Area Urbana
Difficoltà e lavoro
Allerta meteo e scuole chiuse: genitori sul piede di guerra e disagi «sicurezza o eccesso di zelo?»
Prevenzione, precauzione ma anche dubbi e disagi per le famiglie che sui social e nelle chat sono divisi sull’argomento. Di certo per chi lavora la difficoltà è notevole

COSENZA – Scuole chiuse e genitori in difficoltà. A causa delle insistenti piogge che hanno colpito la città e la provincia in questi giorni causando danni ingenti, l’allerta meteo diventa un incubo sotto diversi aspetti: la paura di ulteriore devastazione ma anche il disagio per decine di famiglie e di genitori che lavorano per la decisione dei comuni di chiudere le scuole.
Scuole chiuse e genitori in difficoltà
Per allerta meteo si intende una serie di procedure messe in atto dallo Stato e dalle Regioni basate su un sistema di pre-allarmi, che coinvolgono la Protezione Civile che coordina il Centro Funzionale Centrale. Lo stato di allerta, di qualunque colore esso sia, viene trasmesso a Regioni, Province, Comuni e Prefetture, che si attivano per garantire la sicurezza dei cittadini.
Perché in caso di allerta possono chiudere le scuole?
Quando viene emessa un’allerta meteo di Protezione Civile, la chiusura delle scuole è una misura preventiva. Non significa che un pericolo sia già in atto, ma che potrebbe verificarsi. E così i Comuni interessati dall’allerta decidono di chiudere le scuole per:
– limitare gli spostamenti in condizioni potenzialmente rischiose;
– tutelare studenti, famiglie e personale scolastico;
– evitare situazioni difficili da gestire, come evacuazioni durante l’orario scolastico;
– facilitare la gestione di eventuali emergenze.

La sicurezza viene prima della routine quotidiana
Le prime manovre messe in atto dai sindaci, nei casi ad esempio di allerta meteo arancione, sono quelle di decretare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei cimiteri, degli impianti sportivi e dei parchi pubblici, al fine di limitare l’affluenza nelle strade, ove possa esserci rischio di danni, dovuti – per esempio – alla caduta di alberi, pali della segnaletica stradale oppure l’esondazione di corsi d’acqua più o meno grandi.
I colori dell’allerta
A differenza degli scorsi anni, quando le allerte meteo erano classificate in base ai numeri, oggi sono associate a un colore:
Allerta meteo verde: situazione stabile, senza fenomeni di intensità preoccupante, pur con possibilità di eventi isolati come forti piogge o grandinate.
Allerta meteo gialla: previste piogge intense e localmente pericolose, con potenziali criticità, piccole frane o innalzamento dei corsi d’acqua.
Allerta meteo arancione: fenomeni molto intensi ed estesi, con serio rischio di esondazioni, frane, smottamenti, caduta di alberi e danni a cose o persone.
Allerta meteo rossa: la più grave; possono verificarsi danni a edifici e centri abitati, alle colture agricole e agli insediamenti industriali, fino alla distruzione di infrastrutture ferroviarie.

Ma allora perché alcuni Comuni chiudono e altri no? Le allerte sono spesso emesse su scala regionale, ma i fenomeni meteo possono avere effetti molto diversi da zona a zona. Nel caso specifico di Cosenza, Rende e dei centri della provincia già in ginocchio a seguito del maltempo dei giorni scorsi, la valutazione è legata al rischio del territorio considerando il Piano di protezione civile, le caratteristiche locali (fiumi, aree a rischio allagamento o frana); viabilità e infrastrutture. La decisione finale spetta al Sindaco, in qualità di autorità locale di Protezione Civile, che adotta le misure ritenute più adeguate per la sicurezza della comunità.
Le famiglie tra sicurezza e organizzazione
Come reagiscono le famiglie di fronte alla notizia delle scuole chiuse per allerta meteo? A Cosenza dopo ben 4 giorni di chiusura, il sindaco ha deciso di tenere gli istituti chiusi, anche oggi e domani. In altri centri, vista l’allerta gialla prevista per la giornata odierna, scuole chiuse solo per oggi.
Ma se da un lato la priorità è garantire la sicurezza dei figli, dall’altro emergono dubbi e difficoltà organizzative, soprattutto per i genitori lavoratori. Una mamma che riceve la notizia della chiusura deve spesso affrontare problemi pratici: conciliare lavoro e gestione dei figli, trovare soluzioni alternative, affrontare gli stessi rischi legati agli spostamenti.
“Genitori sul piede di guerra”
Non manca chi ha sollevato perplessità sulla chiusura delle scuole in caso di allerta gialla, in assenza di ulteriori specifiche circostanze di rischio. Alcuni genitori sui social sottolineano “non vogliamo certo mettere a rischio la sicurezza dei nostri ragazzi, ma laddove non sono riscontrate criticità nei singoli istituti, chiudere le scuole diventa un grande problema. Per i nostri figli, andare a scuola, è necessario”.
Sulle chat delle mamme si scatenano i messaggi. I bambini e i ragazzi saranno anche contenti ma i genitori si disperano, consultano agende con gli impegni del giorno da riorganizzare, chiamano a raccolta i nonni. Ovviamente poco si può fare davanti a quella che è la prevenzione del rischio e la prudenza. Alcuni genitori poi, contestano la tempistica. “A Rende e Cosenza ieri, la comunicazione è arrivata in serata. Per due genitori che lavorano non è affatto facile gestire queste decisioni”.
Insomma, l’argomento “scuole chiuse” è divisivo, perchè sono in molti a sottolineare come la sicurezza venga al primo posto. Chiudere le scuole in questi casi è la scelta più semplice, che mette al riparo chi decide da qualsiasi eventuale responsabilità. Ma è anche la più giusta?

«Sicurezza sì ma anche rispetto»
“Siamo un gruppo di genitori che in questi giorni sta affrontando una situazione sempre più complicata: dopo quattro giorni consecutivi di maltempo, oggi ci è stata comunicata la chiusura delle scuole anche per i prossimi due giorni, a causa dell’allerta meteo gialla. Non fraintendeteci: la sicurezza dei nostri figli viene prima di tutto. Ma ci sentiamo abbandonati e messi in difficoltà da un sistema che sembra pensare solo a tutelarsi da eventuali responsabilità, senza valutare le reali conseguenze sulle famiglie. Per noi genitori che lavoriamo, ogni giorno di scuola saltato significa dover inventare soluzioni, chiedere permessi, organizzare turni impossibili o fare i conti con parenti e babysitter. Non tutti hanno queste possibilità, e il peso ricade quasi sempre sulle donne della famiglia”.
“I nostri figli non stanno solo perdendo lezioni: stanno perdendo routine, socialità e sicurezza in un luogo protetto come la scuola. E noi ci ritroviamo a dover gestire ansie e frustrazioni, cercando di conciliare lavoro e famiglia senza supporti concreti. Ci chiediamo solo se sia davvero proporzionato chiudere le scuole per un’allerta gialla, quando le strade principali sono percorribili, e i ragazzi potrebbero essere al sicuro tra compagni e insegnanti. Forse sarebbe il caso di pensare a misure più flessibili, come ingressi scaglionati, attività alternative in sicurezza o scuole aperte con orari ridotti. Siamo genitori preoccupati, esasperati e stanchi. Non vogliamo mettere a rischio la sicurezza dei nostri bambini, ma chiediamo rispetto per le nostre difficoltà quotidiane”.




















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