Area Urbana
Responsabilità
Allerta meteo e scuole chiuse, Ziccarelli «serve prevenzione, non si può gestire tutto in emergenza»
Domenico Ziccarelli ex assessore alla Protezione Civile con la precedente Giunta di Rende spiega le ordinanze dei sindaci e denuncia: “Da noi si gestisce solo l’emergenza”

RENDE – Le allerte meteo e le decisioni dei sindaci di chiudere le scuole; a chiarire il quadro è Domenico Ziccarelli, ex assessore della giunta Manna a Rende per 9 anni, con delega alla Protezione civile. Con il susseguirsi delle allerte meteo tra febbraio e marzo, molti genitori si sono chiesti perché i sindaci decidano di chiudere le scuole. Spesso lo si fa per “scaricare le responsabilità” dice Ziccarelli, intervenuto ai microfoni di Rlb, nella trasmissione “Fatti Vivi” a cura della redazione di Quicosenza.it.
Allerte Protezione civile, Ziccarelli «il nodo della mobilità e delle chiusure»
“Le allerte le emana la Protezione Civile regionale, e vanno dal verde al rosso. Di solito con l’arancione si chiudono le scuole, ma resta a discrezione del sindaco, che deve fare l’ordinanza”. Una scelta che, secondo Ziccarelli “è anche un modo per scaricarsi le responsabilità: se succede qualcosa, la Regione dice ‘noi l’abbiamo emanata’, e i Comuni pure”.
La chiusura delle scuole non riguarda solo gli edifici, ma incide soprattutto sulla gestione del traffico e della sicurezza urbana: “le scuole, visti gli orari concentrati tra mattina e pranzo, muovono un flusso enorme di auto e in caso di eventi metereologici avversi, la mobilità è la prima cosa da evitare”.
Riferendosi al recente caso della fiera di San Giuseppe a Cosenza, Ziccarelli spiega: “le ordinanze possono estendersi anche ad altre attività ovvero alla chiusura di mercati ed eventi fieristici, ma è una scelta difficile. Come smontare una fiera con 450 stand dalla sera alla mattina?”.

Prevenzione: il vero punto debole
Il tema centrale resta però la prevenzione, spesso trascurata rispetto alla gestione dell’emergenza: “i fiumi andrebbero mantenuti puliti. Quando ci sono piogge abbondanti si formano ammassi di alberi che creano danni. Si tratta di manutenzione ordinaria, anche dei tombini. Da noi purtroppo si gestisce solo l’emergenza”. E aggiunge: “servirebbe pulire i corsi dei fiumi durante l’anno, non aspettare la piena”.
Cambiamenti climatici e territorio fragile
A rendere più complessa la situazione è anche l’evoluzione del clima e di conseguenza il problema si riflette su più fronti, anche quello della gestione del verde urbano: “a Rende di albero ne sono stati tagliati tanti a malincuore, ma con questi cicloni andrebbero sostituiti con alberi più bassi e resistenti al vento”. Episodi come quello di via Popilia, dove la caduta di un albero non ha causato vittime, evidenziano i rischi: “va bene finché non ci sono danni alle persone, ma succede perché la prevenzione lascia a desiderare”.

La polemica sui ristori alla fiera di Cosenza
Infine, il tema dei ristori agli ambulanti colpiti dal maltempo alla fiera di Cosenza e l’Iban per chiedere un aiuto economico ai cosentini. Ziccarelli non usa giri di parole: “è assurdo che il Comune chieda un contributo ai cittadini” e riporta anche la posizione degli stessi operatori: “un ambulante ha scritto che a loro la beneficenza non serve; quei soldi vadano alle associazioni di volontariato. A loro serve lavorare. Chiedere ai cittadini di intervenire economicamente per un’inadempienza del Comune è peggio del buco che si è fatto”.
Informazione e programmazione
Secondo Ziccarelli, una gestione più attenta avrebbe potuto limitare i danni: “Se c’è un’allerta arancione, gli espositori andavano avvisati prima, così chi aveva cose leggere poteva smontare in tempo”. Un richiamo alla responsabilità amministrativa e alla necessità di una pianificazione più efficace, per evitare che le emergenze si trasformino in tragedie annunciate.




















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