Università
Studentessa calabrese all’Università con la bimba viene allontanata

La professoressa che teneva la lezione ha invitato la giovane mamma ad andare via perché la bimba, anche se dormiva, avrebbe potuto disturbare
L’AQUILA – Paradossale episodio di ‘razzismo’ contro i neonati nell’Università dell’Aquila. Una mamma calabrese di 24 anni iscritta al corso di Scienze della Formazione Primaria, titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento nelle scuole materne e primarie, è stata invitata ieri mattina ad uscire dall’aula perché aveva portato con sé sua figlia. La bimba di appena 4 mesi dormiva nel passeggino e nonostante la studentessa abbia fatto notare ciò le è stato negato di seguire la lezione insieme ai suoi colleghi. La ragazza, originaria di Zambrone, ha quindi inteso allertare il rettorato e la presidenza di facoltà facendo presente il comportamento discriminatorio della docente che le avrebbe, di fatto, impedito di godere del diritto allo studio solo perché non aveva modo di affidare ad altri la neonata. In una lettera ha spiegato che le “sembra incredibile essere insultati di fronte a centinaia di ragazzi solo perché si ha la colpa di essere una giovane mamma che vuole laurearsi”. La rettrice Paola Inverardi, dopo essere stata informata insieme al Presidente di Corso e al Direttore di Dipartimento, è subito intervenuta ed ha fatto sì che la ragazza tornasse in aula dove ha ricevuto le scuse ‘forzate’ della professoressa che le ha concesso di restare a seguire lezione. La ventiquattrenne ha però spiegato che essendosi creata una situazione di tensione dopo qualche minuto è andata via amareggiata “perché a quel punto era ormai notevole il disagio”.



















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