Cosenza
Metro Cosenza – Unical: fuori i clan dal cantiere ‘fantasma’, proteste di piazza (AUDIO)

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto annuncia di voler bloccare il lavori della metrotramvia, mentre in Prefettura la Regione Calabria ha siglato un Protocollo di Legalità. Il comitato No Metro presenta istanza al prefetto e chiama la cittadinanza a manifestare contro il progetto da 160 milioni di euro
COSENZA – Metrotramvia al centro dell’attenzione della Prefettura di Cosenza. Questa mattina è stato firmato nel Palazzo di Governo bruzio il Protocollo di legalità tra il Prefetto di Cosenza, il Presidente della Regione Calabria e la Cooperativa Muratori & Cementisti CMC di Ravenna Soc Coop. che le imprese appaltatrici dovranno rispettare per evitare infiltrazioni delle cosche nei subappalti, nelle forniture, nella gestione e nel governo della manodopera. L’obiettivo è di allontare la ‘ndrangheta dalla realizzazione della metro leggera Cosenza – Unical, un’opera da 160 milioni di euro che stuzzica le cosche. Al termine dell’incontro, annunciando la prossima protesta di piazza che avrà luogo venerdì 21 settembre, il Comitato No Metro ha presentato un’istanza al prefetto Paola Galeone per chiedere che sia rispettata la volontà dei cittadini che con la chiusura di Viale Parco (per avviare lavori di fatto mai iniziati) dopo aver ‘assaporato’ i disagi che dovranno subire nei prossimi 900 giorni si ritengono contrari al progetto. Dal suo canto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto nelle scorse ore, infastidito dal diniego alla demolizione dell’ex hotel Jolly, ha espresso la volontà di rescindere dal contratto con le ditte appaltatrici e bloccare i lavori per la realizzazione dell’opera.
Il ‘PROTOCOLLO ANTI-‘NDRANGHETA’
“No alla criminalità organizzata nelle grandi opere”. Questo il messaggio chiaro che ha lanciato questa mattina il prefetto di Cosenza Paola Galeone durante la stipula del Protocollo di Legalità sul progetto della metrotramvia Cosenza – Unical. “Parliamo di importi molto alti, quindi – ha annunciato il Prefetto di Cosenza – la cabina di regia
che prevede controlli su tutta la filiera partirà subito, entro i prossimi quindici giorni. Le due aziende appaltatrici sono già state sottoposte ai controlli di rito, però bisogna scongiurare che a chi sia stato impedito l’ingresso dalla ‘porta principale’ possa infiltrarsi nei lavori attraverso subappalti, fornitura di servizi o manodopera. I controlli saranno capillari e la stessa Stazione Appaltante, qualora ci siano situazioni anomale, potrà esercitare il diritto di recesso dal contratto”.
“I lavori – ha ricordato il governatore della Regione Calabria Mario Oliverio – sono stati consegnati nei giorni scorsi. Ad oggi abbiamo già accumulato due anni di ritardo nel rendere l’investimento rendicontabile entro i termini previsti dall’Unione Europea per giustificare la spesa nelle tempistiche della programmazione 2014 -2020. Sappiamo che vi sono gruppi in agguato per infiltrarsi nei lavori. Lo Stato però è presente e in qualsiasi vicissitudine incorreremo la via principale sarà quella di informare gli organi competenti. Non dovrà esserci indifferenza. Il Protocollo di Legalità avrà valore se costituirà un vincolo per tutti coloro che lo sottoscrivono i quali si impegneranno a disincentivare la criminalità dai tentativi di infiltrazione e corruzione. Non bisogna pensare ad una convivenza pacifica con i clan che hanno già mortificato abbastanza lo sviluppo del territorio”.
I DETTAGLI TECNICI
Il vicario del Prefetto di Cosenza Osvaldo Caccuri ha quindi illustrato i dettagli tecnici dell’accordo. “Il Protocollo di legalità – ha spiegato Caccuri – è uno strumento giuridico che dà la possibilità di derogare in termini più sringenti alla normativa vigente sui controlli antimafia. E’ una scelta fatta da Stato, Regione, dal mondo dell’imprenditoria con il supporto fondamentale delle organizzazioni sindacali e dell’Ospettorato del Lavoro per creare argini rispetto ai tentativi di infiltrazioni mafiose. Estenderemo l’accertamento antimafia a tutti i tipi di contratto e subcontratto che si verranno a stipulare nel rapporto con l’appaltatore, per verificare se le scelte dell’impresa siano influenzate dall’esterno. Disporremo di un’anagrafe di tutti i soggetti che intervengono nei lavori e la figura del referente di cantiere ci darà ogni venerdì l’elenco di uomini e mezzi che nella settimana successiva andranno a lavorare nella realizzazione dell’opera. La cabina di regia sarà l’organismo interistituzionale che avrà il quadro completo della situazione e affronterà le eventuali problematiche che sorgeranno durante la realizzazione della metrotramvia. Nel contratto è prevista la clausola risolutiva per coloro che non siano collaborativi rispetto ad eventuali pressioni corruttive o di estorsione o di informazione”.
IL SINDACO VUOLE RINUNCIARE ALLA METRO
“Siamo costretti a risolvere il contratto e bloccare i lavori”. Questo il messaggio che il sindaco di Cosenza ha veicolato attraverso le pagine social. “Il nostro interlocutore è la Regione – ha scritto a proposito dell’avvio dei lavori su Viale Mancini, in realtà mai partiti – che ha firmato con il Comune un accordo
di programma sulla mobilità sostenibile nella città, che ora non rispetta nei contenuti. Io avevo sottoscritto il suddetto accordo per senso di responsabilità e per non far gravare sui calabresi le conseguenze di ingenti danni economici derivanti da un appalto affidato dalla Regione (durante il mio commissariamento) per la realizzazione della Metro di superficie, senza le necessarie autorizzazioni comunali. Mi avevano prima sfiduciato per poi fare il contratto all’impresa. Lo ricordate? Eravamo poi riusciti dopo la mia rielezione -avendo trovato l’opera già affidata all’impresa- a far migliorare il progetto in modo che fosse vantaggioso e sostenibile per la città, ma ovviamente a questo punto il Comune di Cosenza è costretto ad avviare immediatamente le procedure per invalidare l’accordo”.
PROTESTA NO METRO: “L’ITER E’ GIA’ ILLEGALE”
Il Comitato No Metro intanto questa mattina ha protocollato in Prefettura un’istanza al Prefetto Galeone per chiedere risposte in merito alle irregolarità già riscontrate nell’iter autorizzativo.”Speriamo di avere risposte certe perché – ha affermato il portavoce del Comitato No Metro Mario Bozzo – nutriamo diverse perplessità. Chiediamo al Prefetto di prendere in
considerazione le nostre preoccupazioni e le nostre proteste. Crediamo che la democrazia in questa città non sia pienamente rispettata. Abbiamo presentato al sindaco una petizione firmata da 225 persone chiedendo di indire un referendum cittadino sul progetto e siamo stati ignorati. Sono trascorsi 15 mesi e non ci hanno ancora comunicato di aver preso in considerazione la nostra richiesta. Riteniamo che ciò sia illegittimo e sollecitiamo il Prefetto a far rispettare lo Statuto comunale. La sicurezza dell’area urbana viene minata dall’inizio solo formale dei lavori, visto che non vi sono operai al lavoro.
Ricordiamo che siamo in un’area sismica e lo scetticismo sulla gestione della viabilità in caso di emergenze, soprattutto per prestare eventuali soccorsi, è stato sollevato anche in Consiglio comunale. Chiediamo al Prefetto di attivarsi per verificare se tutte le procedure sono state rispettate. Abbiamo la sensazione che attorno a quese due opere che stravolgono l’impianto urbanistico della città non tutto sia stato eseguito a norma di legge.
Venerdì 21 Settembre alle 18:00 partiremo in corteo dalle Colombe di Baccelli nei pressi del Centro piazza Due Fiumi e attraverseremo Viale Parco per manifestare la nostra contrarietà a un’opera inutile, dannosa e antieconomica. In quell’occasione avvieremo a partire dalle 19:00 un’altra raccolta firme in via Arabia perché crediamo che senza la mobilitazione dei cittadini difficilmente questa battaglia possa essere vinta. Fermiamo lo scempio ambientale ed economico che devasterebbe la città”.
L’economista Matteo Olivieri, che è anche tra gli attivisti del Comitato No Metro, stamattina ai microfoni di Rlb ha nuovamente ribadito le principali istanze del comitato: dalla mancanza del progetto esecutivo alle previsioni sopravvalutate dell’utenza, fino alla possibilità di utilizzare il vecchio tracciato ferroviario esistente.
ASCOLTA L’INTERVISTA
[audio_mp3 url=”https://quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/09/MATTEO-OLIVIERI.mp3″]
” L’opera – si legge nell’istanza consegnata in Prefettura – denominata grande progetto sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria non è conforme a legge, difetta delle necessarie autorizzazioni anche ambientali e vìola le norme in materia di pubblica sicurezza. Inoltre i costi di gestione annui, previsti per costi di gestione annui, previsti per circa 35 milioni di euro, saranno a carico dei cittadini e dell’utenza. Ed invero, il fondo regionale per il trasporto pubblico rimborsa solo il 65 per cento del costo a chilometro, mentre il restante 35 per cento è a carico dell’utenza. E’ del tutto evidente che i bilanci dei Comuni di Cosenza e Rende non sono in grado di reggere una perdita annua aggiuntiva di 22 milioni di euro e che presto iniziativa della metropolitana leggera porterà in dissesto i bilanci dei due Comuni”.
IL PD DI COSENZA CONTESTA IL SINDACO: “BASTA RICATTI”
“L’amministrazione comunale di Cosenza ha preteso che nell’Accordo di Programma per la realizzazione della Metrotranvia Rende-Cosenza-Unical venissero, in via prioritaria, inseriti i lavori del Parco Urbano su viale Mancini, nel tratto che va dai Due Fiumi fino alla rotatoria di via Padre Giglio. Un Parco che – scrive in una nota il consigliere comunale in quota PD Carlo Guccione – prevede la chiusura completa e definitiva al traffico di questa importante arteria su cui dovrebbe transitare la Metrotranvia. Nello stesso Accordo di Programma, però, si prevedeva la realizzazione di una strada alternativa a salvaguardia della migliore circolazione veicolare”. Il consigliere comunale Carlo Guccione ha quindi presentato un’interrogazione a risposta
scritta al sindaco della città di Cosenza, Mario Occhiuto chiedendo i motivi della mancata realizzazione della viabilità alternativa. “La Giunta comunale nella delibera n. 65 del 20 aprile 2018 approvava il progetto definitivo di questa arteria alternativa che va dal Ponte di San Francesco di Paola(Ponte di Calatrava) fino a via Giovanbattista Lupia. “Nella delibera si prende atto che il primo lotto, per un importo di 500.000,00 euro, sarà realizzato – è scritto nell’interrogazione – dalla Regione Calabria. Per il secondo lotto l’importo complessivo è di 2.785.000,00 euro specificando che sarà realizzato dal Comune di Cosenza con propri fondi di bilancio.
Tutto ciò è stato inserito con una variazione dello schema del Piano triennale dei Lavori pubblici 2018-2020 e il finanziamento viene previsto attraverso la vendita di immobili comunali. La mancata realizzazione della viabilità alternativa e la contemporanea chiusura di questo tratto di viale Parco ha creato enormi disagi e la paralisi del traffico veicolare in tutta la città. Perché non si è realizzata in tempo la strada alternativa? Forse il problema reale- afferma Guccione – è che il Comune di Cosenza non ha a disposizione i 2.785.000 euro per realizzare il secondo lotto, visto che per la realizzazione di tale opera i finanziamenti dovrebbero arrivare dalla vendita degli immobili comunali che ad oggi hanno fruttato solo qualche migliaia di euro. Occhiuto alla luce delle polemiche di queste ultime ore non bari, non faccia come ha fatto per la Metro: prima “No”, poi “Sì”, oggi “Forse”. Le diatribe dei due Mario (Occhiuto e Oliverio) rischiano di far pagare un caro prezzo alla città, utilizzando le istituzioni per meri giochi di potere. La città non può subire questi reciproci ricatti. Si rispetti l’Accordo di Programma sottoscritto tra la Regione e i sindaci di Cosenza e Rende.
La Giunta regionale ha concesso al Comune di stravolgere il progetto per cui erano stati spesi tanti fondi comunitari per la realizzazione di Viale Mancini. Oggi lo stesso Viale Mancini, però, è stato totalmente chiuso al traffico per un intero tratto. Nell’Accordo di Programma, inoltre, era previsto il passaggio di proprietà dell’ex Hotel Jolly dalla Regione al Comune di Cosenza. Così come per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, la Regione qualche mese fa aveva dato il via alla Conferenza dei Servizi per decidere il sito dove realizzare il nuovo ospedale di Cosenza. Ma ad oggi non se ne sa nulla. Ovviamente il presidente della Giunta regionale da un po’ di tempo, dismesse le catene, non si occupa più di sanità. E Occhiuto tenta di evitare che l’opera del nuovo nosocomio nasca a Vaglio Lise, ribadendolo già in passato pubblicamente che questa proposta “era stata fatta da Carlo Guccione durante la campagna elettorale”. Una
pantomima tra i due Mario che rischia in questo modo di distruggere l’idea di rinascita di Cosenza”.
LA REAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE: “METRO USATA PER CAMPAGNA ELETTORALE”
“Cosenza non ha bisogno né della Metro né delle opere accessorie. Non ha bisogno neanche di progetti decisi dal sindaco o dal governatore Oliverio, palesemente illegittime, tanto da essere bloccate sul nascere”. Così i Portavoce calabresi del Movimento 5 Stelle commentano la sentenza del Tar che ha bloccato la demolizione dell’ex Hotel Jolly. “La nostra Area Urbana ha bisogno invece di trasparenza, di atti legittimi e di legalità e di progetti condivisi con i cittadini. Ribadiamo quello che abbiamo sempre sostenuto pubblicamente: non ci stiamo battendo per preservare l’edificio dell’ex Hotel Jolly ma stiamo vigilando sulla correttezza dell’iter amministrativo propedeutico alla realizzazione delle Grandi Opere previste nell’accordo di programma della Metro. Ormai è chiaro – continuano in una nota congiunta i pentastellati – che nessuno di questi progetti possiede le necessarie autorizzazioni, anche se nel centro della città di Cosenza sono spuntati cantieri a puro titolo propagandistico. Siamo altresì convinti che la Metro Cosenza – Rende – Unical rappresenterà nuovamente merce di scambio per la prossima campagna elettorale per le regionali. Ci rifiutiamo di assistere ancora una volta al balletto delle irresponsabilità dei due sindaci dell’Area Urbana che baratteranno fino all’ultimo questa grande opera tradendo puntualmente il voto dei cittadini”.



















Social