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Agricoltura e danni del maltempo, Aceto (Coldiretti): «criticità aperte, prevenzione unica vera soluzione»

Area Urbana

L'INTERVISTA

Agricoltura e danni del maltempo, Aceto (Coldiretti): «criticità aperte, prevenzione unica vera soluzione»

Il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, traccia il quadro dopo il maltempo: «prevenire costa meno dei danni». Poi commenta la “Legge Caselli”: «svolta contro le frodi»

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COSENZA – La Giornata Mondiale della Terra diventa occasione per riflettere sulle ferite ancora aperte in Calabria: a farlo, ai microfoni della trasmissione Fatti Vivi su RLB, è Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria.

Aceto: «ristori sì ma è fondamentale la prevenzione»

“Le criticità aperte sono legate ai danni che le aziende hanno subito”, spiega. Una situazione che non può essere risolta rapidamente: “siamo nella fase in cui si sta facendo una ricognizione puntuale dei danni sulle infrastrutture, sulle colture permanenti”. Le conseguenze del maltempodei mesi scorsi, soprattutto nelle aree vicine ai fiumi come il Crati, rischiano di compromettere un intero anno produttivo.

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Ristori insufficienti e attesa per i risarcimenti

Nonostante i primi stanziamenti governativi, le risorse non bastano: “riteniamo che non bastano e attendiamo però – sottolinea Aceto – una ricognizione puntuale definitiva per poi vedere quant’è l’entità reale del danno”. Il mondo agricolo resta quindi in attesa di risposte concrete, mentre le imprese affrontano una fase estremamente delicata.

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Al di là degli aiuti economici, il nodo centrale resta quello della prevenzione: “è un po’ il male che abbiamo nel nostro paese… dove l’attività di prevenzione viene molto spesso sottovalutata”, afferma il presidente di Coldiretti Calabria. “Prevenire con un’attività quotidiana costa sicuramente molto di meno rispetto ai danni che poi si hanno”. Un esempio concreto riguarda la gestione dei fiumi: “se noi avessimo avuto un’attività di intervento quotidiano all’interno dei fiumi… queste piene non avrebbero creato i danni che hanno creato”.

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Agropirateria, cos’è e quanto costa

Dall’emergenza climatica a quella economica. Franco Aceto affronta il tema dell’agropirateria e delle agromafie: “ci sono attività delinquenziali intorno a quello che è l’agroalimentare”, spiega. Un fenomeno che si traduce in prodotti falsamente etichettati come Made in Italy o con caratteristiche inesistenti. Il danno per la Calabria è enorme: circa 2 miliardi di euro.

La “Legge Caselli”

Una risposta concreta arriva con la nuova normativa sui reati agroalimentari. “Finalmente siamo riusciti a portare a casa la legge cosiddetta Caselli; un provvedimento che introduce controlli più stringenti anche per prevenire le truffe, non solo per garantire la sicurezza sanitaria dei prodotti. Viene finalmente riconosciuta la pericolosità criminale di queste attività e viene intensificata la lotta all’Italian sounding”. Previste sanzioni severe: “Si va da un minimo di 4 mila euro sino a un massimo del 3% del fatturato”. Il fenomeno della contraffazione ha dimensioni impressionanti: “l’economia che gira intorno alla contraffazione del Made in Italy è pari al doppio di quella reale”, evidenzia Aceto.

Dalla gestione del territorio alla difesa delle eccellenze agroalimentari, la strada giusta è “prevenire e tutelare”. Un percorso che, come emerge dall’intervista, passa da scelte strutturali e non più emergenziali. Perché, come ricorda lo stesso Aceto, solo così sarà possibile proteggere davvero il territorio e il lavoro degli agricoltori calabresi.

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