Cosenza
Rotary Club Rende, dialogo con lo chef Fabbricatore: la dieta mediterranea

“Estate in salute, consigli per una sana alimentazione” è stato il tema di una serata che ha saputo unire la cultura, la salute e lo sviluppo della terra calabrese attraverso i prodotti
RENDE – E’ stato un “piatto unico” quello presentato dal Rotary Club Rende il 26 luglio scorso nella splendida cornice del Parco degli Enotri a Mendicino, che ha ritratto il territorio calabrese come trampolino di lancio nel mondo: cultura, salute, sviluppo, eccellenze calabresi, prodotti alimentari, professionalità. Il presidente Antonio Gianfranco Barci ha pensato bene di affrontare un tema attuale quale quello della salute e di uno stile di vita sano troppo spesso dimenticato dietro l’acquisto di prodotti precotti. All’incontro che ha chiuso gli incontri con l’entrare della stagione estiva i soci del Rotary club hanno conversato con lo Chef Carmelo Fabbricatore, di origini cosentine, tesoriere della Federazione nazionale cuochi che vanta quasi 20 mila iscritti in tutta Italia. A lui è stato affidato l’onere e l’onore di parlare di Dieta Mediterranea: estate in salute, consigli per una sana alimentazione.
Un dialogo interessante che ha rapito l’attenzione dei presenti in cui ha dettato piccoli suggerimenti per un’alimentazione ricca e senza rinunce perché sana con piatti preparati con i prodotti della terra. «Ho iniziato con la scuola alberghiera di Guardia Piemontese Terme e ho seguito un percorso di cinque anni di scuola più esperienze lavorative nella regione – racconta lo chef Fabbricatore-. Sono 40 anni che “vivo” nelle cucine. 40 anni che ci aggiorniamo rispetto alle cotture, rispetto alle nuove tecnologie. Tutto questo in direzione della qualità del piatto, del cibo, del lavoro che viene fatto e somministrato. Come Federazione stiamo cercando insieme all’ente di certificazione di comprovare e, quindi, certificare la professionalità e garantire l’ospite. Questa è una delle tante attività a livello nazionale».
Sempre a proposito della Federazione Italiana Cuochi aggiunge: «Un’altra attività che mi piace citare è quella di beneficienza di cui si occupa la Federazione Italiana cuochi. L’ultima realizzata in ordine di tempo è stata Cibo nostrum a Taormina. Questa attività di due giorni dedicata alla ricerca sull’Alzheimer proprio perché uno dei nostri associati è affetto da questa malattia. Sul corso principale, da porta Catania a porta Messina, c’erano 400 cuochi; ognuno di loro ha proposto 400 assaggi delle varie regioni italiane di provenienza. Abbiamo raccolto qualcosa come 57 mila euro devoluti poi all’associazione. Ci muoviamo anche noi sotto questo aspetto perché ci rendiamo conto che c’è bisogno di solidarietà a 360 gradi».
LA DIETA MEDITERRANEA
«Quando mi ha chiamato il presidente Barci e mi ha proposto questa serata e soprattutto il tema, dieta mediterranea – cucina mediterranea, la mia mente è andata indietro nel tempo ripensando all’infanzia, a quei piatti che ricordo benissimo, con quei sapori veri, autentici. Mentre 20 anni fa, 30 anni fa la dieta mediterranea era presente sulle nostre tavole perché era la normalità, oggi la dobbiamo insegnare. Oggi dobbiamo far capire qual è la differenza tra un prodotto bio e uno semilavorato che deriva dalla grande catena di distribuzione alimentare, che ci porta l’insalata già in busta, il prodotto già da cuocere, ecc. Una volta non era così, ma si rientrava a casa con i prodotti freschi acquistati dal contadino. C’è poi da dire che negli anni ’20 – ’30 una donna che accudiva la famiglia trascorreva 6 – 7 ore al giorno in cucina perché tutti gli uomini lavoravano. Negli anni ’50 le ore da 7 sono diventate quattro; negli anni ’80 due ore; anni ’90 -2000 mezz’ora per aprire il formaggio e il prosciutto che si compra dal salumaio. Forse dovremmo ritornare un po’ indietro e trascorrere più tempo in cucina per preparare piatti più freschi dove l’aspetto nutrizionale sia al primo posto. Chiediamoci il perché di tutte queste intolleranze, la celiachia. Il nostro lavoro rispetto alla lavorazione del grano: consumiamo più farine raffinate e meno farine grezze. Bisogna educarci all’alimentazione sana; Partire con una educazione alimentare dalle scuole dell’infanzia». Quasi due ore di dialogo in cui ci si è confrontati sui temi più semplici che sono però al centro “delle tavole” in famiglia, come l’olio di Palma e i suoi effetti, l’olio di oliva, la pasta e i derivati, la cottura del cibo, le farine, passando per i prodotti del nostro territorio, le opportunità lavorativa di chi abbraccia la professione dello chef e lo sviluppo stesso del territorio.
«IL NOSTRO MOTTO “CAMBIARE IN CONTINUITA’”
Il presidente Barci spiega il fine dell’incontro – caminetto e le attività previste dal Rotary Club Rende per l’anno 2018 – 2019. «Noi siamo a fine anno e ritengo che molto spesso si parla della cucina, del cibo estivo – spiega Barci -; abbiamo voluto trascorrere una serata guardando ad un tema più leggero ma contemporaneamente con valori importanti che riguardano il quotidiano, ciò che mangiamo tutti i giorni ma legato soprattutto al nostro territorio, ai prodotti tipici che abbiamo e che riguardano tutta la Calabria, ne cito giusto alcuni: i pomodori di Belmonte, i peperoni di Roggiano, salumi, formaggi calabresi, tantissimi ottimi prodotti da valorizzare per quelle che sono le potenzialità del nostro territorio legate anche al turismo. Quindi, possiamo dire che abbiamo cercato di trattare l’utile e il dilettevole: l’utile per quanto riguarda la valorizzazione del nostro territorio che è uno degli argomenti per il quale noi Rotariani ci battiamo “essere presenti sul territorio e dare il nostro contributo a quelle che sono le problematiche del territorio e favorirne lo sviluppo, le tematiche sociali, l’aspetto culturale e l’economia.
L’attività riprenderà a settembre. Noi abbiamo presentato già un piano strategico. Porteremo avanti dei progetti già in corso, come la ROTARY DAY RUN, la corsa podistica Rotary Club Rende che facciamo ogni anno per portare avanti gli aspetti sportivi legati ai valori rotariani, alla raccolta di fondi per la Rotary foundation; ci sono altri progetti che riguardano la salute; e anche da quel punto di vista cercheremo di collaborare con altre associazioni sul territorio per ciò che riguarda gli aspetti scolastici per i bambini, i dislessici. Un progetto sull’acqua, uno dei progetti a cui teniamo molto, che riguarda lo spreco dell’acqua. Vorremmo coinvolgere scuole e istituzioni. Un altro tema che tratteremo è quello del ruolo delle donne nella società. Noi sosteniamo il ruolo importante delle donne nello sviluppo del lavoro, della famiglia. Anche se ancora non c’è quella parità totale dal punto di vista formativo. Ancora, in fondo, è un problema culturale che, conseguentemente, sfocia nella problematica della violenza sulle donne. L’uomo è visto come padrone rispetto alla donna.
Abbiamo molte cose in cantiere – conclude il presidente Barci – non so se riusciremo a portare a termine tutti i progetti, ma diamo il nostro contributo perché il ruolo del Rotary, fondamentalmente è service (Scopo del Rotary è incoraggiare e sviluppare l’ideale del “servire” inteso come motore e propulsore di ogni attività, ndc): non è conosciuto il Rotary per quello che è: si immagina una associazione riservata dove ci si riunisce per fare chissà cosa; no, noi facciamo degli incontri chiamati caminetto dove discutiamo, ci incontriamo e mi auguro di avere la possibilità, prossimamente, di uscire fuori per far conoscere il nostro ambito e dare il nostro contributo al territorio. Ci auguriamo nuove adesioni al club, soprattutto donne e giovani, perché è il futuro. Questo è il nostro ruolo; il motto del club è “cambiare in continuità”, quindi cambiare il modo di fare il Rotary tenendo sempre presente i valori rotariani»
LO CHEF PREPARA PIATTI UNICI
La serata è continuata con gli assaggi dello chef Fabbricatore che ha saputo riportare mente e palato ai sapori antichi con il profumo della terra. Per i presenti un menù speciale:
Susciallu bisignanese uova strapazzate con cipolla e basilico e pomodoro- La fresa cunzata arricchita di profumi, origano fresco, strofinata con l’aglio condita con aceto olio e sale, che richiama la semplicità; era bello assaporare l’olio fatto in casa.
- Crostino con sardella con un po’ di pomodoro sopra per spezzare il piccante.
- Il piatto più semplice, in assoluto uno dei più buoni per noi meridionali tradizionalisti “pastari”, lo spaghettino pomodoro fresco e basilico .
- Uno dei piatti famosi della cucina cosentina e calabrese, le melanzane ripiene che richiamano in toto la dieta mediterranea, con vicino patate bollite schiacciate con peperone rosso macinato, ripassate in padella sapore autentico mediterraneo
«Io ho il coraggio di riproporli nei vari banchetti – spiega lo chef – perché è facile lavorare il filetto argentino al pepe verde, ma preferisco portare i sapori della mia terra. Porterò allo show cooking a Bologna, una lagana e ceci, una pasta e patate, il riso di sibari con la scorza di cedro di Santa Maria; porterò i piatti della Calabria, tutti prodotti di una cucina giusta con sapore, i requisiti nutrizionali presenti. Mi auguro di riuscire ad insegnare ai ragazzi che lavoravo con me questa cultura perché si diffonda la cucina della Calabria nel mondo. L’aspetto quindi importante è il rispetto del prodotto e saperlo poi mettere in cottura in modo giusto».



















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