Calabria
L'INTERVISTA
Agricoltori in piazza, Giancarlo Greco «situazione disperata e ci riempiono di chiacchiere»
“L’Italia scende in piazza”: ieri a Crotone, tra i promotori della protesta, l’imprenditore Giancarlo Greco, intervenuto in diretta su RLB nella trasmissione Fatti Vivi: «la protesta nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti»

COSENZA – All’indomani dei blocchi stradali e presidi in diverse aree della Calabria, con particolare partecipazione a Crotone, in località Passovecchio, Giancarlo Greco, tra i promotori della mobilitazione, è intervenuto ai microfoni di Rlb, nella trasmissione Fatti Vivi per rivendicare le ragioni della protesta.
Greco: «l’intero sistema agricolo è a rischio»
L’imprenditore Giancarlo Greco parte dall’accordo Mercosur per spiegare le motivazioni che hanno spinto il settore agricolo a manifestare: «Siamo scesi in piazza per far capire, per dare il segnale sia al governo regionale che a quello nazionale che le cose non vanno così bene come loro vorrebbero far capire», ha dichiarato.
«Non è solo il caro carburante che interessa gli agricoltori, poi va a finire anche sulle tavole degli italiani», ha spiegato, sottolineando l’aumento del prezzo del carburante agricolo. Nel mirino dell’imprenditore anche la concorrenza internazionale e gli effetti che, a suo giudizio, avrebbe l’accordo Mercosur sul comparto agricolo europeo: «Non ha tenuto certamente in considerazione le giuste aspettanze degli agricoltori europei».
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«L’accordo interessa – spiega – circa 800 milioni di persone nel mondo tra UE e Sud America, ma non ha tenuto certamente in considerazione le giuste aspettanze degli agricoltori europei, perché si è consentito di far transitare sui mercati europei i prodotti agricoli ottenuti nel Sud America senza il rispetto delle normative che giustamente sono rispettate dai nostri agricoltori». Il riferimento è all’utilizzo (bandito) di alcuni prodotti chimici che in altri paesi potenzia la redditività degli agricoltori. Quei prodotti poi, transitano sulle tavole degli europei, dei cittadini europei. «Questa vergogna che è stata possibile tramite la sottoscrizione di questo accordo livello europeo e che hanno, attenzione, sottoscritto anche i rappresentanti italiani del governo Meloni».
Altro nodo indicato da Greco è quello della differenza tra quanto viene riconosciuto al produttore e il prezzo finale pagato dal consumatore. «quello stesso prodotto lo troviamo a scaffale decuplicato», ha affermato, sostenendo che lo squilibrio finirebbe per penalizzare sia chi produce sia chi acquista.

Cinghiali e risarcimenti
Nel corso dell’intervista si è parlato anche dell’emergenza legata alla fauna selvatica, tema sul quale Greco è intervenuto più volte anche nelle scorse settimane. Secondo l’imprenditore, i danni provocati dai cinghiali sarebbero anche il risultato di una programmazione regionale che, a suo giudizio, non avrebbe affrontato il problema in maniera strutturale. Greco ha richiamato l’ipotesi di un piano integrato di filiera che coinvolgesse agricoltori, selettori e istituzioni, sostenendo la necessità di intervenire sia per tutelare le coltivazioni sia per affrontare i problemi di sicurezza legati alla presenza degli animali anche nelle aree urbane.
Particolarmente critico il passaggio sui risarcimenti agli agricoltori. Greco ha parlato di attese che possono arrivare a due o tre anni e ha contestato le proposte di definizione delle controversie che, secondo quanto da lui riferito, in alcuni casi arriverebbero a coprire soltanto una parte minima del danno subito: «ad una persona ha avuto 5 mila euro di danni, tre anni prima, viene proposto un risarcimento di 500 euro, ma di che cosa stiamo parlando?».
E sulla partecipazione dei cittadini alla protesta ha aggiunto: «Il cittadino oggi è deluso. La gente non ci crede più». Da qui l’appello a una mobilitazione più ampia, che coinvolga non soltanto gli agricoltori ma anche autotrasportatori, pescatori, famiglie e consumatori.

L’affondo all’assessore Gallo: «basta passerelle e bandi per polverizzare i fondi»
L’imprenditore ha poi replicato alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che aveva definito le proteste il risultato dei disagi del comparto e assicurato l’impegno delle istituzioni: «io mi auguro che si possa sedere al tavolo con noi e possiamo insieme trovare una soluzione veramente a questa situazione disperata, tragica che stanno vivendo gli agricoltori», ha detto Greco. «In Calabria si esulta, come per esempio a Reggio, su elezioni in cui hanno votato 2 cittadini su 10. Cos’hanno da festeggiare?».

Tra le proposte avanzate, anche quella di utilizzare risorse regionali per compensare almeno in parte l’aumento del costo del gasolio agricolo rispetto allo scorso anno. Poi, rivolgendosi all’assessore Gallo spiega «qua la gente non sta seminando, non va con i trattori alla terra, vuol dire che l’anno prossimo non ci sarà raccolto. L’assessore è bravissimo a comunicare, però nei fatti sarà ricordato solamente per le passerelle del Vinitaly. E’ inutile che ci prendiamo in giro, dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Anche le associazioni di categorie sono brave a prostrarsi al volere dell’assessore di turno. E’ quello che penso io ed è quello che pensano gli agricoltori».
L’appello alla mobilitazione
Nel finale dell’intervista, Greco ha rilanciato l’appuntamento con la manifestazione nazionale in programma il 10 ottobre a Cosenza, invitando alla partecipazione associazioni, sindacati, cittadini e categorie professionali: «le donne, i giovani devono scendere in piazza tutti: perché il mondo è nostro, non è degli altri».




















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