Calabria
CONSULENTI DI PARTE
Il piccolo Alessio Pio morto a Catanzaro, la famiglia chiede chiarezza e “altri approfondimenti”
Dopo gli esiti preliminari degli accertamenti microbiologici eseguiti nell’ambito dell’autopsia sul piccolo Alessio Pio, i legali annunciano la nomina di un collegio di consulenti tecnici di parte

ZUNGRI (VV) – La famiglia del piccolo Alessio Pio, morto il 22 luglio scorso all’ospedale di Catanzaro dopo cinque giorni di ricovero a Vibo Valentia, chiede ulteriori approfondimenti sulla vicenda. Il bambino era stato ricoverato per “una meningoencefalite da virus HHV-6 (sesta malattia) complicata da sepsi”. I legali intervengono per precisare che i risultati degli esami microbiologici emersi dall’autopsia sono da considerarsi preliminari e necessitano ancora di un rigoroso vaglio tecnico-scientifico.

I consulenti della famiglia di Alessio Pio
Per “garantire la massima trasparenza e contribuire all’accertamento della verità”, la famiglia ha nominato un collegio di consulenti tecnici di parte. Gli specialisti dovranno esaminare le relazioni e gli esiti definitivi dell’autopsia e ricostruire l’intero percorso assistenziale seguito dal bambino, con particolare attenzione alle “condotte tenute dai sanitari che hanno avuto in cura il bambino dal momento del primo soccorso fino al tragico decesso”.

“L’obiettivo – scrivono ancora i legali – sarà quello di verificare, sotto il profilo medico-legale e specialistico, l’eventuale presenza o, al contrario, l’esclusione di profili di responsabilità professionale o di errori che possano aver determinato o contribuito a determinare la morte”.
Gli avvocati invitano quindi alla “cautela nella valutazione delle informazioni finora emerse, ribadendo che gli accertamenti sono ancora in corso e che sarà necessario attendere gli esiti definitivi delle analisi e il quadro complessivo che emergerà dall’esame autoptico e dalla ricostruzione del percorso sanitario”.


















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