Area Urbana
A Rende nasce “i Riformisti”: il nuovo laboratorio del centrosinistra calabrese?
Con la nascita de “i Riformisti”, Rende prova a diventare il centro di un nuovo progetto politico riformista per superare la crisi del centrosinistra

RENDE – A Rende è stata avviata una nuova esperienza politico-culturale che punta a riaprire il confronto nel campo progressista. La costituzione dell’associazione “i Riformisti”, si pone l’ambizioso obiettivo di colmare quel vuoto di elaborazione politica che, ormai da tempo, caratterizza i partiti del centrosinistra e che non riescono più a interpretare né a rappresentare pienamente. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di una crisi profonda della politica “tradizionale”.

I partiti, un tempo luoghi di discussione, formazione e sintesi culturale, sembrano oggi incapaci di svolgere quella funzione di ascolto e mediazione che per decenni li ha caratterizzati. Attorno al progetto si sono ritrovati sindaci, amministratori locali, dirigenti di partito, intellettuali e accademici, con un unico obiettivo: quello di costruire una rete capace di rimettere al centro idee, contenuti e visione politica. La neonata associazione opererà nell’alveo del centrosinistra, con l’intenzione di costruire una vasta area riformista che sappia parlare ai cittadini attraverso linguaggi nuovi e credibili.
Il nuovo progetto de “i Riformisti” punta a diventare un laboratorio politico e culturale
Con l’ambizione di diventare un laboratorio politico e culturale capace di elaborare proposte concrete per lo sviluppo della Calabria, superando le divisioni (e il centrosinistra cosentino è dilaniato dalle divisioni).

Particolare attenzione viene rivolta alle nuove generazioni. “L’obiettivo – ha spiegato, il sindaco di Rende, Sandro Principe, uno dei fondatori – è quello di favorire il protagonismo dei giovani, incoraggiando percorsi di formazione civica e politica che restituiscano senso all’impegno pubblico e alla partecipazione”. Un percorso tortuoso e pieno di insidie, ma che vuol provare a rimettere al centro ciò che negli ultimi anni è apparso sempre più assente: la politica come elaborazione è comunità, “che vuol puntare a riunire culture diverse, socialdemocratica, cattolico-popolare, liberale e repubblicana, attorno ai valori della Costituzione e dell’Europa”.
Nel corso dell’incontro, è stata messa in evidenza la crisi della politica attuale, accusata il più delle volte di vivere di slogan e annunci senza indicare strumenti, risorse e modalità per realizzare le riforme. I promotori dell’associazione rivendicano invece una tradizione politica che ha dato vita alle principali riforme strutturali del Paese, dalla sanità pubblica allo Statuto dei lavoratori, fino alla programmazione economica e alla nazionalizzazione dell’energia elettrica.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della sanità e al futuro del nuovo ospedale universitario dell’area urbana Cosenza-Rende. Secondo gli interventi, il vero risultato politico è stato l’arrivo della facoltà di Medicina all’Università della Calabria, passaggio che ha reso naturale la scelta di Rende come sede del futuro polo ospedaliero. L’obiettivo indicato è quello di costruire un sistema sanitario moderno, fondato su un ospedale altamente specializzato affiancato da una forte medicina territoriale, capace di ridurre le migrazioni sanitarie e offrire servizi più efficienti ai cittadini.
E’ stato inoltre evidenziato il rischio di dispersione dell’area socialista e riformista, invitando le diverse sensibilità moderate e progressiste a ritrovare unità politica e culturale. “I Riformisti” si propongono così come uno spazio aperto alla partecipazione e alla formazione di una nuova classe dirigente, con particolare attenzione ai giovani, al lavoro, alla giustizia sociale, alla sicurezza, alle infrastrutture e al contrasto dello spopolamento dei piccoli comuni.
Tra i tanti temi figurano anche la tutela delle fasce più fragili, il diritto alla salute, le difficoltà economiche delle famiglie e le trasformazioni del lavoro legate all’intelligenza artificiale. Accanto ai diritti, è stato ribadito anche il valore dei doveri e del merito come elementi fondamentali per costruire una società più equa ed efficiente.
Tutte belle parole, buoni propositi per carità, solo che ora resta da capire se questa nuova associazione saprà davvero trasformarsi in un luogo di sintesi politica oppure se finirà per aggiungersi alla lunga lista dei contenitori nati nel centrosinistra senza riuscire a incidere sui processi reali.


















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