Provincia
Liquami fognari nel Crati, sequestrato impianto depurazione

Il sistema è gestito dalla Ge. Ko ditta che si occupa anche di ‘Coda di Volpe’ impianto che depura 28 Comuni da Cosenza a Mongrassano
COSENZA – Finta depurazione nel Cosentino. I militari della stazione Carabinieri Forestale di San Pietro in Guarano hanno denunciato per violazione alla normativa ambientale due persone. Si tratta di due dirigenti della Ge. Ko. società che gestisce, anche l’impianto Coda di Volpe in cui si vengono collettati i reflui fognari di altri 27 Comuni da Cosenza, Castrolibero, Mendicino a Spezzano Sila. Sospettati di aver contribuito alla contaminazione del fiume Crati sono i responsabili dell’Ufficio Tecnico e il Site Manager della Ge. Ko. che si occupa di un impianto di sollevamento liquami in località “Boccalupo” di Rose. Il sistema che raccoglie i reflui fognari del Comune è stato oggi posto sotto sequestro. Alla denuncia si è arrivati a seguito di un controllo effettuato nei giorni scorsi dai militari, unitamente ai responsabili della società ed i tecnici comunali.
Sul posto è stata constatata la presenza di un pozzetto fognario del Comune di Rose collegato all’impianto di sollevamento liquami tenuto in gestione dalla Società Ge. Ko. S.p.a.. Dai successivi accertamenti si è riscontrata la presenza di una condotta che scaricava il tutto sul suolo, creando un flusso regolare e costante che sfocia direttamente nel Fiume Crati. Senza alcun processo di depurazione, come confermato dalla presenza di residui solidi allo sbocco, dai segni di imbrattamento della vegetazione circostante oltre l’intorbidimento delle acque di scolo e il cattivo odore presente in zona riconducibile alla mancata depurazione degli stessi.
Ulteriori controlli hanno verificato la presenza di una condotta di scarico attiva proveniente dal sistema fognario, il mancato funzionamento dell’impianto di sollevamento e la presenza di reflui urbani all’interno dei pozzetti d’ispezione. Tale stato ha provocato l’intasamento dei reflui urbani nella camera di pompaggio, con il conseguente scarico degli stessi direttamente sul suolo senza aver subito idoneo processo di depurazione. La gestione e manutenzione dell’impianto, attraverso un contratto, è affidata alla Ge. Ko. la quale non ha prodotto autorizzazione allo scarico di tale impianto di raccolta reflui urbani. Per tale motivo dopo l’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza si è proceduto alla denuncia dei due responsabili dipendenti della stessa.




















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