Calabria
«DI CASA SI MUORE»
Caso Alessandro Giordano, nulla è cambiato. L’appello ai candidati a sindaco: «Chi mi garantisce una casa?»
Il 36 enne chiede se ci sia un candidato sindaco disposto a prendersi “un impegno pubblico, con tempi certi” per garantirgli subito una casa idonea alla sua condizione

REGGIO CALABRIA – Appelli, petizioni, impegni ma nella pratica nulla è cambiato per Alessandro Giordano, il 36enne reggino con gravi problemi di salute che da oltre un anno chiede l’assegnazione di un alloggio popolare idoneo alle sue condizioni di salute. Il giovane, infatti, è immunodepresso, con un’insufficienza renale avanzata, motivi per i quali ogni infezione può diventare un problema serio.
La casa popolare che gli era stata assegnata era stata occupata abusivamente. Per lui dopo l’interessamento del sindaco Falcomatà, le denunce tramite tanti articoli sui giornali ed un servizio delle Iene, la palla era passata all’Aterp – l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica. Ma qui il procedimento è stato bloccato. Anche i cittadini si erano mossi lanciando una raccolta fondi, ma ad oggi Alessandro dice: “nella mia vita concreta non è cambiato nulla” lanciando un appello ai candidati a sindaco della città di Reggio Calabria.

Alessandro Giordano e l’appello ai sindaci: “Chi si prende l’impegno?”
“Avevo una casa popolare. Mi era stata assegnata. Poi, mentre ero impegnato in cure salvavita, quella casa è stata occupata e distrutta. – ricorda nella lettera appello destinata ai candidati – Da lì è iniziato tutto. Anni di attese. Anni di promesse. Anni di silenzi. Ho parlato con gli amministratori, ho fatto richieste, ho lanciato una petizione che ha raccolto migliaia di firme. Ho ricevuto solidarietà da tutta Italia. Ma nella mia vita concreta non è cambiato nulla“.
“Oggi siamo in campagna elettorale – ricorda Alessandro Giordano – Si parla di programmi, di visioni, di futuro per Reggio Calabria. Io invece faccio ancora i conti con una domanda semplice: c’è un candidato sindaco disposto a prendersi un impegno pubblico, con tempi certi, per garantirmi una casa idonea alla mia condizione? Non tra mesi. Non dopo le elezioni. Adesso. Perché qui non si parla solo di un alloggio. Si parla di salute. Si parla di dignità. Si parla del fatto che una persona fragile non può essere lasciata sola per anni”.

“Io non chiedo favori, chiedo un diritto”
“La mia storia non è più solo mia. – conclude Alessandro Giordano – È diventata il simbolo di quello che non funziona. Io non chiedo favori. Chiedo un diritto. E chiedo che qualcuno, questa volta, si assuma la responsabilità di garantire davvero. Perché la verità, per chi vive come me, è semplice e brutale: di casa si muore“.


















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