Calabria
DATI ALLARMANTI
Allarme incendi: nel 2025 roghi quasi raddoppiati in Italia. La Calabria è tra le regioni più colpite
Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% del totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco. Per la Calabria triste primato anche per la tendenza in costante aumento dei roghi

COSENZA – Il 2025 è senza dubbio uno degli anni più neri dell’ultimo ventennio per il patrimonio boschivo italiano. Lo dicono i dati dell’ultimo monitoraggio sui grandi incendi condotto dall’ISPRA: le fiamme hanno divorato ben 965 chilometri quadrati di territorio a livello nazionale (un’area vasta quanto l’intera provincia di Pistoia), facendo quasi raddoppiare la superficie colpita rispetto al 2024.
Allarme incendi: biodiversità perduta e necessità di prevenzione
Numeri che parlano di un grido d’allarme che impone interventi immediati sul fronte della prevenzione. I dati storici, infatti, custoditi dal sistema europeo EFFIS collocano il 2025 tra gli anni più critici di sempre, superato solo dai picchi drammatici del 2007, 2017, 2021 e 2023.

Il quadro diventa ancora più allarmante se si analizza la biodiversità perduta: quasi la metà degli incendi (il 48%) ha interessato ecosistemi forestali, e oltre il 30% della superficie totale bruciata si trovava all’interno di aree protette.
Il dramma del Sud: la Calabria epicentro dell’emergenza
A livello territoriale, i dati ISPRA confermano la storica e tragica vulnerabilità del Meridione e delle Isole. Un dato su tutti fotografa la gravità della situazione: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% del totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco.
Per la Calabria, in particolare, la situazione si fa sempre più complessa e strutturale. L’analisi degli esperti evidenzia infatti una tendenza in costante aumento delle superfici forestali percorse annualmente da incendio, un triste primato che la regione condivide con Basilicata e Puglia. Nonostante la ricchezza del patrimonio naturale calabrese, i polmoni verdi della regione continuano a pagare il prezzo più alto a causa di una combinazione di fattori climatici e, troppo spesso, dell’azione criminale o dell’incuria umana.

Davanti a questa fotografia che vede la Calabria e il resto del Sud costantemente in prima linea nell’emergenza roghi, la necessità di cambiare strategia è evidente. Non basta più investire unicamente nella macchina dei soccorsi e dello spegnimento ex-post: i dati dimostrano che per salvare i boschi calabresi e nazionali è fondamentale e urgente attivare piani di prevenzione continuativi, un monitoraggio stringente del territorio e una gestione attiva delle foreste durante tutto l’anno.



















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