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Addio a “100 lire”, la lettera dei soccorritori: «Pezzo della quotidianità, grazie per i tuoi sorrisi»

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IL RICORDO

Addio a “100 lire”, la lettera dei soccorritori: «Pezzo della quotidianità, grazie per i tuoi sorrisi»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione dal gruppo di soccorritori che questa mattina è intervenuto a Luzzi, in casa di Franco Altomare. Un ultimo ricordo per una persona speciale

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100 lire

LUZZI (CS) – Riceviamo e pubblichiamo la lettera che è stata inviata alla nostra redazione da parte del CVL, il gruppo di soccorritori che questa mattina è intervenuto a Luzzi, in casa di Franco Altomare, conosciuto da tutti come “100 lire”. Inutile l’arrivo dei sanitari del 118 e dell’elisoccorso, per l’uomo di 68 anni non c’era più nulla da fare.

Per “100 lire” una lettera di addio: “Parte di una famiglia”

“Ci sono persone che non hanno bisogno di titoli per essere parte di una famiglia, e Franco – per tutti noi “100 lire” – era esattamente questo: un pezzo della nostra quotidianità, un sorriso o un aneddoto che incontravi per strada e che ti faceva sentire a casa.  Come soccorritori, siamo abituati a lottare contro il tempo, a correre sperando che ogni battito possa ricominciare. Ma quando su quel modulo d’intervento leggi un nome che conosci, un nome che fa parte della storia di tutti noi, il cuore rallenta anche a noi.

100 lire

Abbiamo provato con tutto ciò che avevamo. Con la nostra professionalità, con le nostre mani, con la speranza che quel “Cento Lire” che ha attraversato le nostre strade per anni potesse restare ancora un po’. Ma ci sono battaglie che, nonostante l’impegno e l’anima che ci mettiamo, non si riescono a vincere.

Vogliamo però ricordare Franco non per il modo in cui se n’è andato, ma per come ha vissuto tra noi. Lo ricorderemo per la sua unicità, per quel soprannome che era ormai un marchio di affetto e per la sua presenza costante che rendeva le nostre strade meno vuote.

A Franco diciamo grazie per i sorrisi che ci ha regalato. E a noi colleghi resta la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile, con il rispetto e la dedizione che si devono a un amico di vecchia data.

Buon viaggio, Franco. La città non sarà la stessa senza di te”

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