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Adolescenti sempre più connessi, le paure dei giovani: guerra, clima e timori per l’IA

Italia

Adolescenti sempre più connessi, le paure dei giovani: guerra, clima e timori per l’IA

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ROMA – Vivono connessi, spesso in vetrina, e sognano di diventare influencer. Ma dietro lo schermo c’è una generazione fragile, culturalmente più povera e sempre più pessimista. È il profilo degli adolescenti italiani nel 2025 che emerge dall’ultima indagine di Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard, su un campione di 3.160 studenti tra i 12 e i 19 anni.

I follower

L’86,5% posta regolarmente foto o reel sui social, il 17,5% lo fa spesso. L’obiettivo? Aumentare i follower, simbolo di popolarità e bellezza. L’80% imita gli influencer nel look e negli atteggiamenti. Ma al culto dell’apparenza si accompagna una visione cupa del futuro: i pessimisti sono il 62,4% (erano il 50% nel 2023), e in cima alle paure ci sono guerra (53,6%) e degrado ambientale (48,7%).

Solo il 37% si dice ottimista, mentre l’83% crede che la salvaguardia ambientale dipenda dalle scelte individuali, il 77,2% dalla politica e il 62,9% dalla scienza. Secondo Gianni Bona, pediatra e presidente onorario di Laboratorio Adolescenza, la sensibilità ambientale è “un segnale di fiducia per il futuro”.

Sul fronte personale

Il 75% del campione intervistato si immagina in una relazione stabile con figli, ma solo il 32,9% pensa di restare a vivere nella propria città. In calo i consumi culturali, tranne per cinema e mostre. Il 12% giudica la scuola molto piacevole, mentre peggiora l’atmosfera familiare: giudizi negativi al 44,6%, quasi pari a quelli positivi (54,8%).

Anche sull’intelligenza artificiale, prevale il timore (42,2%) rispetto alla fiducia (19,8%). Il 78% non ha mai partecipato a challenge pericolose online, mentre il 39,6% si informa sul sesso da internet. Il 55% vorrebbe parlare con il medico senza genitori presenti.

“È un termometro impietoso della deriva valoriale e culturale – afferma Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza –. Se vogliamo invertire la rotta, tocca a noi adulti cambiare gli scenari in cui i nostri figli vivono”. Per Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria, serve “una presenza attiva anche sui social, per non abbandonare i giovani alle sole logiche del mercato dell’informazione online”.

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