art, la cui attuazione si deve solo e soltanto all’ostinazione di una amministrazione, ed ad un Sindaco lungimirante, senza la cui volontà – mi scuserai – stante la tua professionalità, difficilmente sarebbe stato realizzato, grazie ai Martedì critici ha conosciuto la sua fase di start up. Eppure, come chiunque sa, non solo gli esperti, nel mondo dell’arte, delle curatele in particolare, il ventaglio degli artisti difficilmente s’espande se non ci si apre a prospettive diverse. Ti potrei fare tanti esempi: rassegne, festival .. la biennale ecc ecc. Si cambia, si innova, si rinnova, si ritorna. E questo è successo, e sarebbe saggio prenderne atto.
Posto che sta nelle competenze di un’amministrazione scegliere a chi affidare un rapporto di sana affidabilità, tanto più in presenza di una curatela di lungo corso in quanto ad esperienza e attività critica. Abbiamo preferito innovare muovendoci sul solco d’una riconosciuta affidabilità scientifica. Quanto alle opere acquisite al patrimonio dell’ente in questi anni, beh, sono state raccolte in uno spazio espositivo il Bocs Art Museum a loro dedicato. Le altre opere, invece, saranno oggetto di tante mostre permanenti e non, nel corso degli anni futuri. Mi dispiace che, mentre proponi di essere nominato curatore proprio di queste imminenti e future mostre, ci tieni a buttare fango suoi tuoi interlocutori. Ma si sa, la vita è piena di schizofrenie. Io, a margine, sono lieto dell’attaccamento che dimostri e dell’attenzione che hai per tutto il nostro lavoro. Ti ringrazio”.
ALBERTO DAMBRUOSO EX CURATORE BOCS ART: “Leggo finalmente una risposta da parte di una figura istituzionale dopo i numerosi tentativi fatti anche via PEC per riceverne anche soltanto una. Non voglio commentare su quale tipo di stile sia questo perché credo si commenti da solo. Come hanno riportato già molti artisti che hanno preso parte alle residenze, il progetto si è sviluppato grazie a I Martedì Critici, su invito de I Martedì Critici che hanno fatto da garante finora all’intero progetto. Non ho mai sostenuto che era mia intenzione fare il Direttore dei Bocs art per tutta la vita ma liquidarmi così senza una comunicazione ufficiale è altamente scorretto. Così come sono state commesse negli anni tante altre scorrettezze nei miei confronti e dei miei collaboratori, non ultimo il banner collocato nel Museo poi da noi prontamente rimosso, nel quali erano stati volontariamente omessi i nomi di Annalisa Ferraro e di Piero Gagliardi.
Aver lavorato gratis senza alcuna manodopera per nove giorni al Museo e sentirsi dire dal Sindaco in conferenza stampa che l’allestimento era stato fatto da Maurizio Orrico con la mia assistenza sono fatti di una gravità assoluta oltre ad essere altamente scorretti. Così come scorretto è stato eliminare la voce rimborsi spese viaggio curatore per tutto il 2017. Avevate poi deciso d’innovare chiamando Sgarbi in prima battuta? Ma probabilmente sia io che Sgarbi ce lo siamo sognato questo. Nel mio sogno il Sindaco mi chiamava e diceva che sarebbe stato Sgarbi ad occuparsi delle residenze primaverili. Anche delle persone vicine a me che hanno sentito quella telefonata sembra che sognassero. Quanto a Sgarbi mi sembra che anche lui abbia confermato di aver sognato”.


















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