Calabria
Agricoltore muore a Mormanno, 5 vittime nel 2025. Federacma «mezzi agricoli vecchi e privi di controlli»
Il 2025 ha fatto registrare numerose tragedie relative al settore agricolo. In Calabria 5 vittime legate al ribaltamento di trattori. Federacma «ogni morte nei campi è un fallimento collettivo»

COSENZA – La tragedia di fine anno a Mormanno ha suscitato profondo cordoglio e forte preoccupazione da parte di Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio. Un altro agricoltore ha perso la vita in Calabria a causa del ribaltamento del trattore. L’incidente è avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre a Mormanno, nell’area del Pollino.
La vittima, Francesco Regina di 67 anni, stava rientrando a casa dopo aver lavorato nei campi insieme al figlio, quando il mezzo agricolo è precipitato in una scarpata per circa trenta metri. L’allarme è scattato poco dopo le 23. L’uomo, è stato ritrovato senza vita poco dopo mezzanotte in contrada Campolongo. Inutili i soccorsi. Sulle cause dell’incidente sono in corso le indagini delle autorità competenti.

Federacma «obbligo di revisione di trattori e mezzi agricoli»
L’organizzazione a seguito dell’ennesima tragedia, rilancia la necessità di dare piena attuazione all’obbligo di revisione dei mezzi agricoli, previsto da una legge del 2015 ma finora mai operativo.
“Il 2025 si chiude con l’ennesima tragedia nei campi – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. La dinamica cambia, ma lo scenario è sempre lo stesso: mezzi agricoli vecchi, instabili, privi di protezioni e controlli. Anche un semplice rientro a casa può trasformarsi in un incubo. Non possiamo più accettare che tutto questo venga considerato normale”.
Cinque vittime in Calabria in un anno
Con il decesso avvenuto a Mormanno, salgono a cinque le vittime nel solo 2025 in Calabria legate al ribaltamento dei trattori: il 30 giugno un 56enne nel Catanzarese, il 24 luglio un 63enne a Platì (Reggio Calabria), e il 17 novembre due uomini di 78 e 25 anni a Casabona (Crotone), morti nello stesso incidente.
“Ogni morte nei campi è un fallimento collettivo – conclude Borio –. È tempo che lo Stato applichi le norme esistenti e metta in sicurezza il lavoro agricolo. La revisione dei mezzi non può restare un atto formale mai attuato: deve diventare realtà, per evitare che anche il 2026 cominci con lo stesso copione di sangue e silenzio”.


















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