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Aggressione e incendio dell’auto ad un dirigente comunale per condizionare il suo lavoro: 2 arresti

Calabria

Aggressione e incendio dell’auto ad un dirigente comunale per condizionare il suo lavoro: 2 arresti

Il dirigente del Comune di Vibo era stato aggredito alla stazione Vibo-Pizzo e, pochi giorni dopo, la sua auto era stata incendiata. Due persone sono state raggiunte da misure cautelari: una in carcere, l’altra ai domiciliari con braccialetto elettronico

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polizia vibo - dirigente comunale indagini

VIBO VALENTIA – Due persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia nell’ambito dell’indagine sull’aggressione subita il 29 aprile scorso da un dirigente del Comune. L’uomo era stato colpito alle spalle con un oggetto contundente mentre si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, riportando ferite giudicate guaribili in 15 giorni. Pochi giorni dopo, nello stesso luogo, era stata incendiata l’automobile in uso al dirigente.

Stazione-treni-Vibo-Pizzo-aggressione-dirigente

L’agguato e l’incendio ai danni del dirigente, collegamento con l’attività del Comune

Le indagini, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia e svolte anche attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, avrebbero ricostruito un collegamento tra gli episodi e l’attività professionale della vittima. Al centro ci sarebbero alcuni accertamenti comunali in materia di abusivismo edilizio.

Secondo la ricostruzione investigativa, le condotte intimidatorie sarebbero state messe in atto per ostacolare o condizionare il regolare esercizio dell’attività amministrativa. In particolare, uno degli indagati, contrario alle procedure per la demolizione o l’acquisizione al patrimonio comunale di un fabbricato abusivo, avrebbe minacciato un tecnico comunale facendo riferimento alle abitudini del dirigente e al luogo in cui parcheggiava l’auto.

Polizia di stato - Violenza aggressione dirigente

Un’aggressione “commissionata”

Secondo gli investigatori, l’aggressione sarebbe stata materialmente compiuta dal secondo indagato, dietro la promessa di un compenso economico. Per l’agguato sarebbe stato utilizzato un motoveicolo riconducibile al presunto mandante, con la targa modificata per alterarne i caratteri. Il Gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per uno dei due e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’altro. Le accuse contestate, in concorso, sono lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a corpo amministrativo; a uno dei due viene contestato anche il danneggiamento seguito da incendio dell’autovettura.

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