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Amantea: maxi frode nell’accoglienza migranti, sequestri per 1,4 milioni di euro

Cronaca

FALSE FATTURE

Amantea: maxi frode nell’accoglienza migranti, sequestri per 1,4 milioni di euro

Guardia di Finanza e Procura di Paola scoprono una presunta evasione fiscale milionaria legata a una cooperativa operante ad Amantea che si occupa dell’accoglienza migranti. Sotto sequestro conti correnti, immobili, quote societarie e auto

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guardia finanza cosenza - accoglienza migranti amantea 02

AMANTEA (CS) – Maxi operazione della Guardia di Finanza nel settore dell’accoglienza ai migranti in Calabria. Su delega della Procura della Repubblica di Paola, i finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili per circa 1,4 milioni di euro. Il decreto è stato emesso dal Gip del Tribunale di Paola nei confronti di una società cooperativa e di due persone fisiche indagate per reati fiscali.

La cooperativa per migranti operava ad Amantea

L’inchiesta nasce da controlli fiscali avviati dai militari della Tenenza di Amantea nei confronti di una persona fisica e di una cooperativa formalmente domiciliata a Roma ma operativa di fatto ad Amantea nel settore dell’accoglienza ai migranti. Secondo quanto emerso dalle indagini, svolte anche attraverso approfondimenti finanziari mirati, gli amministratori della società avrebbero messo in piedi un articolato sistema di evasione fiscale ai danni dell’Erario.

guardia finanza cosenza - accoglienza migranti amantea

False fatture e redditi sottratti al fisco

Le indagini avrebbero consentito di “smascherare” una frode fiscale basata sull’utilizzo sistematico di false fatture predisposte dagli stessi amministratori della cooperativa. In particolare, il rappresentante legale e l’amministratore di fatto della società, secondo l’accusa, avrebbero sottratto al fisco redditi per circa 5 milioni di euro attraverso false fatturazioni per un valore complessivo di circa 2,9 milioni di euro e registri contabili contenenti dati non veritieri. Gli indagati avrebbero inoltre presentato dichiarazioni fraudolente ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.

In esecuzione del provvedimento giudiziario, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 16 conti correnti bancari, quote societarie, sette immobili e tre autovetture intestati agli indagati o comunque nella loro disponibilità. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro corrisponde all’ammontare delle imposte ritenute evase, pari a circa 1,4 milioni di euro.

 

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