Calabria
Colpo al clan Casamonica, 37 arresti anche a Reggio e Cosenza (NOMI)

E’ di 31 arresti e sei persone al momento ricercate il bilancio di una maxi operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Roma.
ROMA – I militari stanno eseguendo tra la Capitale e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza 37 misure cautelari in carcere, emesse dal gip di Roma su richiesta della locale Dda. Le persone coinvolte sono ritenute responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico di droga, estorsione, usura, commessi con l’aggravante del metodo mafioso.
Il blitz con circa 250 carabinieri, di unità cinofile, e di un elicottero dell’Arma e del personale dell’8° Reggimento Lazio, fra Roma e le provincie di Reggio e Cosenza nei confronti di persone accusate di avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata “clan Casamonica”.
Per gli inquirenti il ruolo apicale di promotore è ricoperto da Giuseppe Casamonica, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione. Gli arrestati sono anche ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.
Gli inquirenti ritengono di avere sgominato un gruppo «strutturato» e fortemente unito anche per il vincolo di sangue tra gli affiliati, capaci di instaurare solidi legami con le famiglie più influenti della ‘ndrangheta calabrese. Una banda di difficile penetrazione per gli inquirenti, vista anche la lingua che utilizza, un dialetto Sinti che non molti sono in grado di interpretare.
Il gruppo aveva una “roccaforte” nella zona di Porta Furba, in zona Appia a Roma, e diverse ramificazioni nelle periferie del Tuscolano come Romanina e Tor Vergata e poi nel litorale di Ostia. Le manette sono scattate anche per un calabrese di San Luca affiliato alla nota famiglia mafiosa degli Strangio, operante nella locride che rappresentava uno dei canali di rifornimento della cocaina per il clan. La droga veniva poi rivenduta nelle piazze di spaccio di cui i Casamonica avevano il controllo come la periferia sud est della città.
A fornire elementi utili alle indagini sono stati due collaboratori di giustizia, tra cui una donna interna alla famiglia Casamonica. Il primo “pentito” del clan, infatti è la ex compagna di Massimiliano Casamonica, fratello di Giuseppe, ritenuto il capo dell’associazione, che non sarebbe stata mai accettata subendo comportamenti che abitualmente il gruppo riservava agli esterni. Poi era fuggita di casa dopo essere stata segregata dalle altre donne della famiglia, ed ha deciso di collaborare. Ora la donna, vive con un programma di protezione. L’altro collaboratore è un calabrese residente da anni a Roma, che per il gruppo avrebbe curato interessi legati al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.


















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