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Amianto e rischi cancerogeni: Cosenza maglia nera in Calabria secondo le stime ONA

Calabria

IL RAPPORTO ONA

Amianto e rischi cancerogeni: Cosenza maglia nera in Calabria secondo le stime ONA

Rispetto alla presenza di amianto Cosenza tra le province più esposte:fino a mille casi stimati di patologie asbesto-correlate dal 1993 al 2025. Un appello su prevenzione, bonifiche e tutela della salute

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CATANZARO – L’amianto e gli altri agenti cancerogeni di origine ambientale restano una delle emergenze sanitarie più gravi e irrisolte in Calabria tra ritardi nelle bonifiche, siti contaminati e dati sanitari sottostimati. Il tema è stato al centro della prima convention regionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), svoltasi oggi a Catanzaro, nella Sala Verde della Cittadella regionale “Jole Santelli”.

L’iniziativa, patrocinata da Regione Calabria, ARPACAL e Ordine dei Medici di Catanzaro, ha acceso i riflettori in particolare sul SIN di Crotone, uno dei contesti più critici del Paese per l’intreccio tra rischio ambientale, sanitario e sociale.

Amianto, confronto multidisciplinare su salute, ambiente e legalità

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore Eulalia Micheli, delegata dal presidente Occhiuto, e del presidente dell’Ordine dei Medici Enzo Ciconte, la convention ha riunito sanità, ricerca scientifica, diritto, istituzioni e associazionismo. Dai lavori è emersa la necessità di superare la frammentazione degli interventi e di costruire strategie integrate di prevenzione, monitoraggio, bonifica e presa in carico delle vittime delle patologie asbesto-correlate e dei tumori di origine ambientale.

Amianto - Antonio Carmine Sangiovanni, Euralia Micheli, Ezio Bonanni, Paquale Montilla

Bonanni (ONA): «I dati ufficiali sono solo la punta dell’iceberg»

Il presidente dell’ONA, Ezio Bonanni, ha denunciato una forte sottostima dei dati epidemiologici ufficiali: «I numeri del Registro Nazionale dei Mesoteliomi fotografano solo una minima parte del problema. Riguardano esclusivamente il mesotelioma e non l’intero spettro delle patologie asbesto-correlate».

Secondo l’VIII Rapporto ReNaM, in Calabria risultano 118 casi ufficiali di mesotelioma fino al 2021, ma oltre 500 diagnosi sono state effettuate fuori regione, a causa della mobilità sanitaria. «Il quadro reale – ha sottolineato Bonanni – è molto più grave, aggravato dalle criticità del COR Calabria e dai ritardi nelle bonifiche, in particolare nel SIN di Crotone».

SIN di Crotone e oncologia ambientale: il cambio di paradigma

L’oncologo Pasquale Montilla, responsabile scientifico dell’ONA, ha illustrato il modello di oncologia ambientale applicato al SIN di Crotone:
«Non ci limitiamo più alle statistiche, ma analizziamo direttamente gli effetti biologici delle esposizioni. Questo consente di individuare precocemente gli indici di rischio e intervenire prima che la patologia diventi conclamata».

Un approccio in linea con il Beating Cancer Plan europeo, che sposta l’attenzione dalla sola denuncia del danno alla presa in carico clinica degli esposti.

Amianto

I dati epidemiologici: un quadro allarmante

Secondo i dati SENTIERI 2023, illustrati dall’epidemiologo Orlando Amodeo, nell’area del SIN di Crotone si registrano:
– un aumento della mortalità prematura per malattie croniche;
– un eccesso di rischio per tumori maligni in entrambi i generi;
– maggiori ricoveri pediatrici per patologie respiratorie e tumori cerebrali.

Il tutto in un territorio segnato da forte deprivazione socioeconomica, con Crotone tra le ultime province italiane per qualità della vita. Secondo le elaborazioni dell’ONA, considerando tutte le patologie asbesto-correlate, il carico sanitario stimato tra il 1993 e il 2025 è molto più elevato:

Cosenza: circa 1.000 casi
Crotone: circa 800 casi
Reggio Calabria: circa 730 casi
Catanzaro: circa 380 casi
Vibo Valentia: circa 230 casi

Il mesotelioma presenta un indice di mortalità a 5 anni pari al 93%, rendendo il quadro sanitario particolarmente grave.

Bonifiche, mappature e responsabilità istituzionali

Dal confronto è emersa l’urgenza di completare la mappatura dell’amianto e del radon; rafforzare il Centro Operativo Regionale; accelerare le bonifiche dei siti contaminati e garantire tutela sanitaria e giuridica alle vittime.

Il capo dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Salvatore Siviglia, ha annunciato l’avvio di un aggiornamento della normativa regionale e la futura formalizzazione di un protocollo di intesa con l’ONA.

«Salute e sicurezza non sono costi, ma diritti», ha affermato Massimo Alampi, coordinatore ONA Calabria. Un messaggio condiviso dagli interventi di medici, tecnici, giuristi e rappresentanti istituzionali, che hanno invocato una presa di coscienza collettiva.

La convention segna un possibile punto di svolta: trasformare dati e conoscenza in politiche concrete di prevenzione, bonifica e tutela della salute pubblica, partendo dalla Calabria. Per assistenza medica e legale gratuita è attivo il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it

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