Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Arrestato sindaco Riace: don Ciotti: «È un reato l’umana solidarietà?»

Calabria

Arrestato sindaco Riace: don Ciotti: «È un reato l’umana solidarietà?»

Pubblicato

il

Riace manifestazione Lucano 04 1

Oliverio a fianco di Lucano, diventato negli anni ‘simbolo di accoglienza’, e non solo il presidente della regione Calabria, ma solidarietà arriva dal mondo della politica, dell’associazionismo, da tutti coloro che hanno deciso di schierarsi dalla parte di un “generoso sindaco”

 

RIACE (RC) – “Ero con Mimmo Lucano a Riace nel 2004, quando iniziò la sua straordinaria esperienza di sindaco, continuo a esserlo oggi dopo il suo arresto. Sono convinto che le leggi vadano rispettate, ma sono anche convinto che, se Mimmo ha imboccato delle scorciatoie, lo ha fatto per un eccesso di generosità: nessun tornaconto personale, nessun potere da prendere o conservare ma solo il desiderio di sostenere la speranza di persone fragili, garantendo loro un futuro e una vita dignitosa”. A dirlo è don Luigi Ciotti presidente di Libera e del Gruppo Abele. “È un reato l’umana solidarietà? Si ripropone qui l’antico dilemma tra leggi dei codici e leggi della coscienza. Ripeto, bisogna stare sempre dalla parte della legalità, ma anche chiedersi se certe leggi non contraddicano la vocazione liberale e inclusiva della democrazia, vocazione che ha ispirato ogni passo dell’esperienza di Riace e del suo generoso sindaco. Ora c’è d’augurarsi che la politica, nel segno di una legalità inclusiva, sappia dare continuità e diffusione a un modello di accoglienza che ha generato lavoro e sicurezza e costruito la ricchezza umana e sociale di una comunità”, conclude don Ciotti.

Oliverio: difenderò e aiuterò Mimmo Lucano

“Non sono ovviamente a conoscenza dei dettagli dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mimmo Lucano, tranne quello che trapela in queste ore sugli organi dì informazione a seguito del comunicato diffuso dagli inquirenti. Sono però a conoscenza di chi sia Mimmo Lucano, della sua opera, della sua passione, del suo impegno indefesso per gli altri e soprattutto per i migranti”. Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. “Sono ancora perfettamente a conoscenza – aggiunge Oliverio – di quello che era Riace un tempo e di quello che Riace è oggi. Sono perfettamente a conoscenza che il modello di integrazione di Riace è un faro, un modello appunto, un simbolo di quello che dovrebbe essere, e invece non è, l’accoglienza nel nostro Paese. Sono perfettamente a conoscenza che Mimmo Lucano è uomo di specchiata onestà e credibilità, che ha agito e agisce esclusivamente per gli altri e si batte per i diritti degli ultimi, dei poveri, di chi scappa dai loro paesi per guerre fame miseria . Di quelli che Mimmo chiama gli zeri. Per questi motivi sono dunque vicino a Mimmo Lucano e lo difenderò e lo aiuterò nella certezza che i tempi bui che stiamo vivendo troveranno alla fine un’uscita e che diritti dignità e libertà alla fine trionferanno”. “Mimmo Lucano – conclude il Presidente della Regione Calabria – non è solo e io sono con lui, oggi come ieri. Sono con lui perché l’ho conosciuto da vicino e so che è una persona onesta e semplice. Una persona che ha dedicato la sua vita per gli ‘ultimi della terra’”.

Cuperlo e Manconi: modello prezioso da tutelare

“Conosciamo bene l’attività svolta in questi anni da Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Un’azione ispirata da criteri di razionalità e intelligenza che ha portato all’accoglienza e all’integrazione di migranti e profughi, e allo stesso tempo al rafforzamento della coesione sociale per residenti italiani di territori a grave rischio di marginalità. L’esperienza di Riace e di altri paesi della Calabria e della Sicilia costituisce un modello prezioso, un bene da tutelare per la convivenza pacifica e il destino comune di italiani e stranieri”. Così Gianni Cuperlo, Luigi Manconi di Mutuo soccorso onlus commentano in una nota l’arresto del sindaco di Riace.

Partigiani Dem: Pd lo candidi alle europee

“Il Pd candidi Mimmo Lucano, sindaco di Riace, alle prossime elezioni europee consentendogli, così, di beneficiare dell’immunità parlamentare e di contaminare l’Europa con la sua umanità”. E’ la proposta lanciata da Antonio Rubino, a capo dei Partigiani Dem, gruppo che si è costituito dentro al Partito democratico in Sicilia, alla vigilia delle politiche dello scorso marzo, in polemica con l’allora segreteria nazionale guidata da Matteo Renzi. “Vanno bene gli attestati di solidarietà, le manifestazioni ma occorre essere conseguenziali verso chi pensa che la ‘condanna per l’umanità’ sia giusta come, ad esempio, il ministro dell’Interno. Per quanto ci riguarda – conclude Rubino – avanzeremo la proposta formalmente e mi auguro che tutto il Pd riconosca il valore del modello Riace in presenza di leggi, come la Bossi-Fini, che cozzano con lo spirito della Costituzione”.

Viscomi (Pd): ipotesi accusatorie da provare

“L’arresto di Mimmo Lucano ha suscitato tutte le possibili reazioni: un guazzabuglio di emozioni, sensazioni e impressioni che si muovono tra testa, cuore e anche pancia, si: pancia, e che rendono difficile anche solo articolare un primo giudizio”. Lo afferma, in una dichiarazione, Antonio Viscomi, deputato del Pd. “Per quanto mi riguarda – aggiunge – ho una mia prima ed immediata certezza: il rigetto di tutte quelle posizioni strumentali che accusano la sinistra di fare affari con l’accoglienza. Se c’è qualcuno che fa affari sulla pelle dei migranti è la criminalità organizzata, che abitualmente frequenta tutti coloro che le aprono volutamente e consapevolmente le porte, a destra come a sinistra. Mimmo Lucano alla ‘ndrangheta le porte non le ha mai aperte. C’è poi un’inchiesta giudiziaria ed una persona, il sindaco, ai domiciliari. I fatti contestati sono vari e di varia gravità: alcuni hanno carattere penale, altri amministrativi, altri ancora, come ha scritto il Gip, testimoniano la superficialità gestionale ma non assurgono ad ipotesi di reato o di illecito di altro genere. Su questi aspetti, io credo sia necessario riconoscere con tranquillità e senza tentennamenti ruolo e funzione della magistratura, consapevoli che c’è sempre un giudice a Berlino e che le ipotesi accusatorie devono essere provate, confermate, dimostrate in giudizio. Semmai c’è da chiedere ai magistrati di essere celeri nella definizione del processo. Colpevole o innocente ma subito, non fra dieci anni”.

“Resta infine – dice ancora Viscomi – l’esperienza umana e sociale che ha ridato vita alla comunità di Riace. Resta, certo, questa resta e deve essere difesa, per tante ragioni, non ultima perché ha dimostrato che senza integrazione, guidata, controllata, sostenibile, non vi potrà mai essere sicurezza. Chi vuole sicurezza deve operare per costruire coesione sociale. Sicurezza, non paura dell’altro. Per queste ragioni Riace, in tutti questi anni, è stata accompagnata da organizzazioni sociali, sindacali, non governative e da singoli cittadini. Per queste stesse ragioni, però, avrebbe forse anche meritato di essere affiancata dalle competenti agenzie amministrative nella fase gestionale, il che però non è stato. Riace resta. Come Badolato, Acquaformosa e tutti gli altri borghi che nell’incontro con i dannati della terra hanno trovato le ragioni della propria storia e della propria identità. Riace resta, a testimoniare che un mondo diverso è ancora possibile. Riace non può, non deve morire”.

 

Copertina immagine di repertorio
Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social