Cosenza
Cosenza, droga a scuola: pusher di 15 e 16 anni smerciano in via Alimena

Quindici e sedici anni, pusher per conto di un maggiorenne. Luogo di smercio via Alimena, tra una sala giochi ed un bar. I due giovani pusher spacciano in coppia e dovranno rispondere del reato di detenzione e spaccio. Il 15enne è accusato anche di estorsione
COSENZA – Due gli arrestati e un indagato a piede libero maggiorenne. Questi i pusher che consegnavano la droga a credito nei pressi del circolo: 30 euro per la marijuana. Ma ognuno aveva altri pusher “alle dipendenze” tutti minorenni. Il caso viene intercettato dai detetctive dell’antidroga della squadra mobile di Cosenza. Uno studente viene colto in flagranza dai poliziotti la fine di ottobre del 2017 quando all’interno di una delle scuole pubbliche di Cosenza fu rinvenuta sul davanzale di una finestra sostanza stupefacente del tipo marijuana (Le indagini andranno avanti fino a maggio 2018). I detective della sezione antidroga individuarono subito “il proprietario”, uno studente che, sentito dagli investigatori rivelò il pusher da cui aveva acquistato la droga. Ma c’erano più spacciatori sulla piazza. Nell’indicare i vari pusher fece i nomi anche di alcuni minorenni. In particolare uno di questi minori indirizzò lo studente verso il fratello per l’acquisto della preziosa merce. Fratello che alla base della piramide dello spaccio aveva minori “adescatori” di giovani assuntori. E uno dei due arrestati, il 16nne ogni sera faceva il suo giro nei pressi di via Alimena, in particolare in una sala gioca e nei pressi di un bar. Appena vedeva la preda buttava l’esca chiedendo se volevano droga. In particolare il 16enne camminava sempre in coppa con il 15enne e ai clienti diceva chiaramente che avevano lo stesso prodotto per cui potevano acquistare anche dall’amico.
Il luogo da alcuni anni, un paio, è diventato ritrovo dei ragazzi delle scuole superiori e ultimamente anche degli studenti delle medie. Un accalcare di giovani che ogni sera, come un’onda popolano la strada, i marciapiedi, causando anche non pochi ingorghi al traffico serale
I RADDOPPI QUANDO SI TARDAVA A PAGARE
I detective durante le intercettazioni hanno verificato l’inserimento del 15enne in circuiti illeciti. Nello specifico durante una conversazione telefonica il giovane è stato contattato da un amico che lamentava “soggetti vicino al 15enne avessero avvicinato un suo cugino sollecitando un rientro di un debito con la pretesa del raddoppio della somma dovuta”. L’amico riferica al 15enne che di tale vicenda aveva avvisato “le persone grandi” che non avevano gradito la parola raddoppio perchè “da fastidio”.
LE MINACCE PER RECUPERARE I SOLDI
Un credito maturato e il 15enne cerca con fare minaccioso di essere saldato da un cliente (lo studente). Telefonate, conversazioni telefoniche tra il pusher e il cliente a cui intimava di raggiungerlo “Compà, sali, mi fai incazzare…te l’avevo detto: non mi fare arrabbiare. Ci dobbiamo trovare, ti picchio davvero che …sto cominciando ad uscire pazzo…alle otto e mezzo dove ti vedo vedo ti picchio“.
I detective con intercettazioni ambientali ascoltano il cliente “vittima” che dice ad un amico “Ci devo dare 60 e 30?…qui 90 euro me li ha cacciati…questo non ci crede”. La vittima cerca di non incontrare il pusher ma quest’ultimo lo minaccia pesantemente “”Ti rapu a capu minchiù” (trad. ti apro la testa (…)) “dumani namu trovà picchì ti magnu” (trad. domani dobbiamo trovarci perchè ti mangio“.
In un altro episodio, per saldare il debito il cliente prelevò oggetti in oro appartenenti alla famiglia, che intendeva rivendere, una catenina. Ma l’oro gli fu sottratto da un altro creditore sempre per questioni di debiti di droga e non sapeva come restituire i soldi al 15enne che iniziò a minacciarlo pesantemente. Recuperata la catenina e venduta, finalmente riuscì a pagare il 15enne e a saldare il debito.
I due minori collocati in una comunità sono stati affidati ai servizi minorili dell’Amministrazione della Giustizia per l’attività di sostegno e controllo. Tra i legali Antonio Quintieri, Pasquale Naccarato e Luca Le Pera



















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