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Il depuratore vicino all’ex inceneritore non può essere ampliato, cittadini infuriati

Rende

Il depuratore vicino all’ex inceneritore non può essere ampliato, cittadini infuriati

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Serve l’area urbana di Cosenza e altri 33 Comuni della Provincia ed è stato oggetto di sequestro perché riversava i reflui fognari nel Crati senza depurarli. Protesta ai cancelli dell’impianto del Consorzio Valle Crati

 

RENDE (CS) – Il depuratore che sversa i liquami maleodoranti nel Crati dovrebbe essere ampliato. Ben 35 milioni di fondi Cipe erano stati stanziati per la costruzione di nuove vasche. L’ultima inchiesta della Procura di Cosenza, Cloaca Maxima ha riportato alla luce il problema annoso della malagestione dell’impianto constatando come i reflui fognari di ben 35 Comuni dell’area urbana e della provincia di Cosenza (220mila abitanti) venissero riversati direttamente nel fiume senza alcun tipo di trattamento. Negli ultimi cinque anni è stato sequestrato due volte, ma i disagi che i residenti dell’area a ridosso di Coda di Volpe (tra Rende e Settimo di Montalto )continuano a lamentare disagi per l’aria irrespirabile con cui sono costretti a convivere. Per questo motivo hanno deciso di protestare Mercoledì 25 Luglio davanti i cancelli del depuratore del Consorzio Valle Crati con un presidio a partire dalle 17:00.

 

“Manifestiamo per la nostra salute – spiegano le associazioni Crocevia e Romore – contro il raddoppio del depuratore di località Coda di Volpe. L’impianto non può e non deve essere ampliato. E’ stato costruito su un’area destinata a contenere anche un inceneritore, chiuso nel 1998 perché inquinava. Il sito è stato segnalato al Ministero dell’Ambiente e inserito fra le priorità nazionali che necessitano di interventi di bonifica e ripristino ambientale. Ad oggi però non è mai stato disinquinato. Con ordinanza n° 1184 del 18 aprile 200 del Commmissario Straordinario Emergenza Ambientale della Regione Calabria il Comune di Rende sul PRG aveva classificato l’area in questione come: ‘area da bonificare e da destinare a parco urbano’. La concessione edilizia n° 141 a sanatoria, risulta priva del parere della Sporintendenca perché quella a cui fa riferimento nella stessa riguarda un progetto diverso. E’ un’assurdità. Con la salute non si scherza. Per questo invitiamo la cittadinanza a partecipare in massa”.

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