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118 accusato di aver lasciato a terra il Soccorso alpino: non ha sbagliato

Calabria

118 accusato di aver lasciato a terra il Soccorso alpino: non ha sbagliato

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elisoccorso calabria

La decisione presa dalla base elisoccorso di Cosenza, secondo i protocolli, era più che giusta: il mezzo non è deputato al trasporto di materiale e persone così come sottoscritto nel protocollo tra Soccorso alpino e Suem 118

 

COSENZA –  Ci sono ben due casi di soccorso a persona accaduti a poco tempo di distanza l’uno dall’altro, a Cerchiara di Calabria (CS) e a San Luca (RC); una nota di demerito all’elisoccorso del 118 di Cosenza per aver negato l’ausilio agli otto uomini del soccorso alpino guidati da Luca Franzese e, al contrario, la richiesta da protocollo di un elicottero con attrezzatura (SAR) da parte del soccorso Alpino di San Luca, per effettuare il salvataggio. Noi ripercorriamo le tappe per chiarire alcuni aspetti, soprattutto quello legato al rifiuto dell’elisoccorso: rifiuto giustificato perché non è un elicottero in grado di trasportare uomini e attrezzature

 

I FATTI A CERCHIARA DI CALABRIA

intervento SOCCORSO ALPINO monte sellaro 13 maggio 2018 2Il 12 maggio scorso il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) della regione Calabria viene attivato dal Suem 118, la centrale operativa della provincia di Cosenza per il recupero di una escursionista a Cerchiara di Calabria (CS), scivolata per venticinque metri lungo la parete rocciosa dalla cima del Panno Bianco, seconda cima del Monte Sellaro, nel Parco Nazionale del Pollino, fermandosi miracolosamente in un sottostante canalino in parete. La richiesta di attivazione del soccorso Alpino da parte della centrale operativa del 118 parte da un accordo stipulato tra le parti, una convenzione che assicura un soccorso immediato “in ambiente montano, ipogeo o impervio” (tanto è scritto in un comunicato della commissione stampa CNSAS SASC).

intervento SOCCORSO ALPINO monte sellaro 13 maggio 2018. .Sempre nel protocollo si legge automaticamente la sala operativa attiverà le stazioni di soccorso alpino della Sila o del Pollino (…)”. Ma il protocollo specifica nella seconda parte dell’accordo un particolare che, probabilmente al Soccorso Alpino, il 12 maggio scorso deve essere sfuggito dalla mente. Cita l’accordo: “Tuttavia l’obiettivo di maggior ambizione è rappresentato da un accordo più complessivo con il 118 a livello regionale, cosi da potere attivare anche in Calabria, come in tutte le regioni dell’arco alpino, l’elisoccorso in configurazione S.A.R. (Search and Rescue), attrezzando gli elicotteri con verricello e utilizzando gli uomini del CNSAS quali Tecnici di Elisoccorso. Attualmente i mezzi aerei del 118 in Calabria possono trasportare esclusivamente personale sanitario e/o feriti, ma non personale tecnico per intervenire in situazioni estreme. Quando questo protocollo d’intesa sarà realizzato, la Calabria avrà colmato un ritardo sulle altre regioni d’Italia circa gli interventi in montagna e in grotta”.

Ritorniamo adesso al comunicato stampa inviato dal soccorso alpino il 12 maggio scorso dove ha dato notizia del soccorso effettuato (a cui si aggiunge la lode della redazione per l’opera raggiunta e la messa in sicurezza dell’escursionista, ndc). Si legge nel comunicato : “L’escursionista era cosciente ma aveva riportato nella caduta diversi traumi. Il Soccorso Alpino, per velocizzare l’intervento, richiedeva al 118 l’intervento dell’elisoccorso così da imbarcare i tecnici del Soccorso Alpino presso la piazzola a Cerchiara e sbarcarli direttamente in quota (sulla sella tra la cima del Monte Sellaro e la cima del Panno Bianco) in modo da risparmiare il tempo necessario per percorrere (con tutto il materiale tecnico, barella, corde ecc) i 400 metri di dislivello su sentiero per raggiungere la ferita. Alla fine, sebbene in un primo momento sembrava che la missione dell’elisoccorso fosse stata confermata, gli otto uomini del Soccorso Alpino già in piazzola in attesa dell’elicottero in virtù di una successiva comunicazione negativa della centrale 118 hanno dovuto raggiungere l’attacco del sentiero e percorrere a piedi il sentiero sino al Panno Bianco”.

L’ELISOCCORSO DI COSENZA NON E’ SAR MA HEMS

protocollo suem soccorso alpinoFermo restando il lavoro di recupero svolto egregiamente ci si pone la domanda di come mai i soccorritori non ricordassero che l’elisoccorso 118 non poteva trasportarli, non solo perché specificato nell’accordo siglato tra le parti, ma anche perché l’elisoccorso utilizzato per la provincia di Cosenza non è SAR (Search and Rescue) attrezzato con verricello, ma HEMS, non deputato al trasporto di materiale o persone ma solo pazienti. Infatti l’elisoccorso Hems può trasportare il pilota e il tecnico di bordo, il medico, l’infermiere, e la barella con il ferito e probabilmente una quarta persona per via dell’abitato ridotto. Adesso, partendo dalla constatazione che l’elisoccorso 118 non poteva autorizzare il trasporto di otto soccorritori, se pur questo eccezionalmente fosse accaduto, quanti viaggi avrebbe dovuto fare? Nel comunicato si continua a leggere “Una volta imbarellata, la donna veniva dapprima calata in parete accompagnata da due operatori e, successivamente, alla base del canalino, veniva trasportata a spalle con tecnica “portantina”, con una decina di ripresa di ancoraggi, sino al Santuario della Madonna delle Armi ove ad attenderla vi era una ambulanza medicalizzata del 118”.

L’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE BEVACQUA CHE REPUTA INTOLLERABILE QUANTO ACCADUTO

bevacquaIn riferimento all’articolo in cui chiaramente si evince, per chi ignora la materia, che il 118 si sarebbe rifiutato di portare a termine un soccorso, risponde il giorno dopo, il 14 maggio scorso (del soccorso alla escursionista è stata data notizia il 13 maggio, ndc), il consigliere regionale Bevacqua, sottolineando la gravità del rifiuto dell’elisoccorso. Si legge nella nota: “Quanto accaduto sabato scorso a Cerchiara, in merito al mancato intervento dell’elisoccorso per il trasporto in quota degli operatori del Soccorso alpino, è estremamente grave: ho presentato stamattina apposita interrogazione a risposta immediata per sollecitare un’azione opportuna del governo regionale”. “L’inspiegabile rifiuto dell’elisoccorso – aggiunge – avrebbe chiaramente potuto sortire conseguenze di estrema gravità, sia in ordine alla vita della escursionista ferita, sia in relazione alla incolumità degli operatori del Soccorso Alpino, costretti a una difficile salita in quota, a piedi e carichi dell’attrezzatura occorrente”. “Appare intollerabile quanto accaduto sabato scorso nel Parco nazionale del Pollino e, anche in virtù di quanto la legge regionale finalmente dispone, la Regione Calabria è chiamata a intervenire senza indugio affinché tali episodi non abbiano a ripetersi”.

LA CALABRIA NON HA ELICOTTERI 118 SAR

Non siamo riusciti a metterci in contatto con il consigliere regionale Bevacqua, al quale avremmo chiesto alla luce degli appositi chiarimente di poter intervenire in consiglio regionale affinchè, anche in Calabria, tra gli elicotteri del 118 ce ne sia almeno uno SAR, considerato che, allo stato attuale non è in dotazione in nessuna delle cinque province calabresi. In questo modo porterebbe a compimento ciò che è stato sottoscritto nel protocollo d’Intesa tra Soccorso Alpino e Suem 118 dove sottolineano chiaramente come nell’accordo non sia possibile utilizzare l’elisoccorso.

Forse sarebbe il caso di “scagionare” l’operato e la decisione presa dalla base dell’elisoccorso e dalla centrale operativa considerato che non c’erano i presupposti per ottemperare alla richiesta dei soccorritori. 

LA RISPOSTA DI PASQUALE GAGLIARDI MEDICO RIANIMATORE OPERANTE SULL’ELISOCCORSO 118

gagliardi e1450867666148A tale riguardo pubblichiamo (abbiamo interpellato il medico rianimatore Pasquale Gagliardi in forza all’elisoccorso di Cosenza che ha dato l’autorizzazione alla pubblicazione, ndc) il commento di Gagliardi, del 14 maggio alle 19:25, postato su Facebook, sulla pagina del consigliere regionale Bevacqua in risposta al post dell’interrogazione regionale a risposta scritta, sui fatti di Cerchiara di Calabria: …,,QUANDO SI SCRIVONO INESATTEZZE PER SCREDITARE UN SERVIZIO VITALE….NON SOLO , MA CHE DA ANNI ORMAI FA ECCELLENZA IN CALABRIA ED ANCHE DI PIU’, !!!!…Credo che il Soccorso Alpino DEBBA ESSERE PARTE INTEGRANTE DI UNA BASE HEMS….E RITENGO CHE IN QUESTA VICENDA IL SOCCORSO ALPINO ABBIA FATTO CIO CHE E’ DEPUTATA A FARE …MA MI CORRE precisare in modo molto rapido due-tre punti per tutti ed anche per il Consigliere Regionale Bevacqua, perché sarebbe troppo lungo spiegarlo qui, ma credo che già’ queste mie precisazioni potrebbero far capire le inesattezze qui dette e scritte. Ovviamente non entro in merito all’impegno politico in ambito regionale dello stimato Consigliere, anzi credo che questo suo impegno sia anche per noi molto importante.

(1) L’ ELISOCCORSO fa HEMS e non SAR ( chi vuole si documenti sul significato). (2) L’ Elisoccorso non e’ deputato al trasporto di materiale o personale ma solo di pazienti o malcapitati anche perché tra l’altro in elicottero, conformazione HEMS, gli spazi sono ridotti e dedicati al personale medico di bordo…Deputati invece a questo tipo di trasporto sono gli elicotteri dei vigili del fuoco o dell’esercito.(3) L’elisoccorso non va in recupero di malcapitati se non ha il verricello con personale dedicato a bordo…E I NOSTRI ELICOTTERI PER CAPITOLATO NON HANNO VERRICELLO…!!!(4)quindi per far capire meglio la cosa, faccio un esempio: se c’è un annegato in mare, cosi come in montagna un disperso, il paziente va recuperato dai corpi stabiliti da leggi nazionali, VV .FF SOCCORSO ALPINO E CAPITANERIE DI PORTO ( x salvataggio in mare) e poi quando IL PAZIENTE è in “sicurezza ” da questi va consegnato al personale medico dell’elisoccorso che farà ciò che sa fare egregiamente, così come documenta la sua gloriosa storia in termine di salvezza di vite umane. Nello stesso modo, avviene se non c’è elicottero ma l’ambulanza. Questo perché per noi personale medico di elisoccorso, vale la regola d’oro che recita nell’interesse di ciò che facciamo e a favore di chi ha bisogno di noi , che “CHI SOCCORRE NON DEVE ESSERE SOCCORSO”. Invito a documentarsi sul significato di HEMS SAR SAF ECC.

elisoccorsoCONCLUDO FACENDO UNA DOMANDA AL CONSIGLIERE BEVACQUA: se in maniera sconsiderata l’elisoccorso si fosse dedicato quel giorno imputato, ad imbarcare materiali, mezzi ed uomini del soccorso alpino per trasportarli con vari voli sul posto individuato ….( lasciando ovviamente il personale medico a terra!!! ) e contemporaneamente si fosse venuta a create una grave emergenza, tipo incidente frontale fra auto moto con giovani a bordo…mentre l’elisoccorso era distratto per quanto sopra descritto, e quindi se i giovani fossero morti per ritardo nel soccorso aereo, ecco CARO CONSIGLIERE ALLORA?!! Mi darebbe una risposta?…magari se vuole ne possiamo parlare davanti ad un buon caffe’….OVVIAMENTE TUTTO QUESTO A PRECISAZIONE DEI COMPITI DELL’ELISOCCORSO E SENZA ENTRARE IN MERITO ALLA SU CITATA MISSIONE DENUNCIATA AI MEDIA, lo scrivente non era quel giorno sulla MISSIONE richiesta ed incriminata. Cordiali saluti”

IL SOCCORSO ALPINO DI SAN LUCA CHIEDE L’INTERVENTO DELL’ELICOTTERO DELLA POLIZIA DI STATO

Pietra Cappa 1 1Chiarita, quindi, la posizione del 118 in merito alla decisione presa ci spostiamo sull’altro caso accaduto il 5 giugno scorso a San Luca, in provincia di Reggio Calabria. Un caso simile in cui rimane bloccato medico e ferito ma il soccorso alpino attiva l’elicottero della polizia. Si legge nel comunicato: “La donna, in un primo momento, è stata raggiunta dal medico trasportato da un elicottero del 118 ma, a causa della zona impervia non è stato possibile atterrare con l’elisoccorso. Sia il dottore che la donna sono rimasti bloccati sul luogo dell’incidente. Allertato l’elicottero del V° Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria che ha raggiunto la zona ed ha trasportato sul luogo i soccorritori del Centro Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che hanno provveduto al recupero della donna ferita che è stata issata a bordo del velivolo assieme al sanitario”.

Forse a Cerchiara di Calabria il soccorso alpino avrebbe potuto richiedere l’intervento dell’elicottero dei Vigili del Fuoco (meno di mezz’ora di volo dalla postazione di Salerno), dell’Aeronautica militare deputata ai soccorsi SAR , della polizia di Stato, dei carabinieri, per operare più velocemente, dimezzare i tempi di soccorso e di trasporto delle attrezzature e di raggiungimento della donna ferita, così come ha ritenuto di muoversi il soccorso alpino di San Luca? Di fatto il soccorso alpino cosentino ha scelto di operare “manualmente”, dilungando i tempi ma portando a termine la missione di soccorso. Naturalmente non entriamo in merito al soccorso perché non sta a noi commentare, giudicare o consigliare modi e tempi per operare al meglio, ma abbiamo ritenuto di dover chiarire la posizione degli operatori sanitari del 118 e soprattutto lanciare una riflessione e un appello al consigliere regionale Bevacqua affinchè in consiglio regionale porti la richiesta di ampliamento “del parco macchine” del 118 con uno SAR attrezzato per i soccorsi oppure utilizzare o ampliare gli elicotteri della protezione civile regionali della Calabria se non attrezzati per i soccorsi. Naturalmente non sappiamo quanto possa incidere sull’economia regionale, ma ci auguriamo che si apra una nuova pagina di sanità regionale che migliori anche questo aspetto.

 

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