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Allarme OCSE: l’80% degli under 30 vive con i genitori «non sono bamboccioni, è una crisi strutturale»

Italia

Allarme OCSE: l’80% degli under 30 vive con i genitori «non sono bamboccioni, è una crisi strutturale»

Il CNDDU: “Non è una questione culturale o di bamboccioni, ma strutturale”. Under 30, lavoratori, costretti a condividere case in cinque o sei per sostenere gli affitti

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affitti under 30 bamboccioni 02

ROMA – Definire “bamboccioni” i giovani italiani, under 30, significa ignorare la portata di una crisi abitativa che incide direttamente sull’esercizio dei diritti fondamentali. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per i dati diffusi dall’OCSE, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, e portati all’attenzione della Commissione Casa del Parlamento europeo: l’80% degli under 30 italiani vive ancora con i genitori. Un dato che colloca l’Italia ai vertici tra i Paesi sviluppati per permanenza dei giovani nel nucleo familiare e che, secondo il Coordinamento, non può essere banalizzato né ridotto a stereotipo generazionale.

Under 30 a casa con i genitori: “non sono bamboccioni, è una crisi strutturale”

Il permanere in famiglia, nella maggior parte dei casi, non è una scelta di comodità ma la conseguenza di caro-affitti, aumento dei costi degli immobili, difficoltà di accesso al credito e precarietà lavorativa. Quando solo un giovane su cinque riesce a sostenere un’abitazione autonoma, il problema – evidenzia il Coordinamento – è strutturale, non culturale.

Docenti fuorisede costretti a vivere insieme

A rendere il quadro ancora più critico è la situazione del personale scolastico. Dalle segnalazioni raccolte emerge che molti docenti fuorisede, soprattutto nelle città d’arte e nei grandi centri del Centro-Nord, condividono appartamenti in cinque o sei persone per contenere i costi. Una condizione che riguarda anche docenti di ruolo con contratto stabile, ma con stipendi non adeguati al costo della vita. La stabilità giuridica, si legge nella nota, non coincide con una reale sicurezza economica: la quotidianità è segnata da rinunce e sacrifici che incidono sull’equilibrio personale e familiare.

affitti under 30 bamboccioni

Particolarmente allarmante anche il dato relativo ai giovani tra i 18 e i 24 anni: circa il 60% teme di non riuscire a trovare un’abitazione adeguata nei prossimi due anni. Un’insicurezza che non è soltanto economica, ma esistenziale. Senza una casa – sottolinea il Coordinamento – non si costruisce autonomia, non si pianifica un progetto di vita e non si esercita pienamente la cittadinanza.

Il CNDDU richiama il principio secondo cui il diritto a un alloggio adeguato è parte integrante del diritto a un tenore di vita dignitoso, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e coerente con i valori costituzionali di uguaglianza sostanziale e tutela della dignità della persona. Se un’intera generazione e una parte significativa del personale scolastico vengono di fatto esclusi dall’accesso a condizioni abitative sostenibili, si produce – avverte il Coordinamento – una frattura che mina la coesione sociale e compromette il futuro del Paese.

Il presidente del CNDDU, professor Romano Pesavento,  invita le istituzioni ad affrontare la questione abitativa come emergenza strutturale e priorità politica, perché in gioco non vi è soltanto l’autonomia dei giovani o la dignità dei docenti, ma la qualità effettiva dei diritti e la tenuta del sistema educativo e democratico.

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