Calabria
Caro-carburanti, l’allarme di Fedralog in Calabria: «Autotrasporto al collasso, il settore rischia il blocco»
La Federazione autotrasporto segnala l’impatto dei continui rincari e della carenza di autisti. Pansini: “Servono interventi strutturali, non contributi a pioggia”

COSENZA – Il costante rialzo dei prezzi del gasolio sta mettendo a dura prova la tenuta finanziaria delle aziende di autotrasporto, con ripercussioni particolarmente severe per il tessuto imprenditoriale della Calabria. A lanciare l’allarme è Fedralog (Federazione autotrasporto e logistica), che richiama l’attenzione del Governo, della Regione Calabria e dei rappresentanti politici del territorio di fronte a un quadro economico definito ormai insostenibile.

Autotrasporto, i rischi per i continui rincari
I continui rincari del carburante gravano sui costi operativi delle aziende, che spesso non riescono ad adeguarli tempestivamente alle tariffe applicate ai committenti. Lo denuncia Mario Pansini di Fedralog: “Ogni giorno assistiamo a nuovi aumenti mentre le imprese continuano a sostenere costi sempre più elevati senza avere la possibilità di trasferirli immediatamente sulla committenza” che evidenzia l’esistenza di un elemento ancora più preoccupante: “Gli imprenditori dell’autotrasporto sono sfiancati da anni di aumenti, difficoltà e margini sempre più ridotti. Qualcuno si domanda perché gli autotrasportatori non protestino. Forse dovremmo iniziare a preoccuparci proprio di questo. Il rischio è che l’autotrasportatore non abbia più neanche la forza di protestare e finisca per abbandonarsi al proprio destino“.

“Per l’autotrasportatore professionale che recupera le accise – prosegue – la riduzione alla pompa non rappresenta lo stesso vantaggio riconosciuto all’automobilista. Quello che si paga in meno si traduce in un minor recupero domani. Il credito d’imposta sarà sicuramente una boccata d’ossigeno ma non cura un problema strutturale”.
La perdita di conducenti ed il rischio per il futuro
Pansini segnala poi un’altra emergenza: “Tra qualche anno chi guiderà i camion? Stiamo perdendo conducenti e non stiamo creando le condizioni affinché una nuova generazione scelga questa professione. La Calabria rischia di pagare il prezzo più alto” per la posizione geografica che “impone centinaia di chilometri per raggiungere i principali mercati e nodi logistici nazionali”.
“Non chiediamo assistenzialismo – conclude – chiediamo di poter continuare a lavorare e di poter immaginare un futuro per le nostre aziende. Non vogliamo essere tenuti in vita artificialmente passando da un bonus all’altro. Vogliamo tornare nelle condizioni di poter vivere del nostro lavoro”.




















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