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Amaco: Fulvio Campanaro (Noi Moderati) “Cronaca di un disastro annunciato e assenza totale di visione politica”

Area Urbana

Amaco: Fulvio Campanaro (Noi Moderati) “Cronaca di un disastro annunciato e assenza totale di visione politica”

Il coordinatore di Noi Moderati, Fulvio Campanaro, denuncia anni di malagestione e occasioni sprecate: dai mancati introiti dei parcheggi alla crisi dei servizi su gomma. Sotto accusa l’immobilismo che mette a rischio decine di posti di lavoro

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Fulvio Campanaro Noi Moderati Amaco

COSENZA – La situazione del trasporto pubblico a Cosenza è giunta a un punto di non ritorno. La crisi di AMACO, esplosa in tutta la sua gravità con il fallimento e la (S)vendita del ramo TPL ai privati, mette adesso a rischio il futuro di decine di lavoratori. Per Fulvio Campanaro, coordinatore cittadino di Noi Moderati, quella di Amaco è l’epilogo scontato di anni di gestione fallimentare.

Amaco: una crisi che affonda le radici nel passato

Mentre l’amministrazione comunale corre ai ripari convocando tavoli tecnici e riunioni d’urgenza, Campanaro punta il dito contro la narrazione istituzionale della “sorpresa dell’ultima ora”.
«La crisi di AMACO non nasce oggi, ma è il risultato di una malagestione e dell’assenza totale di visione politica», ha dichiarato il coordinatore di Noi Moderati. Secondo l’esponente politico, il vero problema è il tempo perso: «un immobilismo durato anni che oggi presenta un conto salatissimo, pagato in primis dai dipendenti e dagli utenti del trasporto pubblico locale».

amaco presidio lavoratori

Il caso dei parcheggi: un’occasione sprecata

Uno dei punti centrali della critica mossa da Campanaro riguarda la gestione degli asset strategici dell’azienda. AMACO, infatti, non si occupa solo di autobus, ma gestisce anche i parcheggi e i parchimetri della città. Secondo l’esponente di Noi Moderati, questa leva economica, se valorizzata adeguatamente, avrebbe potuto rappresentare la salvezza dell’azienda a cominciare dalle entrate costanti: «I proventi della sosta avrebbero dovuto garantire flussi di cassa sicuri. E tali risorse potevano essere utilizzate per risanare i debiti e potenziare il parco mezzi.I mancati introiti non rappresentano soltanto una perdita economica, ma il segno concreto di una visione assente: un potenziale reale rimasto inespresso”, incalza Campanaro.

Dalle ruote ai carroattrezzi: un quadro di inefficienza

Il declino di AMACO non ha risparmiato alcun settore. Dalle criticità croniche del trasporto su gomma alla gestione dei servizi accessori come il carroattrezzi, emerge un quadro complessivo di incapacità nel trasformare le opportunità in risorse. Un “declino lento e progressivo” scrive Campanaro  «avvenuto sotto gli occhi di tutti, senza che venissero presi provvedimenti risolutivi quando la situazione era ancora gestibile».

Bus-Amaco-autobus-Cosenza

Responsabilità politiche e tutela dei lavoratori

Oggi la priorità assoluta è la tutela dei lavoratori, ma Campanaro solleva un quesito cruciale: «dove era questa attenzione negli anni passati? Perché si è permesso che la situazione degenerasse fino al punto di non ritorno? Il Cosenza non può sottrarsi alle proprie responsabilità. L’azienda, sotto il controllo diretto di Palazzo dei Bruzi, è stata lasciata affondare tra debiti e inefficienze».

 

Quella che mesi fa Campanaro definiva come “il passato che pesa sul presente, oggi suona come una condanna politica definitiva. «AMACO non è crollata all’improvviso: è stata  lasciata scivolare verso il baratro». Mentre si cercano soluzioni (forse tardive) per evitare il fallimento totale, resta l’amarezza per un patrimonio pubblico che chi avrebbe dovuto salvaguardare ha invece trascurato. La sfida ora è capire se esista ancora un margine per salvare il lavoro di decine di famiglie e la mobilità della città di Cosenza.

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