Rende
Inquinamento e depurazione a Rende, residenti accusati di allarmismo mostrano le ”carte”

L’assessore all’Ambiente del Comune di Rende nega la presenza del progetto di raddoppio del depuratore e della discarica da bonificare a ridosso dell’ex inceneritore attaccando le famiglie in lutto che protestano preoccupate per la propria tutela della salute
RENDE (CS) – La manifestazione ai cancelli del depuratore della Valle Crati sotto sequestro ha provocato una reazione inaspettata dell’amministrazione comunale di Rende. L’assessore all’Ambiente Domenico Zicarelli infatti all’indomani della protesta si è scagliato contro i cittadini accusandoli di strumentalizzare la tematica ambientale e negando i progetti esistenti per il raddoppio dell’impianto e la presenza di una discarica di rifiuti speciali vicino all’ex inceneritore al lato dell’impianto che depura le acque di 34 Comuni cosentini. Reflui che finiscono in parte nel mar Jonio, in parte nei sistemi di irrigazione delle coltivazioni della sibaritide. L’associazione Crocevia che insieme a Romore ha lanciato la mobilitazione, ha oggi inteso rispondere al Comune di Rende e chiarire, documentando quanto afferma, quale sia la reale portata dell’inquinamento di contrada Coda di Volpe, tra Settimo e Rende. “Rappresento tante famiglie che vivono quotidianamente gravi disagi e mi dispiace che lei non sia venuto a sostenere quelle donne vestite a lutto che hanno gridato di non
dimenticare i nomi dei loro cari. Lei non c’era – sottolinea Francesco Palummo presidente di Crocevia in una lettera indirizzata all’assessore all’Ambiente Domenico Zicarelli – e non può alludere a niente e a nessuno. I cittadini non sono in campagna elettorale e sanno anche che ‘i fatti non sono mai al sicuro nelle mani del potere’ come diceva Giuseppe D’Avanzo. Noi siamo puliti anche se paghiamo un prezzo sporco e maleodorante con aria, acqua e terreni non rispettati da anni che continuano a essere mira di traffici che non ci convincono.
In merito al “documento ufficiale riguardo l’inceneritore di rifiuti solidi urbani sito nel Comune di Rende” che lei dice di essere l’unico a possedere nel Comune di Rende, vorremmo portare alla sua conoscenza il contenuto nell’Ordinanza Commissariale n. 1185/2000 di cui pubblichiamo le conclusioni. Pubblichiamo, inoltre, immagini relative alla realizzazione della discarica 2B nella quale si evince l’interramento delle ceneri dell’ex inceneritore e si precisa che l’Associazione Crocevia non ha mai definito tali rifiuti come “pericolosi” ma si è sempre limitata a evidenziarne la presenza. In merito alla sua affermazione “che non risultano, ad oggi, progetti per il raddoppio dell’impianto, impianto che, come sapranno i cittadini, è gestito dal Consorzio Valle Crati” pubblichiamo stralcio del documento che dovrà essere esaminato da apposita commissione entro fine anno e in caso di approvazione i lavori partiranno a fine 2019. Inoltre, nel progetto si legge che i milioni di euro destinati all’ammodernamento interno dell’impianto non sono 4 milioni di euro ma 7. Puntualizziamo infine, che i cittadini oltre a dover sapere della situazione di sequestro giudiziario in cui si trova attualmente il depuratore consortile devono sapere anche che Custode Giudiziale dell’impianto sotto sequestro è lo stesso Presidente del Consorzio Valle Crati, avv. Maximiliano Granata”. 
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