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“Operazione Santa Teresa”, Bozzo: “intervenuti per legge. Alcuni comuni vicini se ne fregano” (AUDIO)

Cosenza

“Operazione Santa Teresa”, Bozzo: “intervenuti per legge. Alcuni comuni vicini se ne fregano” (AUDIO)

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cani catturati massimo bozzo

“Nel mese scorso avevamo ricevuto segnalazione di un gruppo di cani, nella zona intorno all’ospedale. Noi seguiamo il territorio con i volontari che ringrazio e siamo quotidianamente, insieme al Nucleo Decoro Urbano per le strade della città”

 

COSENZA – L’operazione ribattezzata “Santa Teresa” che ha portato sabato scorso alla cattura di nove cani vaganti in città, alcuni segnalati dai cittadini al Comune di Cosenza come potenzialmente aggressivi, ha scatenato diverse reazioni anche sui social. Ed è per questo che Massimo Bozzo, delegato per il Comune alla gestione del fenomeno del randagismo, è intervenuto ai microfoni di Rlb, per spiegare l’azione di sabato scorso 5 maggio e chiarire alcuni particolari.

“Quando riceviamo questo tipo di segnalazioni abbiamo il dovere di intervenire – spiega Bozzo. – Avevamo ricevuto segnalazione di questo gruppo di cani tra l’ospedale e il Mariano Santo, ma arrivati sul posto non li avevamo trovati. Due giorni prima della cattura c’erano state segnalazioni di questo branco su Santa Teresa (solo per questo motivo è stata chiamata “operazione Santa Teresa”). Ovviamente per me quella segnalazione ha rappresentato un campanello d’allarme e per due mattine e una notte siamo stati sul centro città per capire come si muovevano e soprattuto per evitare eventuali casi di aggressione”.

Massimo Bozzo, delegato dal Comune alla gestione del randagismo, è intervenuto ai microfoni su Rlb per chiarire alcuni aspetti della vicenda di sabato scorso

ASCOLTA L’INTERVISTA

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L’operazione “Santa Teresa”

“Sabato mattina intorno alle 5 abbiamo iniziato un giro perlustrativo. Ero nella zona dei Due Fiumi quando ho ricevuto una telefonata in cui mi veniva segnalata la presenza di un gruppo di cani randagi sul viale Parco all’altezza del distributore di carburanti. Mi sono recato sul posto dove tra l’altro mi era stato riferito di un’aggressione ad una signora, che era in compagnia del suo cagnolino al guinzaglio.

Alcune persone erano riuscite a farli allontanare e così, proseguendo nella ricerca, all’altezza dell’hotel Centrale, ho notato i cani che si erano messi tranquilli. droneMa ho anche notato l’arrivo di due signore, e così – racconta Bozzo – mi sono messo in mezzo per evitare ulteriori problemi”. Spostando l’attenzione verso di lui, Massimo Bozzo, ha fatto in modo che il branco si allontanasse: “I cani sono scappati e sono entrati in un terreno recintato dove si poteva accedere attraverso un ingresso accessibile solo a loro.

“Ho così, chiuso l’uscita ai cani e ho allertato il servizio veterinario e gli operatori del Decoro Urbano. Preciso che il drone è stato utilizzato (come nella foto) perchè questo recinto isolava un capannone, ed è servito per capire se i cani avessero guadagnato un’altra uscita ma per la cattura di sabato, sono state utilizzate solo le gabbie”.

Del gruppo faceva parte uno dei cani ‘reimmessi’

Massimo Bozzo“Voglio precisare – dichiara Bozzo – che uno solo di questi, era tra quelli cosiddetti ‘reimmessi’ sul territorio che è stato anche riconosciuto dagli agenti del Decoro urbano, ed è stato comunque catturato per valutare le sue condizioni. Anche se era un solo cane reimmesso in un gruppo di nove, ho preferito portarlo in canile per verificare non solo lo stato di salute, perchè il cane reimmesso – ricorda Bozzo – è di proprietà del Comune di Cosenza, ma anche la sua docilità”.

“Ora i cani sono in canile a Donnici, sono stati sottoposti a visite, e saranno sterilizzati. Tre saranno presto disponibili per l’adozione perchè hanno un carattere docile. Il cane che era stato reimmesso sarà riportato in città. Per cinque invece (ed ho chiesto ieri un report ai veterinari che svolgono la loro attività in canile) i veterinari per la sterilizzazione, sono stati costretti ad addormentarli nel box”.

Il menefreghismo dei comuni limitrofi

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