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Tetto 30% di alunni stranieri in aula, la Uil Scuola Calabria dice no: “Il problema è un altro”

Calabria

"Niente Barriere"

Tetto 30% di alunni stranieri in aula, la Uil Scuola Calabria dice no: “Il problema è un altro”

La Uil Scuola Calabria contesta l’ipotesi di un limite agli alunni stranieri nelle classi e chiede invece più docenti A-23, mediatori linguistico-culturali, percorsi strutturali di italiano L2 e risorse per le scuole

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COSENZA – “La proposta di fissare un tetto agli alunni stranieri nelle classi guarda al problema dal lato sbagliato. In Calabria lo sappiamo bene: l’integrazione non si ottiene spostando i ragazzi da un’aula all’altra, ma dando alle scuole gli strumenti per accoglierli e farli crescere”. Così Luca Scrivano, Segretario Generale Regionale della UIL Scuola Calabria, interviene dopo l’annuncio della Presidente del Consiglio, condividendo pienamente la posizione espressa dal segretario generale Giuseppe D’Aprile.

“La Calabria è da anni una terra di primo approdo e di accoglienza, dalla costa ionica alla Piana di Gioia Tauro, dal Crotonese alla Sibaritide”, sottolinea Scrivano. “Nelle nostre scuole la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è distribuita in modo molto disomogeneo: in alcuni comuni riguarda pochi alunni, in altri rappresenta una parte significativa delle classi. Un tetto rigido applicato in territori con pochi plessi, pluriclassi e scuole già ridotte dal dimensionamento significherebbe costringere bambini e famiglie a spostamenti che le aree interne e i piccoli centri non possono sostenere. Il rischio concreto è allontanare i ragazzi dalla scuola, non integrarli”.

Tetto alunni stranieri ma “il problema è un altro”

Il nodo, per la UIL Scuola Calabria, è quello indicato da D’Aprile: la carenza strutturale di docenti della classe di concorso A-23, italiano per discenti di lingua straniera. “Circa mille docenti in tutta Italia sono un numero del tutto insufficiente. In Calabria la presenza di questi insegnanti nelle scuole del primo e del secondo ciclo è marginale, e il peso dell’alfabetizzazione ricade quasi interamente sui CPIA e sulla buona volontà dei docenti curricolari, che fanno un lavoro straordinario senza ore, formazione e risorse dedicate”.

Da qui le richieste avanzate dal sindacato a livello regionale: il potenziamento dell’organico della classe A-23 con posti specificamente assegnati alla Calabria, a partire dagli istituti con maggiore presenza di alunni neoarrivatila riduzione del numero di alunni per classe, superando le cosiddette “classi pollaio” ancora presenti in molte realtà urbane; la presenza stabile di mediatori linguistico- culturali, oggi affidata a progetti temporanei e finanziamenti discontinui; percorsi strutturali di italiano L2 inseriti nell’organico e non legati a bandi occasionali; formazione specifica e retribuita per il personale docente e ATA; il rafforzamento dei CPIA, presidio essenziale per l’istruzione degli adulti e dei minori stranieri non accompagnati.

“La scuola statale è il luogo dove un bambino arrivato da lontano diventa cittadino, impara la lingua, stringe amicizie, costruisce il proprio futuro. È anche il luogo dove i nostri ragazzi imparano a convivere con la diversità”, conclude Scrivano. “La Calabria, che ha visto partire intere generazioni dei suoi figli, conosce il valore di una scuola che accoglie. Non servono muri né percentuali: servono investimenti, personale stabilizzato e scelte coraggiose. Su questo la UIL Scuola Calabria è pronta al confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le istituzioni, per costruire risposte concrete”.

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