Calabria
Rischio inondazione sulla A2, per la Corte dei Conti nessun danno erariale sul tratto Mileto-Rosarno
La Corte di Appello della Corte dei Conti ha accolto le impugnazioni presentate dai tecnici e dai responsabili dei lavori sulla A2, escludendo il danno erariale ipotizzato in relazione alla progettazione del tratto tra Mileto e Rosarno

REGGIO CALABRIA – Nessun danno erariale per la realizzazione del nuovo tratto autostradale della A2 tra gli svincoli Mileto-Rosarno derivante da una presunta errata progettazione esecutiva ed una mancata acquisizione del parere dell’Autorità di bacino. Lo ha stabilito la Corte di Appello della Corte di Conti a Roma. L’ipotesi accusatoria iniziale aveva paventato un danno superiore ai 20 milioni di euro.
I giudici hanno accolto le impugnazioni del geologo Giovanni Parlato, difeso dall’avv. Giacomo Carbone di Catanzaro (in primo grado anche da Alessandro Ferrari) e di Marco Angelo Bosio, Rup dei Lavori, sempre difeso da Carbone oltre che da Arturo Cancrini, nonché del direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso, difeso da Felice Domenico Retez, e del secondo Rup Consolato Cutrupi, difeso da Marianna Vazzana e Vincenzo Floccari. In primo grado, la Corte dei Conti della Calabria, aveva condannato Bosio ad un danno erariale di circa tre milioni di euro e Parlato ad un danno di circa 490.000 euro, nonché a circa 900.000 euro Fiordalisi e Cutrupi.

Le accuse sul tratto A2 Mileto-Rosarno, ribaltato il verdetto
Ad i primi due si imputava principalmente di non avere acquisito i pareri dell’Autorità di Bacino sui rischi idrogeologici esistenti sui viadotti realizzati in prossimità del Fiume Mesima e di avere realizzato una progettazione che non tenesse conto di questi rischi, oltre che la realizzazione di una variante che non doveva essere effettuata per gli stessi rischi.

La Corte dei Conti ha accolto del deduzioni difensive ritenendo che la fruizione della strada per un cospicuo numero di anni, dopo il collaudo definitivo senza riserve ed in presenza di una vicenda contrattuale “travagliata” e non lineare, avevano potuto incolpevolmente ritenere non necessari nuovi pareri e autorizzazioni. Con la stessa sentenza sono stati accolti gli appelli di Salvatore Bruni, difeso da Crescenzio Santuori e Raffaele Ruocco e di Vincenzo De Vita difeso dall’avv. Giovanni Spataro.
L’avvocato Carbone, in una nota, ha espresso “viva soddisfazione per una vicenda” che a suo parere “addossava responsabilità per un opera invece perfettamente funzionante e aperta al pubblico e che ha comportato sia in termini di sicurezza che di tempi di percorrenza un grandissimo vantaggio agli utenti che percorrono il tratto autostradale Salerno-Reggio Calabria”.


















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