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Agguato mortale a Cassano, il monito del vescovo Savino: «Avete le armi, ma non avete il futuro»

Ionio

IL MONITO

Agguato mortale a Cassano, il monito del vescovo Savino: «Avete le armi, ma non avete il futuro»

Dopo l’agguato costato la vita a Giuseppe Scorza e il ferimento di un’altra persona, il vescovo di Cassano Francesco Savino lancia un monito alla comunità: «La nostra terra non è maledetta, è una terra ferita»

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CASSANO ALL’IONIO (CS) – L’agguato mortale avvenuto questa mattina a Lauropoli di Cassano ha suscitato la reazione di sdegno anche dai vertici ecclesiastici. Ad intervenire è Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vice presidente Cei che in una “lettera alla comunità di Lauropoli e di Cassano” lancia un monito “A chi crede di poter decidere chi deve vivere e chi deve morire con un colpo di pistola, a voi che pensate di poter piegare questa comunità con la prepotenza, dico: la vostra è una vittoria di cartone. Costruite imperi sulla sabbia e sul sangue, ma la sabbia crolla e il sangue grida. Avete le armi, ma non avete il futuro. La vostra notte è lunga, ma l’alba è già scritta, e sarà la vostra fine“.

Agguato mortale a Cassano, Savino: “La nostra è una terra ferita, non maledetta”

“La nostra terra – prosegue – non è Sodoma. Se c’è un’ombra di quelle città, è solo nel cuore arido di chi ha dimenticato come si ama il prossimo. Io, guardandovi, guardando le vostre famiglie, i vostri anziani, i vostri giovani, vi dico qui i giusti sono la stragrande maggioranza. La nostra terra non è maledetta. È una terra ferita. E le ferite si curano. Non si subiscono”. Monsignor Savino esprime gratitudine e il suo rispetto “per le forze dell’ordine e per gli investigatori che stanno lavorando senza sosta.

A loro – scrive – va il nostro grazie, la nostra collaborazione e la nostra fiducia incrollabile: non ci lasceranno soli, e noi non dobbiamo mai ostacolarli con chiacchiere da piazza, ma sostenerli con la nostra lealtà. La giustizia umana farà il suo corso, e sarà giusto che sia così. Ma c’è un’altra giustizia che dobbiamo fare noi come popolo”.

“La criminalità – conclude mons. Savino – con la sua spietatezza, non vuole solo predare i nostri beni o le nostre attività. Vuole predare la nostra anima. Vuole rubare il sonno ai vostri figli e ipotecare il futuro di Lauropoli e di Cassano. Vuole che la paura vi divida. Non concedetegli questa vittoria. Vi chiedo: siate unità. Siate Chiesa viva. Siate popolo. In questo momento, più che mai, dobbiamo stare vicini. Chi si chiude in casa e si isola regala una vittoria al male. La nostra risposta alla spietatezza non può essere la paura, ma una solidarietà feroce, tenace, indistruttibile”.

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