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ArtCal, è bufera in Regione: De Cicco attacca la maggioranza, “Provvedimento calato dall’alto”

Calabria

ArtCal, è bufera in Regione: De Cicco attacca la maggioranza, “Provvedimento calato dall’alto”

Il consigliere regionale De Cicco contesta l’iter della proposta di legge sulla nuova società, denunciando il mancato coinvolgimento dei Comuni e i tempi stretti concessi ai sindaci

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Francesco De Cicco reddito di merito

CATANZARO – La fretta con cui la maggioranza sta portando avanti la proposta di legge sulla costituzione di AMICAL SpA «calpesta il confronto democratico e svuota di ogni senso la partecipazione dei territori». È quanto sostiene Francesco De Cicco, che, pur non facendo parte della Quarta Commissione, afferma di aver seguito con attenzione le sedute, a partire da quella del 3 agosto, quando, sottolinea, «molti erano al mare». Secondo De Cicco, sarebbe stata impressa all’iter una «accelerazione ingiustificata», accompagnata da una «censura chiara e voluta dei territori».

«I diretti interessati non sono stati informati»

De Cicco riferisce di aver più volte sollecitato l’ascolto dei territori, evidenziando come la Commissione stesse lavorando «senza informare i diretti interessati alla legge». «Si è chiesta l’audizione dei sindaci delle città capoluogo – afferma – e Ferrari ha calendarizzato le audizioni dei sindaci paradossalmente dopo il termine per la presentazione degli emendamenti». Un passaggio che, secondo il consigliere, avrebbe limitato la possibilità per gli amministratori locali di approfondire il provvedimento e intervenire concretamente sul suo contenuto.

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Nel mirino anche i costi per i Comuni

Tra le principali contestazioni sollevate da De Cicco ci sono le conseguenze economiche per i Comuni capoluogo. «I comuni capoluogo rischiano di essere obbligati a entrare in una società per azioni con quote d’ingresso esorbitanti, tra i 200 e i 250 mila euro, sottratti direttamente ai bilanci comunali e ai servizi essenziali per i cittadini». Il consigliere riferisce inoltre che, di fronte alla richiesta dei sindaci di disporre di un tempo congruo per studiare la proposta, la risposta della presidenza sarebbe stata «un aut-aut di appena 24 ore».

«Dubbi di incostituzionalità»

Durissimo il giudizio sull’iter della proposta. De Cicco parla di «un provvedimento calato dall’alto, spinto con il turbo dalla maggioranza per evitare qualsiasi modifica» e sostiene che vi siano «tutti gli estremi per essere impugnato subito dopo l’approvazione a causa dei dubbi di incostituzionalità». Si tratta, in questo caso, di una valutazione politica e giuridica espressa dallo stesso consigliere, che preannuncia la possibilità di un’azione successiva all’eventuale approvazione.

Francesco De Cicco

«Ancora più grave l’impatto sui lavoratori di ArtCal»

Un altro capitolo della contestazione riguarda i lavoratori interni ad ArtCal. «Parliamo di quarantenni, calabresi che, dopo aver vinto un concorso e vissuto al nord riescono finalmente a tornare, attraverso la mobilità, nella propria terra e ora si vedono usurpati della propria postazione di dipendenti pubblici e dei diritti conquistati con enormi sacrifici personali e familiari». Per De Cicco, la vicenda rappresenterebbe una contraddizione rispetto alla comunicazione politica del presidente della Regione Roberto Occhiuto sui giovani e sul loro ritorno in Calabria.

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