Area Urbana
AGGREDITO 4 VOLTE
Aggressione a Cosenza, la vittima denuncia. Arcigay: “Accanimento, urge legge contro le discriminazioni»
L’associazione spiega che l’aggressione è stata scatenata da un semplice stile di vestire ritenuto “non conforme”. Gli aggressori non si sono fermati ad un solo attacco ma “sono tornati ad accanirsi per quattro volte contro il ragazzo”

COSENZA – A distanza di alcuni giorni dalla brutale aggressione a Cosenza, avvenuta a Santa Teresa nella notte di Natale, con episodi di violenza e omofobia, l’indignazione in città non si placa. Un episodio sul quale è intervenuto anche l’assessore comunale e consiglio regionale Francesco De Cicco.
Ora è Arcigay Cosenza che parla e prova a fare chiarezza precisando che “la nostra comunità e la nostra associazione si stringono intorno alla vittima dell’aggressione di matrice omofobica avvenuta la notte di Natale, ai danni di una persona colpevole unicamente di non conformarsi alle aspettative sociali“.
L’associazione spiega di non aver parlato prima pubblicamente in quanto ha preferito comprendere meglio le dinamiche dell’accaduto potendo parlare direttamente con la vittima 31enne. “Non si è trattato di esitazione né di disinteresse – precisa Arcigay – ma di una scelta consapevole e responsabile. In situazioni come questa, il rispetto delle persone coinvolte viene prima dell’esposizione pubblica: questi episodi riguardano persone reali, che ne pagano le conseguenze sul piano fisico, psicologico e sociale, e che non possono diventare oggetto di strumentalizzazione o di una gara a chi merita la medaglia per l’attivista migliore. Il silenzio, quando scelto, non è assenza: è rispetto”.
Aggressione a Cosenza, la posizione della vittima
L’associazione specifica che “il ragazzo, che purtroppo non è nuovo ad atti di violenza e che abbiamo avuto modo di ascoltare in queste ore, ha condiviso con noi una posizione consapevole e lucida, pur sapendo che potrebbe non essere sostenuta da tutti. Sulla base della sua esperienza, ha sottolineato l’importanza di reagire non per alimentare lo scontro, ma per non lasciare campo libero a chi ritiene di poter agire impunemente”.
Secondo quanto raccontato ancora dall’associazione, il giovane aggredito ha evidenziato come “questo tipo di violenza non sia quasi mai un fatto individuale, ma trovi forza nel gruppo, nella dinamica del branco, nella sensazione di impunità e nella convinzione che nessuno risponderà delle proprie azioni. È proprio questo meccanismo che, secondo lui, non deve essere accettato. Reagire non significa cercare la violenza, ma rifiutare di abbassare la testa e di farsi zittire”.

Arcigay propone una legge contro le discriminazioni
In merito all’aggressione a Cosenza, Arcigay si dice profondamente colpita, “non solo per la natura esecrabile della violenza, ma anche perché contrasta con l’immagine di una città che la sua comunità LGBT+ spesso percepisce come serena e mite. – aggiunge Arcigay – Episodi come questo sono tra le ragioni principali che ci hanno spinto a creare, insieme ad Arcigay Reggio Calabria, Agedo Reggio Calabria e ARCI Cosenza, un coordinamento regionale per una legge contro le discriminazioni, aperto fin dal primo giorno alla partecipazione di tutte le realtà territoriali che vogliano dimostrare con i fatti di essere presenti”.
L’associazione fa presente come siano necessari “strumenti legislativi concreti: il ragazzo, apostrofato con insulti omofobici, è eterosessuale e l’aggressione è stata scatenata da un semplice stile di vestire ritenuto “non conforme”. A rendere il quadro ancora più allarmante è il fatto che gli aggressori non si siano fermati a un solo attacco, ma siano tornati ad accanirsi per quattro volte contro il ragazzo e contro l’amico che tentava di difenderlo”.
Evidenti, dunque, le intenzioni dell’aggressione a Cosenza per Arcigay: “non si trattava più di “dare una lezione”, ma di un reale tentativo di fare del male. È anche per questo che parlare di una legge contro le discriminazioni non è una posizione ideologica, ma una necessità urgente. Quando l’odio colpisce senza motivo, nessuno può dirsi davvero al sicuro”.
Il lavoro sul fronte della prevenzione
“L’episodio, insieme ad altri fatti di cronaca, conferma che non siamo di fronte a casi isolati, ma a un problema strutturale che riguarda l’intera società. Per questo riteniamo fondamentale ribadire alle istituzioni la necessità di intervenire in modo più incisivo sul piano educativo: è attraverso l’educazione alla cittadinanza e alle differenze, in tutti i contesti possibili, che si prevengono realmente i crimini d’odio”.
“Il nostro impegno nelle scuole, tramite progetti e laboratori, non può e non deve restare l’unico presidio in questa direzione. – continua Arcigay – Lavoriamo prioritariamente sul piano della prevenzione, dell’educazione civica e affettiva e del contrasto culturale alle discriminazioni, riconoscendo questo impegno come profondamente intersezionale. È un lavoro che portiamo avanti da anni, in modo spesso silenzioso ma continuo, e che rifiuta di ridurre questi fenomeni a semplici emergenze di ordine pubblico, riconoscendoli invece come questioni culturali, sociali e politiche. La costruzione di una società civile non passa esclusivamente dalla punizione o dall’inasprimento dei controlli, ma da un lavoro profondo e continuativo di responsabilità collettiva”.
L’aggressione a Cosenza, la denuncia da parte della vittima
Arcigay spiega che la vittima dell’aggressione a Cosenza ha deciso di sporgere denuncia per quanto successo: “un atto tanto coraggioso quanto essenziale. A questo si affianca il pieno supporto del nostro CAD, che offre consulenza legale e psicologica alle vittime di discriminazione omobitransfobica”.
“Seguiremo con attenzione e responsabilità gli sviluppi di questa vicenda, – concludono i componenti in merito all’aggressione a Cosenza – consapevoli del fatto che, ultimamente, la nostra comunità sta finendo ripetutamente al centro della cronaca cittadina. Il nostro impegno resta quello di agire nel rispetto delle persone coinvolte, evitando semplificazioni, strumentalizzazioni e congetture, e lavorando per incidere in modo positivo e duraturo sul tessuto sociale.”




















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