Area Urbana
LA PROTESTA
Caso Amaco, lavoratori a rischio in presidio permanente davanti all’azienda
La vicenda Amaco, l’azienda di trasporto pubblico di Cosenza, tiene banco ormai da giorni con la preoccupazione dei 16 lavoratori a rischio in presidio permanente oggi davanti l’azienda

COSENZA – La vicenda Amaco, l’azienda di trasporto pubblico di Cosenza, tiene banco ormai da giorni con la preoccupazione dei 16 lavoratori a rischio, oggi in presidio permanente davanti l’ente. Dopo la cessione al Consorzio Autolinee Tpl, sono stati diversi gli appelli lanciati per tutelare i livelli occupazionali, tra cui il sindaco di Cosenza Franz Caruso.
“Comunichiamo alla cittadinanza l’avvio del presidio permanente dei lavoratori. Vogliamo altresì rassicurare tutta l’utenza che il servizio non subirà alcuna variazione. I nostri autobus continueranno a circolare regolarmente secondo gli orari previsti”, dichiarano i sindacati in protesta con i dipendenti.

Amaco, la Cgil Cosenza esprime una “preoccupazione profondissima”
L’azienda di trasporto pubblico di Cosenza, continua a sollevare interrogativi gravi e inquietanti. Una società con 111 dipendenti e un valore stimato di circa 4,5 milioni di euro è stata ceduta per appena 2,1 milioni. Questa operazione, che appare come una vera e propria svendita, rischia di ricadere interamente sulle spalle dei lavoratori: ad oggi sono già una ventina i posti a rischio, ma il numero potrebbe drammaticamente salire nei prossimi mesi.
Mentre decine di famiglie vedono il proprio futuro appeso a un filo, resta il sospetto che questa dismissione, così penalizzante per l’interesse pubblico, possa favorire interessi privati ancora poco chiari.

Il quadro si complica ulteriormente sul piano politico. L’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo, aveva assicurato pubblicamente che Amaco sarebbe confluita in Cometra, il consorzio che gestisce il chilometraggio del servizio. Tale soluzione avrebbe garantito continuità occupazionale e una solida coerenza industriale. Il fatto che si sia imboccata una strada diversa evidenzia un “corto circuito” istituzionale: un segnale di cattiva gestione o, peggio, di una totale mancanza di trasparenza.
La Cgil e la Filt Cgil di Cosenza esprimono una preoccupazione profondissima. Quello che accade oggi potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Nei prossimi mesi il numero dei lavoratori che perderanno il posto potrebbe aumentare, aggravando una situazione sociale già fragile perché qui non siamo di fronte solo ad una vendita: siamo di fronte al rischio concreto di smantellare un servizio pubblico sociale e universale e di mettere in ginocchio decine di famiglie.
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