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Furia del Raganello, Fumarola avrebbe dato vita per figli

Calabria

Furia del Raganello, Fumarola avrebbe dato vita per figli

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Era un grande sportivo, amava la natura e tutti gli sport fisici, il 43enne di Cisternino morto nella piena del torrente Raganello, mentre era in escursione con due dei suoi tre figli, di 11 e 12 anni. L’assessore calabrese Rizzo parla di sicurezza come primo obiettivo

 

BARI – “Correva tutti i giorni, indossando sempre le cuffiette. Anche quando l’ho visto l’ultima volta, due giorni fa, sulla strada che collega Cisternino a Fasano. Mi ha salutato da lontano: non si fermava mai, era un treno quando correva. Era un grande sportivo, amava la natura e tutti gli sport fisici. Dopo questa notizia, manca il fiato”. A parlare è Mario Saponaro, amico di Gianfranco Fumarola, il 43enne di Cisternino che è morto nella piena del torrente Raganello in Calabria, mentre era in escursione con due dei suoi tre figli, di 11 e 12 anni. “Non sappiamo ancora la dinamica dell’incidente ma non è escluso abbia fatto scudo col suo corpo per proteggere i suoi figli”, ipotizza Saponaro sottolineando che “Gianfranco era molto legato alla famiglia e avrebbe dato la vita per i suoi figli, come e più di qualunque altro papà”.

Saponaro, maresciallo della Guardia di finanza e assessore alle Attività produttive e al Turismo del Comune di Cisternino, conosce da molti anni Fumarola. “Da quando – racconta – facevamo entrambi i camerieri nelle sale ricevimento. Era un ragazzo che trovava il lato positivo in ogni cosa, un grande lavoratore, ed era molto duro anche con me quando a Cisternino qualcosa non funzionava: mi telefonava e si arrabbiava molto nonostante la grande amicizia”. I suoi genitori, entrambi “contadini, sono anziani: suo padre – ricorda Saponaro – ha una ottantina d’anni”. Gianfranco, ricorda il suo amico, aveva “comprato una bella casa a Cisternino, che gli è costata tanta fatica: ci metteva sempre l’anima nelle cose che faceva”.

BORRELLI: L’EVENTO ERA PREVEDIBILE

LACCO AMENO (NA)- “C’era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti”. Lo ha detto il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, parlando con i giornalisti a margine dei lavori del Consiglio comunale di Lacco Ameno (Napoli), della tragedia del torrente Raganello in Calabria. Un evento che, ha ricordato ancora Borrelli, “era in qualche modo prevedibile”.

 

RIZZO: PRIMO OBIETTIVO DEVE ESSERE LA SICUREZZA

CATANZARO – L’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo esprime vicinanza alle famiglie delle vittime e sostegno ai feriti della tragedia delle Gole del Raganello. “Una sciagura – afferma l’assessore Rizzo – che ci lascia sconvolti, ma che impone una rigorosa riflessione a tutti noi. Il primo obiettivo deve essere la sicurezza. In tal senso occorre immediatamente attuare un Piano di sicurezza e un regolamento per la fruizione delle Gole. Non è pensabile che un angolo di Paradiso possa trasformarsi in un inferno e un giorno di allegria e spensieratezza diventi tragedia e lutto. Sono certa che il presidente del Parco Nazionale del Pollino farà da subito un ottimo lavoro. Io personalmente e i tecnici del mio Dipartimento garantiamo la nostra fattiva collaborazione per far sì che mai più accadano tragedie così sconvolgenti”. L’assessore Rizzo ringrazia, inoltre, la Protezione civile ed i vigili del fuoco “che con grande professionalità – afferma – stanno garantendo i soccorsi e sono impegnati per il ritrovamento dei dispersi che mi auguro vengano ritrovati sani e salvi”.

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