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Duplice omicidio in Canada, la sorella di Commisso: “mio fratello vittima innocente”

Sono diverse le ipotesi investigative degli inquirenti canadesi che indagano sul duplice omicidio di Cosimo Commisso, 33enne e la fidanzata 26enne Chantelle Almeida.
TORONTO – “Mio fratello e una donna innocente sono stati uccisi per mano di animali“. In un lungo post su Instagram, la sorella di Cosimo Commisso, punta il dito contro il National Post e contro chi attribuisce alla ‘ndrangheta la morte di suo fratello, crivellato di colpi nel suo suv, insieme alla fidanzata nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Cosimo Commisso e la 26enne sono stati barbaramente uccisi a Vaughan alla periferia nord di Toronto, “e sono – scrive la sorella – vittime innocenti”. La famiglia di Cosimo Commisso, originaria della Locride, vive da anni a Woodbridge, in una zona dove vivono in gran parte italiani.
Il rapporto della Dia sui Commisso in Canada
Nell’ultimo rapporto della DIA – Direzione Investigativa Antimafia la famiglia Commisso, originaria di Siderno è considerata tra le cosche più attive anche a Toronto, dove viveva il latitante Tito Figliomeni, poi arrestato all’aeroporto di Fiumicino; uno tra i principali esponenti del gruppo mafioso dei Rumbo-Galea-Figliomeni, confederato ai Commisso di Siderno. La DIA parla di ramificazioni della cosca di Siderno nei territori nordamericani risalenti ad oltre 40 anni fa. Uno dei boss di riferimento infatti, particolarmente influente in Canada e negli Stati Uniti, venne assassinato in un agguato nella stessa cittadina calabrese nel 1975, nell’ambito della prima guerra di ‘ndrangheta.
Ma le indagini sulla morte di Cosimo Commisso hanno però dei punti ancora da chiarire. I media locali parlano di suoi collegamenti con John Ignagni, il motociclista ucciso in un’imboscata nel garage di casa, a Toronto, e gli inquirenti canadesi ritengono che l’omicidio del biker potrebbe essere riconducibile ad un regolamento di conti tra bande di motociclisti. La polizia intanto, fa appello ad eventuali testimoni, a persone che possano aver visto o sentito qualcosa quella notte.
La sorella: “mio fratello non è un criminale”
Dall’altra parte però ci sono i familiari di Cosimo Commisso, distrutti dal dolore, in particolare la sorella, che respinge ogni possibile legame del fratello con la criminalità organizzata. E sottolinea sui social come il fratello sia sempre stato un onesto lavoratore, amante della sua famiglia e dei suoi amici più della sua stessa vita, e soprattutto punta il dito contro chi ha dipinto suo fratello come un mostro e un criminale definendolo un “instancabile lavoratore che non ha mai avuto problemi con la legge. La sua vita era devota al lavoro e ai suoi cari”. Ecco perchè ha lanciato un hashtag per chiedere la verità e soprattutto giustizia per suo fratello e la donna innocente uccisa insieme a lui: #justiceforcoco.
















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